[Recensione] Final Fantasy XII: The Zodiac Age – Ritorno ad Ivalice

Di Andrea "Geo" Peroni
23 luglio 2017

Recensione a cura di L. Rancati.

PlayStation 2 è stata una delle console più fortunate della storia dei videogiochi. Tra le sue fila troviamo decine di titoli che hanno fatto la storia di questa industria: da Grand Theft Auto: San Andreas a Metal Gear Solid 3, passando per Tekken 5, Jak & Daxter, Ratchet e Clank, Kingdom Hearts e God of War. Tra le serie più famose, ovviamente, non può non venirci in mente quella di Final Fantasy. Se nell’ultimo decennio, infatti, la creatura partorita dalla mente di Hironobu Sakaguchi non ha più suscitato l’interesse e scaldato i cuori degli appassionati come un tempo, nei primi anni duemila era di certo una delle serie più fortunate del panorama videoludico mondiale.

Dopo un decimo capitolo uscito nel 2001, che fu riconosciuto unanimemente come capolavoro assoluto e degno esponente della saga a tutti gli effetti, iniziò per la software house giapponese un periodo quantomeno travagliato.

La storica fusione tra la allora Squaresoft ed Enix, autrici dei due maggiori capisaldi del genere dei giochi di ruolo giapponese, ossia rispettivamente Final Fantasy e Dragon Quest, aveva posto evidentemente le basi per un grosso cambiamento, ma non necessariamente in positivo. Il padre e creatore della saga, Hironobu Sakaguchi, aveva appena lasciato Square-Enix per migrare verso altri lidi. Lo storico compositore che aveva scritto la colonna sonora di ogni capitolo della serie principale fino a quel momento, Nobuo Uematsu, aveva scelto la stessa sorte. Nel frattempo, lo sviluppo di Final Fantasy XII, iniziato nel 2001,  subiva ritardi e imprevisti, tra cui il cambio di director in corsa, che facevano slittare l’uscita anno dopo anno. Se non consideriamo FF X-2 come episodio principale e l’undicesimo per la sua natura di MMORPG, infatti, tra due capitoli principali della serie (in questo caso quindi FFX e FFXII) erano passati ben 5 anni, cosa mai successa prima in oltre quindici anni di storia della saga. Tutto ciò aveva generato non pochi dubbi nei cuori dei fan, che dopo anni di successi non capivano più cosa aspettarsi. Dopo l’uscita del tanto agognato titolo, nel 2006, molti di quei dubbi furono confermati, e ancora oggi molti fan della saga si rifiutano di contare gli episodi successivi al decimo, considerando tutto ciò che viene dopo semplicemente come eresia.

Eppure, Final Fantasy XII è tutt’ora considerato dalla critica come uno degli RPG più riusciti e ispirati di sempre; perché allora tutto questo astio nei suoi confronti proprio da parte degli stessi fan della fantasia finale?

Beh, è presto detto: FF XII aveva preso la formula che aveva fatto innamorare milioni di videogiocatori in tutto il mondo e, seppur portando con sé molta della tradizione della saga nei temi, negli ambienti e nel concept in generale, l’aveva rinnovata profondamente, cambiandone le meccaniche di combattimento e di conseguenza l’anima dell’intero gioco. Esatto: ciò che tutti temevano si era realizzato, le battaglie non erano più casuali e con un sistema a turni, bensì in tempo reale. Che per un fan di Final Fantasy era una cosa completamente ignota e misteriosa. Beh, Final Fantasy per come lo conoscevamo non esisteva più, la rivoluzione si era compiuta.

A ben vedere, il tentativo di cambiamento che Square-Enix fece con FF XII nel lontano 2006 anticipava in piena regola quello che è stato per il recente quindicesimo capitolo, che ha, se vogliamo, completato l’opera ribaltando completamente l’approccio verso un sistema quasi del tutto orientato all’azione e trasformando di fatto Final Fantasy in un action-RPG con tutti i crismi. Ma se dieci anni fa il dodicesimo capitolo della celeberrima serie di Square-Enix divideva la critica, come si pone oggi la sua remaster in uno scenario completamente cambiato?

Dopo questa doverosa intro allora, torniamo nel presente e buttiamoci a capofitto nell’analisi dell’ennesima remaster che Square-Enix ci propone in questo 2017 dopo quelle di Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue e Kingdom Hearts 1.5 + 2.5 HD ReMIX.

UN MONDO IN GUERRA

Gli eventi narrati nel gioco sono introdotti, come in ogni capitolo della serie, da una sequenza in computer grafica, ottimamente realizzata, da cui subito si capisce che il tema principale delle vicende è la guerra.

Le terre di Ivalice sono infatti scosse dal conflitto tra due grandi imperi: Archadia ad est e Rozaria ad ovest. Tra le due superpotenze, si stagliano due piccoli regni ancora indipendenti, Dalmasca e Nabradia, le cui sorti sono legate al matrimonio tra la principessa Ashe (di Dalmasca) e il principe Rasler (di Nabradia), che dovrebbe garantire un’alleanza in grado di far fronte ad eventuali attacchi o coinvolgimenti nel conflitto.

Il titolo Square-Enix si apre proprio con l’assalto dell’impero archadiano nei confronti dei due piccoli regni, che, nonostante la strenua resistenza, devono presto arrendersi alla forza superiore dell’esercito nemico.

Due anni dopo, a Rabanastre (capitale di Dalmasca), un ragazzo di nome Vaan che ha perso il fratello proprio in quel conflitto, passa le giornate a sognare di solcare i cieli di Ivalice con un’aeronave tutta sua e, nel frattempo, si diletta a taccheggiare i soldati dell’impero invasore di Archadia, che pattugliano le strade della capitale Dalmasca schernendone continuamente gli abitanti. Ed è da qui che si innesca una serie di eventi che ci porteranno ad esplorare Ivalice in lungo e in largo. L’esplorazione di luoghi a noi sconosciuti sarà infatti una delle attività principali dell’avventura, ma cosa ci aspetta? Beh, uno dei motivi per cui Final Fantasy XII è sempre stato osannato dalla critica è proprio questo, il mondo di gioco. Man mano che proseguiremo nell’avventura, infatti, avremo modo di scoprire come Ivalice sia un mondo non soltanto enorme e bellissimo, ma anche vario e straordinariamente curato. Già dalle prime ore di gioco infatti si ha la sensazione di avere tra le mani un universo di gioco solido, in cui tutto quadra, tutto ha un senso, tutto è studiato nei minimi dettagli. E’ davvero impressionante come tutto sia così dettagliato e coerente allo stesso tempo. Nulla ad Ivalice sembra fuori posto. Da una parte le città e i villaggi che, coi loro abitanti e le loro storie appariranno vive e movimentate, dall’altra le terre selvagge, tra cui immensi deserti, cime innevate, isole volanti e fitte foreste, solo per fare qualche esempio. Ogni ambiente è caratterizzato alla perfezione e ben differenziato rispetto agli altri, e se dieci anni fa avremmo passato forse troppo tempo nello stesso posto, per via delle dimensioni a tratti eccessive dei vari ambienti, ora con la modalità accelerata questo problema non esisterà più. Gli sviluppatori hanno infatti inserito una modalità, attivabile in ogni momento con L1, in cui gli eventi si svolgeranno al doppio o al quadruplo della velocità normale, in base a come vorremo impostare l’apposita opzione nel menù di pausa. Avremo quindi modo, a nostro completo piacimento, di velocizzare il tutto in quei frangenti che riterremo più noiosi.

Continua nella prossima pagina…

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.