[Recensione] Final Fantasy XV: Comrades

Di Andrea "Geo" Peroni
28 novembre 2017

Final Fantasy XV è un capolavoro mancato per tanti motivi. Ve ne ho parlato nella recensione uscita lo scorso anno, che potete recuperare qui, ma il discorso è stato ripreso anche in altre occasioni come i lanci dei DLC dedicati a Gladio prima e Prompto poi. In attesa di scoprire se Square-Enix ci ha tenuto nascosto un altro importante pezzo del puzzle tagliandolo dalla trama principale con Episode Ignis, cosa già accaduta con il secondo pacchetto scaricabile, ecco che la novità più inattesa del gioco di Hajime Tabata cerca di farsi spazio in un periodo super-affollato per i videogiochi. Comrades, l’espansione multiplayer di Final Fantasy XV, è uscita da pochi giorni su PS4 e Xbox One, dando la possibilità ai giocatori di cimentarsi con una inaspettata modalità co-op di caccia che coinvolge altri giocatori in carne ed ossa proprio come noi. Dopo un lungo periodo di test e di bilanciamento grazie ai feedback, ci aspettavamo una grande svolta con Comrades, complici anche le premesse di un combat system rinnovato e una sorta di totalmente inedita esperienza per l’universo della quindicesima Fantasia Finale. Il risultato è tuttavia solamente accettabile, e vi racconto perché nella nostra recensione.

Versione provata: PlayStation 4.

GLI ANGONI DEL RE

I Kingsglaive, o Angoni del Re, sono i protagonisti della terza espansione di Final Fantasy XV. Già conosciuti nell’omonimo film che fece da preludio ai fatti narrati poi nel gioco, gli Angoni sono le guardie più potenti di Lucis, coloro che proteggono il regno grazie al potere donato proprio dal Re (in questo caso, Regis) sfruttando abilità impensabili per i comuni soldati. Dopo la caduta di Lucis e Regis, gli Angoni rimasti sono ormai pochi, così come il loro potere, e la scomparsa del principe Noctis da poco avvenuta non ha fatto altro che peggiorare la cosa. Comrades si pone cronologicamente 6 mesi dopo la conclusione del Capitolo 13 di Final Fantasy XV (non spoileriamo ulteriormente, ma chi lo ha giocato sa cosa è successo), e il mondo è caduto preda di un’oscurità i cui artigli sono stati piantati in ogni parte del continente di Lucis. L’ultimo barlume di speranza, tanto per cambiare, siamo noi.

Accompagnati da tale Libertus, i primi passi dell’espansione Comrades vengono fatti a Lestallum, città già esplorata a fondo in Final Fantasy XV e ormai ultimo grande centro abitato rimasto in attività nel continente. Per prima cosa, il gioco ci permette di creare il nostro personalissimo avatar, il Kingsglaive che da qui in poi ci rappresenterà. La personalizzazione è davvero ottima, dato che possiamo intervenire su qualsiasi aspetto del personaggio: corporatura, sesso, tratti somatici, voce e così via. Gli abiti, all’inizio con uno stile particolarmente dark, sono limitati, ma potremo acquistarne altri mano a mano che procederemo con l’esperienza. Una volta creato l’Angone, Libertus ci indica la via per entrare a Lestallum, non prima di uccidere una serie di pericolosi daemon che si interpongono tra noi e la meta dandoci anche le prime indicazioni sul sistema di combattimento parzialmente rivisitato dalla versione di base del gioco.

Entrati finalmente in città, ci metteremo ben poco a capire la situazione: Lestallum, così come tutto il continente, è ormai senza luce, e questo nel vero senso della parola. Le centraline elettrice di Lucis sono tutte fuori uso, e solo grazie ai meteoriti energetici possiamo riattivarle dando corrente prima a Lestallum ed espandendoci poi a Lucis, cercando di restituire quantomeno uno dei bisogni primari agli abitanti rimasti del regno. La storia di Comrades, in sostanza, si può concludere qui, in queste poche righe che avete appena letto. L’espansione è progettata per costringere il giocatore a raccogliere nuovi frammenti di meteoriti alimentando nuove parti della città e della regione, sbloccando di tanto in tanto alcuni nodi di questo immenso “albero energetico” che rappresentano missioni da compiere in solitaria ma che non hanno alcuna componente narrativa al loro interno, risultando più una sorta di ulteriori missioni secondarie che una serie di quest principali dell’espansione.

Le missioni di questa espansione prevedono infatti tutte le stesse ricompense (energia sotto forma di gigawatt, Guil ed EXP per far progredire le statistiche del nostro avatar) e gli stessi compiti. Sebbene le quest secondarie si dividano in tre macrogruppi quali caccia, difesa e attacco, le operazioni da compiere saranno sempre le solite: resistere all’interno di una ristretta area e uccidere tutti i daemon che ci vengono lanciati addosso. Un sistema che risulterà ripetitivo dopo appena poche partite, considerando che dopo i primi nodi la quantità di GW necessaria a illuminare nuove aree crescerà notevolmente e questo significa ripetere più volte le solite missioni grindando EPX, energia e denaro senza neppure lasciare al giocatore la possibilità di godere di un’esperienza continua e senza interruzioni. Anche creando un party privato con gli amici – ogni missione deve essere affrontata in 4 – al termine della missione saremo costretti a tornare a Lestallum e a rifare tutto da capo. Davvero troppo tedioso come procedimento.

