[Recensione] Kingdom Hearts HD 2.8 – La fine è vicina

Di Andrea "Geo" Peroni
3 febbraio 2017

Abbandonando forse per sempre la speranza di vedere Kingdom Hearts III in uscita nel 2017, dopo le dichiarazioni di alcune settimane fa da parte del director e creatore della serie Tetsuya Nomura, l’attesa per il capitolo finale della Saga Xehanort ci viene allietata dalla nuova collection. La terza, a dirla tutta, che prosegue l’opera di rimasterizzazione dell’intera serie che Square-Enix ha avviato nel 2012 in previsione, ovviamente, del terzo attesissimo capitolo principale. Kingdom Hearts HD 2.8 Final Chapter Prologue, questo il nome completo dell’edizione, arriva su PlayStation 4 con la consueta formula delle remastered della serie ma anche con qualche importante novità. Un gioco totalmente restaurato in HD, un film, e il pezzo forte dell’edizione, del quale parleremo nel corso della nostra recensione.

IL SOGNO DI UNA VITA

A rigor di logica, il primo dei tre contenuti sul quale mettere le mani è Kingdom Hearts HD: Dream Drop Distance (d’ora in avanti abbreviato DDD). Riedizione del gioco uscito originariamente in esclusiva Nintendo 3DS, DDD è un’eccellente opera di rimasterizzazione. Le texture sono state pulite, sistemate e ridefinite con cura, abbandonando l’aspetto naturalmente arretrato che il gioco presentava sulla console Nintendo e portando il tutto in alta definizione, a 1080p e 60 frame al secondo, condito da un buonissimo filtro antialiasing che annulla l’effetto “scaletta” dei modelli. Una gioia per i giocatori, considerando inoltre che DDD vide l’introduzione del particolare stile di movimento/combattimento del Fluimoto, del quale discuteremo più avanti. Non si può certamente affermare, però, che si tratti di un prodotto d’avanguardia, tecnicamente parlando. L’edizione originale di DDD soffriva, esattamente come altri titoli portatili della serie (persino Birth by Sleep), di un mondo di gioco sì vasto e caratterizzato da esplorare ma anche terribilmente spoglio di contenuti e povero di interazione, a causa ovviamente dell’hardware che il team di sviluppo aveva a disposizione. I grandi spazi esplorabili, notevolmente aumentati rispetto ai giochi precedenti, appariranno infatti privi di una qualsiasi parvenza di vita, cosa già accusata all’epoca della release del gioco su 3DS.

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A grandi linee, la storia di Kingdom Hearts HD: Dream Drop Distance è un gran casino. Il gioco inizia infatti lì dove finì Kingdom Hearts II, con Sora e Riku sulle Isole del Destino che ricevono una lettera da Topolino (il cui contenuto è stato scoperto in Kingdom Hearts coded): la guerra contro Xehanort è ancora ben lontana dalla conclusione, e i due portatori del Keyblade sono chiamati dal potente Yen Sid ad una missione molto particolare. Al termine della loro prima avventura, infatti, i due ragazzi furono in grado di distruggere il Kingdom Hearts artificiale creato da Ansem con i Cuori dei Mondi e di riportare nel Regno della Luce questi pianeti. Non tutti, però: alcuni di essi giacciono ancora in un sonno profondo, e il compito dei due, vogliosi di essere finalmente nominati Maestri, è quello di risvegliare sette particolari mondi rimasti nel Regno del Sonno. Ottenere il potere del Risveglio, infatti, è la questione più importante al momento, un potere che serve a Yen Sid ed ai guardiani della Luce per poter fronteggiare il redivivo Xehanort. Non tutto però, ovviamente, va per il verso giusto: l’Organizzazione XIII, vecchi volti noti e un inquietante versione giovane del più grande villain della serie, contribuiranno a mettere i bastoni tra le ruote ai guardiani della Luce. Tra colpi di scena inevitabili, comparsate con poco significato ed espedienti che non hanno fatto altro che aumentare considerevolmente la confusione mentale di chi gioca, la trama di DDD si conclude con un gigantesco punto interrogativo e tante questioni irrisolte.

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In effetti, il gioco è sempre stato definito da Nomura, anche all’epoca della release originale nel 2012, come un prologo di quel che succederà in Kingdom Hearts III. Le promesse sono mantenute: la storia di DDD, seppur confusa in alcuni passaggi, specialmente nel momento delle grandi rivelazioni sul finire dell’esperienza, è comunque un passaggio di rito fondamentale per tutti coloro che attendono il terzo capitolo della saga, consapevoli del fatto che ormai perdere per strada un Kingdom Hearts è come saltare per errore una puntata di Lost: non ci si capisce più niente. Questo non significa però, attenzione, che la trama di DDD sia stata scritta male, anzi. Un intreccio di storie e di climax così elevato (ma che lascia quell’amaro in bocca di non risolutezza finale) difficilmente si ritrova non solo in uno dei titoli della serie ma anche in altre produzioni, dove realtà, sogni e incubi si fondono insieme di continuo grazie all’escamotage della Barra Caduta: quando questa si esaurisce, infatti, il personaggio che state controllando attualmente cade in “stand-by”, e la palla passa all’altro protagonista. Dream Drop Distance infatti permette di seguire in prima persona entrambe le avventure del duo, ognuno con il propri carattere e le proprie esperienze, restando così distanti l’uno dall’altro e allo stesso tempo così vicini come mai potremmo pensare all’inizio della storia, ma l’incombere dell’imminente Caduta spesso rovina i vostri piani, manifestandosi in un momento di particolare tensione narrativa o in un boss fight, costringendovi a rifare tutto da capo.

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INCUBI DIVORATORI

Sogni e incubi non sono solo il tema ricorrente della trama, ma anche l’essenza vera e propria degli esseri i quali popolano questo reame addormentato. I Divorasogni, infatti, sono l’incarnazione materiale delle luci e delle ombre che cercano rispettivamente di preservare e di cancellare la memorie dei mondi dormienti, nei quali il tempo è rimasto sostanzialmente bloccato dal momento della loro “morte”: il mondo continua a sognare, e questo si riflette nelle proiezioni fisiche di personaggi dei quali il Cuore continua a mantenere memoria. È per questo motivo che, ad esempio, nel Paese dei Balocchi torneremo ad incontrare Pinocchio e il Grillo Parlante, o che nel Paese dei Moschettieri ritroveremo versioni passate di Topolino, Paperino e Pippo. Questi, solitamente avventurieri compagni di Sora e Riku, non sono però i personaggi di supporto del party di DDD: questo ruolo spetta infatti agli Spiriti, le controparti amichevoli degli Incubi, esseri dal bizzarro aspetto e dai grandi poteri che possiamo plasmare noi stessi grazie ai frammenti di sogno recuperati dai Divorasogni malvagi. Dalla loro creazione e crescita, alla quale dovremo contribuire facendoli giocare, mangiare, divertire (una meccanica riproposta con inaspettato successo anche su PS4 vista la necessità di utilizzare il touchscreen di 3DS nella versione originale, anche se il touchpad del Dualshock risulta come sempre sacrificato) e anche combattere insieme a noi, dipenderà sia l’avanzata degli aspiranti Maestri, in grado di creare Spiriti sempre più potenti col passare del tempo, sia il sistema di abilità dei due personaggi, ripreso di pari peso da Birth by Sleep.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.