Recensione Final Fantasy XV – Dei e Re

recensione final fantasy xv
Di Andrea "Geo" Peroni
10 dicembre 2016

Annunciato nel 2006, atteso da molti al pari della seconda venuta del Messia sulla Terra, il nuovo Final Fantasy XV è finalmente giunto a noi. Conosciuto all’anagrafe come Final Fantasy Versus XIII, il nuovo titolo diretto da Hajime Tabata, che ha raccolto alcuni anni fa l’eredità di Tetsuya Nomura, si presenta a noi con un hype mostruoso montato negli anni e con pochi precedenti nell’industria videoludica. Forse solamente il recentissimo The Last Guardian si avvicina a tale livello di attesa. Un gioco che ha subito non solo rinvii impensabili e inspiegabili, ma anche diverse fasi di riscrittura, cambi di plot dopo averlo slegato dal Fabula Nova Crystallis, modifiche ai personaggi chiave della storia. Un titolo che segna però anche un cambiamento epocale nella storia di Final Fantasy, si tratta infatti del primo capitolo principale votato completamente all’action, altra componente ereditata da quel Nomura che portò la sua esperienza su Kingdom Hearts alla mercé di Versus XIII. Dopo aver provato per circa 50 ore il nuovo gioco di Square-Enix, siamo pronti a procedere con la nostra recensione, rigorosamente senza spoiler, ma che mette in evidenza tutte le luci e le ombre che la Fantasia Finale del 2016 ha portato con sé.

Versione provata: Xbox One

IL PRINCIPE CERCA GLORIA

Noctis Lucis Caelum è il principe ereditario del regno di Lucis. Una regione del mondo di Eos ormai martoriata da anni di guerra contro l’Impero Niflheim, che approfittando di una inaspettata debolezza e arrendevolezza di sua maestà Regis si è appropriato di sempre più territori nel corso del tempo. L’occasione per porre fine alla guerra arriva dal trattato di pace che Regis e l’Imperatore Iedolas sono pronti a firmare a Insomnia, la capitale di Lucis, e che sancirà anche il matrimonio tra Noctis e Lunafreya, principessa di Niflheim. La partenza del gioco non potrebbe essere meglio spiegata se non dal film Kingsglaive, i cui primi minuti coincidono proprio con la spiegazione di ciò che sta avvenendo ad Insomnia. Noctis, insieme ai suoi amici di sempre Prompto, Gladio e Ignis, è in viaggio per andare a sposare Lunafreya e porre fine a questa lunghissima guerra. Quello che Noctis non sa, ovviamente, e che lo spettatore di Kingsglaive conosce, è che il trattato di pace sarà solamente una piccola parte del grande disegno orchestrato da Niflheim.

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Dalla stazione di Hammerhead, la fase iniziale di gioco nella quale porteremo a sistemare la fidata Regalia, la trama si diramerà in una storia della quale ben presto conosceremo le sue sfumature, che non rappresenta solamente la narrazione di un principe che cerca di salvare i suoi sudditi. Final Fantasy XV è un lungo percorso di crescita di Noctis e dei suoi compagni, di un ragazzo che deve accettare il suo importante ruolo e che deve prendersi le sue responsabilità per il bene di tutti. Un ragazzo che si dimostra sin da subito come un perfetto stereotipo di queste storie: arrogante, egocentrico, poco avvezzo ad ascoltare sia gli amici che un padre, Regis, che lo ha sempre amato. Solo le lunghe peripezie che attendono il gruppo saranno in grado di farli crescere, e non parliamo solamente di semplici arti combattive o abilità. Noctis, Gladio, Prompto e Ignis saranno molto diversi, una volta che la fine sarà vicina, quasi a volerci dire che anche Final Fantasy XV, proprio come il gruppo, ha saputo resistere ed evolversi nel corso degli anni pur di riuscire ad accontentare il suo pubblico. Lo spirito combattivo di Gladio, il prudente Ignis, lo scanzonato Prompto, ognuno di loro sarà ben caratterizzato e avrà la sua dose di importanza nell’economia del gioco.

