[Recensione] Football Manager 2019 – Allenatore a tutto tondo

Di Andrea "Geo" Peroni
11 novembre 2018

Per quale motivo Football Manager è l’unico manageriale di calcio degno di nota rimasto sul panorama videoludico? Personalmente, ho vissuto un’epoca nella quale i titoli che spingevano il giocatore verso la dimensione dell’allenatore misto a dirigente erano tanti, e tutti con i loro difetti. Penso ad esempio al defunto FIFA Manager, ma anche a Scudetto, PC Calcio e molti altri ancora, alcuni dei quali dimenticabilissimi, altri invece perle per i loro periodi storici. Nel 2018, però, è solo una la serie che continua ancora a vivere, e a stupire: Football Manager, di Sports Interactive e SEGA. Un esempio di manageriale calcistico che da anni, inutile girarci intorno, rasenta la perfezione, e che ogni anno cerca di tappare quei pochi buchi che ne rappresentano i difetti. FM19, l’ultimo capitolo uscito da poche settimane su PC, non fa eccezione, e riconferma l’ottimo stato di salute del franchise che ogni anno sempre più fatica a migliorarsi, visto il suo già altissimo livello.

TATTICAMENTE PERFETTO (O QUASI)

Il primo e più naturale passo da compiere in Football Manager 19, come da tradizione, è la classica carriera allenatore. Creare il proprio avatar è semplice, le opzioni di personalizzazione sono discretamente varie, ma queste sono solo le quisquilie. Il vero gioco ha inizio quando, dopo la scelta della squadra che andremo ad utilizzare in gioco e della mentalità che possiediamo, che influisce sulle nostre statistiche e il livello di conoscenza di determinati settori, veniamo accolti per la prima volta dal presidente della società, dall’allenatore in seconda che ci illustra i primi compiti e dai nostri giocatori, con i quali entriamo in contatto subito. Di base, le novità che FM19 apporta dal suo predecessore uscito lo scorso autunno sono pochissime: il manageriale continua per la sua strada di approfondimento delle meccaniche gestionali delle finanze e tattiche della squadra, della quale siamo spinti, sin dalle prime email che i collaboratori ci inviano, a conoscere ogni minimo dettaglio.

A questo proposito, ecco che la novità probabilmente più incisiva e appariscente del nuovo capitolo della serie ci viene presentata subito durante le prime battute del gioco: il nuovissimo sistema di Tattiche. Avanzato, perfetto, completo: il vero manager passa le sue intere giornate a capire come modificare la tattica di base della propria squadra, e a comprendere in quale posizione e ruolo i giocatori offrono il loro meglio. La nuova voce del menù a tendina, sempre comodamente posizionato a sinistra per avere una panoramica completa e rapida di ogni aspetto della squadra, permette davvero di sbizzarrirsi sotto una quantità esagerata di aspetti. Partiamo, ad esempio, dalla scelta dello stile di gioco della squadra: selezionando il famoso Tiki Taka, ad esempio, avremo un prolungato possesso palla, insieme ad un pressing abbastanza forte nel momento in cui il giocatore finisce col perdere la palla e a numerosi passaggi e tocchi di prima per far confondere e stancare l’avversario. Dopodiché, si passa alla creazione della formazione, operazione durante la quale possiamo ampliare la rosa di possibilità a nostra disposizione affidando compiti ben precisi ai giocatori. Il centrocampista centrale, ad esempio, può essere chiamato ad un atteggiamento più difensivista rispetto al suo compagno di reparto, che invece possiamo sfruttare per confondere le acque in fase d’attacco e aumentare il numero di giocatori davanti alla porta.

LO FAI TU O LO FACCIO IO?

Grazie agli stili, il sistema di controllo della tattica della squadra diventa anche molto più immediato, e ne beneficiano sicuramente i giocatori. Uno dei difetti più grandi di FM18 e di alcuni suoi capitoli precedenti era proprio la gestione delle tattiche, meccanismo esageratamente tedioso e lungo e che rompeva il ritmo per troppo tempo, anche parlando di un manageriale come questo. Stessa cosa che si può dire anche per la sezione Allenamento, anche qui rivista e ora strutturata su una base settimanale, per la quale scegliamo carichi di lavoro, tipologie di sforzi applicati e numerose altre alternative, tutte atte a migliorare l’approccio della squadra al nostro sistema di gioco e a far crescere immancabilmente i giovani, da sempre uno dei valori portanti dell’esperienza di FM.

Uno dei dubbi che forse attanaglieranno i neofiti del genere, o coloro che sono stati lontani dalla serie per parecchi anni, è sicuramente: ma davvero occorre dedicare tutto questo tempo a FM19? Ci sono due correnti di pensiero in questo senso, e il gioco riesce ad assecondarle entrambe. La nuova opera cerca di andare incontro ai grandi appassionati del mondo manageriale che però non possono dedicare più di 1/2 ore al giorno al gioco, con la conseguenza altrimenti che per terminare una stagione occorrerebbero chissà quante settimane reali. Lo staff, che possiamo scegliere personalmente oppure no come sempre, può darci una sostanziosa mano a organizzare le amichevoli precampionato, a gestire gli interi allenamenti sulla base di vostre poche indicazioni che fornite di tanto in tanto, e ad occuparsi di molti altri aspetti secondari, lasciando magari nelle vostre mani solamente la gestione della partita, il dialogo coi giocatori e il mercato, il momento forse più atteso di ogni allenatore virtuale del pianeta.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.