TANTA FATICA PER…

… Nulla, in pratica, perché le operazioni da compiere in Comrades sono quelle che già vi abbiamo illustrato. Poche, davvero troppo poche per convincere un giocatore a proseguire oltre le 5/6 ore di gioco, periodo dopo il quale il gioco risulterà davvero noioso e apparentemente senza uno scopo ben preciso se non quello di sbloccare tutti i nodi e dare energia a tutti (oltre che ottenere i vari Trofei, per gli amanti completisti). Se poi ci aggiungiamo tempi di caricamento che sfiorano le imprese ben poco memorabili di vecchi fallimenti come Crash Bandicoot 4: L’ira di Cortex o Spyro: Enter the Dragonfly, capirete che una sessione a Comrades può presto trasformarsi in un’attività forzata: circa due minuti di caricamento per accedere all’HUB di Lestallum, altri 30 secondi per il matchmaking, e infine un ulteriore caricamento per avviare definitivamente la missione, che si risolverà spesso in un massimo di 2 minuti come tempo di gioco.

Tralasciando gli inspiegabili e biblici caricamenti, spendiamo due parole su quello che ci è piaciuto dell’espansione, ossia alcune delle nuove meccaniche introdotte. Presso i vari NPC della città è possibile acquistare nuovi abiti e armi, ma da Cid ecco che arriva la grossa novità: il potenziamento del nostro arsenale. Utilizzando i vari oggetti recuperati in missione, Cid sfrutta un macchinario per portare le armi ad un livello superiore e migliorarne la potenza sulla base delle statistiche di questi oggetti. Una progressione interessante, ma che lascia il tempo che trova se diamo uno sguardo al combat system che di queste diverse evoluzioni se ne fa ben poco. Semplificato ancora di più rispetto a Final Fantasy XV, il combat system si riduce a premere ossessivamente il tasto per attaccare e a non badare neppure troppo alla barra degli HP vista la quasi impossibilità di perdere una missione. In Comrades, inoltre, le magie vengono gestite da una sola combinazione di tasti che attiva un attacco casuale, e arrivano alcune abilità “di gruppo” come la possibilità di innalzare una barriera protettiva e difesa di tutto il gruppo vicino. A proposito, nel momento in cui creeremo il nostro Angone potremo determinarne anche la città di provenienza, che significa in soldoni modificare la progressione delle statistiche del personaggio (accelerare o meno l’aumento della difesa, o quello degli HP, ecc.). Ma anche in questo caso, ben poco di nuovo sotto il sole, e ben poco influente sul giudizio di un DLC mal costruito.

A dire il vero, può essere spezzata una lancia a favore del combat system se lo osserviamo nella sua integrazione di un sistema di missioni mordi-e-fuggi come quelle di Comrades. Le magie di FF XV risultano infatti impossibili in un contesto come questo, e un combattimento semplicistico può attrarre anche ci cerca un’esperienza non troppo pressante a livello mentale. Eppure, anche oggi come lo scorso anno i giocatori durante il combattimento devono fare i conti con problemi di telecamera in grandi difficoltà, movimenti talvolta indecifrabili del personaggio e attacchi falliti per ragioni ignote. In più, l’esperienza può essere ulteriormente frustrata da un bug che anche noi, durante la nostra prova, abbiamo riscontrato e che anche molti altri utenti in rete hanno ritrovato: l’impossibilità, a fine missione, di ricevere i punti EXP che ci sarebbero dovuti di diritto. Niente EXP, niente level up, niente statistiche migliorate. Frustrante, di nuovo.

PUNTI DI FORZA

  • Personalizzazione estrema dei personaggi
  • Combat system più adatto a missioni mordi-e-fuggi
  • Qualche dettaglio extra sul buco temporale del Capitolo 13…

PUNTI DEBOLI

  • … Ma “storia” completamente superflua
  • Tempi di caricamento da record (negativo)
  • Non si possono fare gruppi costanti
  • Bug nuovi e vecchi
  • Ripetitivo dopo pochi minuti

Non si sentiva il bisogno di un’espansione come Comrades, ma l’idea di base era intrigante. La possibilità di giocare in compagnia di amici nel vastissimo mondo di Final Fantasy XV, a caccia di mostri e a compiere missioni in tutta Lucis. Buona parte di questo “sogno” si è però schiantato contro il muro della dura realtà. Comrades, nonostante un combat system ancor più semplificato e una personalizzazione sostanzialmente totale dei nostri avatar (8, in totale), deve fare i conti con bug che rovinano l’esperienza di gioco, tempi di caricamento insostenibili e, punto più importante, una ripetitività estrema che si farà sentire come un macigno dopo pochi minuti di gioco. Una sessione di 30 minuti di Comrades si può ridurre a quattro missioni completate e tutte identiche tra loro, intervallate di tanto in tanto da una breve visita ai pochi NPC nel minuscolo HUB di Lestallum. Ridare luce al mondo in rovina di Final Fantasy XV poteva essere un’attività nobile da perseguire, ma il risultato lascia parecchio a desiderare. Le speranze sono ora riposte in Episode Ignis e nei futuri update del gioco, che si dimostra come ormai un banco di lavoro per Square-Enix che sta sperimentando nuove vie per il suo franchise più importante.

Ringraziamo Koch Media Games per i codice review di Final Fantasy XV: Comrades.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato “videogioco” alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.