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La trama di Final Fantasy XV, così come il suo intero apparato, è una medaglia a due facce. Una sensazione che vi colpirà istantaneamente quando arriverete ad un certo punto della storia, all’incirca a metà di questa, e quando avverrà uno stacco nettissimo tra lo stile della prima parte e le scelte operate per la seconda, in aperto contrasto con quella che è la natura del gioco. Nel corso delle prime ore di narrazione, il gioco è esattamente come ci era stato presentato e come ce lo immaginavamo: bello, gigantesco, profondo, interessante da esplorare in ogni suo angolo. Procedere con la storia non sarà automatico, in quanto vi accorgerete di voler provare le brezza di guidare la Regalia sulle strade e ammirare i paesaggi, dai deserti sconfinati di Leide appena fuori Insomnia alla splendida regione boschiva di Duscae, semplicemente meravigliosa. Sarete voi stessi a decidere cosa fare e soprattutto quando farlo, una sensazione che non avrete minimamente nel momento in cui gli eventi (e il gioco) prenderanno una piega completamente differente e che abbandoneranno quella componente open world del quale Final Fantasy XV fa la sua fortuna. Con grande, grande rammarico per quella che è la seconda parte di gioco, quella cioè dove le grandi divinità diventeranno sempre più importanti per l’economia della storia.

DALLA PADELLA ALLA BRACE

Per un open world quale Final Fantasy, la gioia di esplorare un mondo vasto, aperto e libero in ogni suo dove deve essere la centralità, e le regioni iniziali del continente di Lucis la faranno da padrone in questo immenso quadro che è il quindicesimo capitolo della serie. Scongiurate le prime deboli impressioni dalle prove del gioco alla GamesWeek, che testimoniavano un mondo preoccupantemente desolato e disabitato, la regione di Leide si prostra davanti ai nostri spaesati occhi, nei primi minuti del gioco, come una vasta area desertica popolata da mostri e con varie stazioni di rifornimento, luoghi chiave non solo per le nostre stanche membra alla fine della giornata, ma anche per sistemare la fidata Regalia, compagna di tante avventure che ci permetterà di viaggiare lungo le strade dell’immenso continente da esplorare. Un mezzo anticonvenzionale, per come l’avrebbero potuto immaginare, ma necessariamente imposto vista la natura della Regalia. Una lussuosa auto da strada e da sfoggiare, non un fuoristrada per esplorare Eos in ogni sua sfaccettatura. Per quello, infatti, serviranno i Chocobo.

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I pennuti più celebri di Final Fantasy, una volta sbloccati, saranno tra i mezzi preferiti che utilizzerete per spostarvi all’interno del mondo di gioco, e noleggiabili tramite le pratiche stazioni delle quali son fornite tutte le aree di rifornimento. Per averli, però, dovremo raggiungere Duscae, la regione più vasta di Lucis, e fiore all’occhiello del gioco. Duscae è una vastissima area completamente esplorabile, che con i suoi boschi, paesaggi montuosi e laghi tranquilli riesce a trasmettere un senso di piacevolezza e di benessere durante l’esplorazione, fatta anche di insidie rappresentata non solo dai mostri selvatici ma anche dai soldati imperiali di Niflheim, che di tanto in tanto irromperanno sulla scena spostandosi con le aeronavi (e che vi forniranno tanti preziosi punti ESP in poco tempo). I vasti prati fanno spesso spazio a grandi boschi da esplorare, senza dimenticare strutture incredibilmente suggestive come la faglia di Cauthess, un complesso geologico fonte di grande interesse per la regione e che domina la parte centrale di Duscae. La vita si concentra principalmente a Lestallum, città-rifugio per molti e punto di grande interesse commerciale con il suo mercato e le sue panoramiche terrazze dalle quali l’intera Duscae è visibile, dal suo limite con Leide fino all’imponente vulcano Ravatogh, che fa da sfondo anche all’intera area paludosa della regione limitrofa di Cleigne. Sarà un piacere, come avrete capito, visitare Duscae, nella quale trascorrerete indiscutibilmente più tempo rispetto alle altre regioni del gioco.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.