[Recensione] Just Dance 2018 – Volevo fare il ballerina

Di Andrea "Geo" Peroni
7 dicembre 2017

Urge una breve quanto dovuta premessa. Questa, come forse avrete già intuito dal titolo rivelatore, è la recensione di Just Dance 2018, ultimo gioco della popolare serie di Ubisoft che è stato lanciato sul mercato lo scorso 24 ottobre. La divisione italiana di Ubisoft è stata così gentile da inviarci una classica copia stampa del gioco con tanto di gadget annessi, come sono soliti fare. Ci sono stati però due piccoli problemi che hanno minato l’inizio della prova su Just Dance 2018 per poterne redigere poi una recensione: il primo fattore si chiama Assassin’s Creed: Origins, nuovo gioco della serie che sarebbe uscito di lì a pochissimo e sul quale ho dato precedenza assoluta in termini di trattazione. Il secondo fattore si chiama “non ho mai ballato, non sono capace di ballare e non ho intenzione di ballare“. Una premessa, quest’ultima, che potrebbe essere particolarmente incisiva quando andiamo a parlare di un videogame dove l’unica cosa da fare è danzare al tempo di musica. Dopo però aver completato i lavori su Assassin’s Creed: Origins e gli altri giochi che ho dovuto sobbarcarmi nel ricco mese di novembre, complice anche il mio PlayStation VR che ha regalato soddisfazioni redazionali, il cattivissimo boss di Uagna, Mr. Blue, è intervenuto in prima persona ordinandomi di dare vita alla mia più grande paura: dovevo inserire il disco nella mia PS4 e testare Just Dance. Armato di buona volontà, e supportato moralmente da altre persone molto più avvezze al ballo rispetto a me, sono finalmente, a quasi un mese e mezzo dal lancio del gioco, pronto a dirvi la mia su Just Dance 2018.

Versione provata: PlayStation 4.

COME PRIMA, PIÙ DI PRIMA

Pensato per essere il classico rhythm game, Just Dance 2018 ripronone la sua formula che rimane sostanzialmente invariata dal 2009, anno di lancio del primo gioco della serie. Ma del resto, se ci pensiamo, si può cambiare ben poco in un titolo che ha come scopo quello di far muovere i giocatori, solitamente ancorati al divano o alla propria sedia da gaming, per esibirsi in balletti, meglio ancora se in compagnia di amici e parenti. Perché il target di Just Dance è esattamente quello: gruppi di amici e persone che, per svagarsi durante una serata, decidono di provare le brezza di sentirsi dei veri danzatori, salvo poi scoprire come sempre che era meglio restare a giocare a qualcos’altro con il classico Dualshock. Ah no, quello è il mio caso, scusate la divagazione.

Le potenzialità di Just Dance 2018, su PlayStation 4 così come su Xbox One, si riducono ad essere le solite a causa della natura tradizionale delle console. La serie nacque per supportare, ad esempio, il Kinect, salvo poi adattarsi alla maxi-diffusione degli smartphone con tanto di app dedicata che può rilevare i movimenti dei ballerini senza dover ricorrere a periferiche esterne (e costose), anche se non sempre il rilevamento può dirsi soddisfacente ed esatto data la complessità di alcuni dei nostri passi. Esprimersi su componenti di gioco, modalità e in pratica tutti gli altri aspetti del gioco è abbastanza difficile, se pensato nell’ambito di una generica recensione come questa. Just Dance è un videogioco davvero molto particolare, un party game che decide di sfruttare un sistema (PS4, così come anche Xbox One e Switch nelle altre versioni) per promuovere il gioco in compagnia e il movimento. Qualcosa di simile alla gamma PlayLink di Sony su PS4, ma in modo ancor più votato all’annullamento del puro intrattenimento ludico a favore di altro, non quantificabile con i classici giudizi. Quello però che si può tranquillamente dire è che, come sempre per la serie, Just Dance 2018 risulta essere un gioco estremamente divertente da giocare in compagnia, e sacrificato quando invece lo si vuole provare in solitario.

Poche le modalità e ancora meno quelle innovative; mettiamo però una buona parola per la modalità Kids, pensata come allenamento per i più giovani e anche per i più inesperti (eccomi). Le canzoni presenti possono sembrare poche (40), ma risultano essere un numero assolutamente sufficiente per esibirsi in funamboliche acrobazie danzanti. Numero che può essere notevolmente aumentato grazie all’abbonamento Just Dance Unlimited, che mette a disposizione più di 300 brani ad un costo variabile dai 5 ai 30 per abbonamento rispettivamente mensile o annuale. Ancora una volta, però, facciamo i conti con contenuti di fatto tagliati dal gioco, che potevano essere inseriti (almeno in parte) come ricompense dopo aver sbloccato sfide o raggiunto determinati obiettivi.

PUNTI DI FORZA

  • Perfetto per party e serate in compagnia
  • Buon numero di canzoni…

PUNTI DEBOLI

  • … Ma l’abbonamento a pagamento ne limita la quantità

Come volevasi dimostrare, Just Dance 2018 si riconferma con un gioco estremamente piacevole e naturalmente pensato per giocare in compagnia. Se organizzate una festa, se volete svagarvi in compagnia, o semplicemente se di tanto in tanto vi va di provare a diventare i nuovi Roberto Bolle del mondo videoludico, il gioco è perfetto. Purtroppo, l’unico limite è dato dal numero delle canzoni presenti nel gioco, che può essere aumentato solamente tramite sottoscrizione di un abbonamento.

Ringraziamo Ubisoft Italia per la copia review di Just Dance 2018.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.