Recensione Infinite Warfare Sabotage – Il campeggio degli orrori

Di Andrea "Geo" Peroni
31 gennaio 2017

Con la più classica delle formule classiche, ecco che Activision lancia su PlayStation Store il primo DLC di Call of Duty: Infinite Warfare. 4 nuove mappe multiplayer, una nuova esperienza zombie, Rave in the Redwoods. Sabotage, che verrà rilasciato a fine febbraio anche su Xbox One e PC, è chiamato a riportare giocatori sull’ultimo GPS fantascientifico di Infinity Ward, quest’anno più che mai nei guai per promesse non mantenute e cocenti delusioni per i fan, con vendite che nonostante lo stiano premiando nelle classifiche non accennano a decollare come accaduto con Black Ops III. Ci riuscirà? Scopriamolo insieme.

TRA STORIA E FANTASCIENZA

Iniziamo la nostra piccola analisi sulle mappe multiplayer con uno dei remake più inevitabili e anche apprezzati che Infinity Ward potesse proporre. Afghan, da Modern Warfare 2, viene tirata a lucido e si trasforma in Dominion, ambientata su Marte e con nel suo mezzo alcune astronavi cargo che sono precipitate a suolo. Segni di civiltà, rimasta evidentemente spiazzata dalla guerra sopraggiunta, sono evidenti nella caverna (ora una sorta di impianto di ricerca) e nelle coltivazioni sul Pianeta Rosso. Il feeling è però differente dall’originale Afghan. Pensata per poter sfruttare il combattimento a lungo raggio, con più punti adatti ai cecchini, gli esoscheletri di Infinite Warfare permettono di raggiungere in pochissimi secondi location prima lontane. Ben altro tema presenta invece Noir, una mappa di grosse dimensioni ma adatta principalmente al combattimento a medio e corto raggio. Ambientata a Brooklin in una cupa notte di pioggia, Noir non ci ha lasciato particolari emozioni positive, forse anche per la labirintica esperienza che vuole proporre sfruttando più piani di gioco.

Se Dominion di porta su Marte, e Noir in una Brooklin con tinte particolarmente ispirate a Blade Runner, le restanti due mappe hanno temi completamente differenti. Togliamoci subito il pensiero di Neon: la gigantesca simulazione al PC, che vuole dare l’impressione di una sorta di campo di battaglia in realtà virtuale per addestrare i soldati, è tropo confusa. Ambienti eccessivamente uguali, pochi colori e poche intuizioni, anche a livello di level design. Di ben altra caratura è invece Reneissance, che sicuramente vi rimarrà impressa anche solo per l’aspetto. Reneissance è infatti ambientata a Venezia, nel bel mezzo dei canali della famosa città veneta, con tanto di chiese, parchi e fontane. La mappa paga però le dimensioni non generose, che si fanno sentire soprattutto in modalità come Postazione, e la sua aderenza con il tema del gioco: per quanto sia bella Venezia, può entrare in un contesto bellico futuristico come quello di Infinite Warfare? In definitiva, comunque, crediamo si tratti della mappa multiplayer più riuscita del pacchetto.

CAMP ZOMBIE

Completa il pacchetto, come da diversi anni a questa parte ormai, la nuova esperienza zombie. Il sequel diretto di Zombies in Spaceland segue la storyline che ormai abbiamo già compreso a grandi linee con la mappa di base di Infinite Warfare. I quattro aspiranti attori rimasti intrappolati a Spaceland sono riusciti a sfuggire agli zombie e agli alieni del parco, ma il regista Willard Wyler è determinato a portare a termine il suo piano. Perciò, decide di inviarli in tutt’altro luogo: si passa dagli anni ’80 agli anni ’90, in un campeggio estivo infestato da zombie e da pericolosi sasquatch. Ricca di iconici luoghi ispirate alle ambientazioni che hanno fatto la storia dei film horror di quegli anni, con i campeggi che in effetti prolificavano come i luoghi più pericolosi del pianeta per un ignaro turista, in Rave in the Redwoods non mancherà il classico easter egg, che speriamo si rivelerà più soddisfacente di quello completato a Spaceland. L’ambientazione è comunque molto suggestiva e la mappa è di grandi dimensioni, anche se le novità rispetto al suo predecessore o alle altre modalità zombies precedenti latitano, come peraltro ci si poteva aspettare. Ospite d’eccezione, che raccoglie il testimone da David Husselhoff, è il regista Kevin Smith (Dogma, Generazione X, Tusk). Tra sostanze dalle dubbie origini che conferiscono pericolose visioni e improbabili quanto curiose location come miniere e gigantesche aree ricreative, Rave in the Redwoods vi stregherà.

recensioni_da_provare

Senza perderci in troppe chiacchiere inutili, la nostra prova del DLC Sabotage di Call of Duty: Infinite Warfare ha evidenziato i classici pregi e i soliti difetti che riscontriamo in ogni pacchetto mappe dell’FPS più famoso di Activision. Le mappe multiplayer non brillano particolarmente per ambientazioni, ma possono offrirvi una gradevole ventata di novità se siete assidui frequentatori del comparto competitivo del gioco, essendo a dirla tutta mappe migliori di molte di quelle comprese nella versione base di Infinite Warfare. Per quanto riguarda Rave in the Redwoods, il discorso è sempre il solito: la mappa è solida e l’ambientazione è molto suggestiva e ispirata, ma non sarà in grado di farvi cambiare idea se le modalità zombie di Treyarch, Sledgehammer Games e Infinity Ward non vi hanno mai catturato.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato “videogioco” alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.