[Recensione] LEGO Worlds – Costruzione è potere

recensione lego worlds
Di Andrea "Geo" Peroni
15 marzo 2017

La banale quanto geniale idea di Markus Persson del 2009 era quella di costruire un gigantesco mondo digitale, con generazione procedurale dei vari livelli esplorabili, e che lasciava totale libertà al giocatore in fatto di movimenti, esplorazione, crafting, persino costruzione. Il gioco di cui stiamo parlando si chiama, forse lo avrete già sentito, Minecraft. Fenomeno del mondo dei videogiochi e anche di quello dell’intrattenimento, nel quale ha portato al successo tante figure e YouTuber ancora oggi sulla cresta del successo, Minecraft poggiava il suo concept su una figura che la compagnia svedese LEGO aveva creato molti anni prima: i famosi mattoncini.

Tramite materiali di forma cubica, il giocatore veniva spronato a dare sfogo alla sua creatività e a costruire un mondo a suo piacere, proprio come i bambini di ogni dove erano in grado di fare con le proprie mani nella realtà grazie ai mattoncini dell’azienda di Billund. In effetti, pareva molto strano che Traveller Tales e Warner Bros., ormai partner fissi da diversi anni, non avessero nei propri piani un sandbox in stile Minecraft, che potesse provare a rivaleggiare con l’inarrivabile gioco di Mojang. Dopo aver esplorato in lungo e in largo franchise Disney, Warner, DC, Marvel e chi più ne ha più ne metta, ecco che le preghiere di molti vengono esaudite con il nuovo gioco degli sviluppatori storicamente legati ai mattoncini svedesi, LEGO Worlds.

Versione provata: PlayStation 4

UN…ALTRO LEGO WORLDS

Dopo quasi due anni di early access su Steam (la prima versione venne lanciata il 1° luglio 2015), il rodaggio di LEGO Worlds pare terminato. Traveller Tales ha portato a compimento la sua nuova opera, e il rilascio della versione completa su PC coincide con l’arrivo in contemporanea anche su PlayStation 4 e Xbox One. La prova dal vivo presso l’evento di presentazione del gioco in quel di Milano, però, ha messo sin da subito in evidenza un netto cambio radicale che gli sviluppatori hanno voluto apportare a LEGO Worlds: un abbandono alla struttura originaria, e una modificazione legata all’inserimento di componenti classiche dei vari videogiochi a cubetti, forse nel tentativo di allontanarlo abbastanza da Minecraft per cercare di offrire un qualcosa di differente.

Un dolce mondo…

Il piano dei Traveller Tales, in ogni caso, sembra aver funzionato, e aver donato freschezza ad un titolo che, completo di tutte le sue modalità, potrebbe diventare presto tra le migliori offerte nel panorama dei sandbox ritagliandosi una fetta di tutto rispetto nonostante i vari Dragon Quest Builders e Portal Knights che cercano di fondere più generi in uno. Come? Abbiamo detto “completo di tutte le sue modalità”? Sì, proprio così: per il momento la versione 1.0 di LEGO Worlds è in sostanza una modalità bis rispetto a quella inizialmente esplorabile in early access. Ma ci arriveremo, con calma.

La grande assente di questa definitiva, ma incompleta al Day One, versione di LEGO Worlds è la modalità creativa. Consultando un qualsiasi forum online,  o guardando uno dei vari video su YouTube, vi potrete rendete conto di ciò che nel processo creativo di ridefinizione è stato perso dalla nuova offerta dei Traveller Tales. Mentre prima, nella versione early access, il giocatore era lasciato sin dal primo istante solo, in un mondo da addobbare e ornare con qualsivoglia oggetto e personaggio, il team ha infatti deciso di virare su una proposta più tradizionale per la serie, fatta di un protagonista intento a procedere a piccoli passi in un mondo ricco di attività da portare a termine.

Un titolo che, completo di tutte le sue modalità, potrebbe diventare presto tra le migliori offerte nel panorama dei sandbox.

In questa sorta di modalità Storia che è giocabile in LEGO Worlds l’azione parte dallo Spazio, il cosmo profondo, dove una miriade di mondi sono pronti ad essere esplorati dal piccolo astronauta LEGO. Dopo averlo personalizzato con i pochi oggetti nel guardaroba dei quali disponiamo all’inizio, il nostro eroe si ritrova in una isoletta con tanto di nave pirata, e sulla quale si è schiantata la navicella spaziale grazie alla quale è possibile spostarsi tra i mondi. Qui inizia la nostra avventura su LEGO Worlds.

MASTRO COSTRUTTORE

Appare subito chiaro, sin dai minuti d’esordio del gioco, come questa modalità non sia altro che una scusa, un modo per spronare il giocatore a scoprire tutto ciò che riguarda l’universo senza confini creato da Traveller Tales. I primi tre mondi, generati in maniera totalmente casuale ma ai quali è stata applicata una base principale alla quale attenersi (ad esempio quella dell’isola vulcanica, tema del secondo livello), rappresentano infatti un veloce e pratico tutorial per iniziare a prendere la mano con LEGO Worlds e i suoi innumerevoli strumenti per creare. È quindi così che, appena atterrati, entriamo in contatto con il magnifico Strumento Scoperta, un raggio analizzatore che scansiona, copia e permette di replicare in un qualunque momento l’oggetto o il personaggio che abbiamo salvato nella speciale banca dati.

Alcuni degli innumerevoli oggetti di LEGO Worlds.

Ed è sempre in questo modo che, nel corso dei successivi due livelli storia/tutorial impariamo ad utilizzare lo Strumento Paesaggio, che fornisce il potere di modificare a piacimento l’andamento del terreno e la sua conformazione; lo Strumento Copia, per replicare intere costruzioni come case, fienili e  molto altro ancora; lo Strumento Pittura, per ridipingere ciò che secondo noi dovrebbe essere dotato di un altro colore e donare nuove tonalità al mondo; e così via, fino a quando, al termine dei tre citati livelli, il gioco ci avviserà del fatto che siamo finalmente pronti ad assaporare in totale autonomia (o in compagnia di un altro giocatore, sia offline che online) l’universo senza confini del quale solo LEGO può disporre.

Le componenti chiave per riuscire a far ripartire la disastrata astronave, danneggiata durante l’incidente iniziale dell’anonimo cosmonauta, sono i classici mattoncini dorati da sempre simbolo di collezionabili targati LEGO. E come nel più classico dei videogame Traveller Tales, i mattoncini dorati saranno la ricompensa per aver portato a termine una missione ottenuta da un NPC. Nei vari mondi che è possibile visitare, generati come detto completamente casualmente ma mantenendo una profonda ideologia, vivono vari personaggi e animali, e molti di questi regaleranno oggetti e agognati mattoncini d’oro in cambio di richieste da esaudire. Tali richieste, naturalmente, spaziano tra le varie offerte di LEGO Worlds per il cosmonauta: ridipingere il tetto di una casa, replicare alcuni dolci per far contento un NPC (e far alzare, immaginiamo, il livello degli zuccheri a valori da diabete), liberare personaggi intrappolati modificando la conformazione e la topografia del mondo.

Accumulare sempre più mattoncini d’oro non significa solamente avvicinarsi al titolo di Mastro Costruttore, la più alta onorificenza di LEGO Worlds, ma anche espandere notevolmente i propri orizzonti. Gli sviluppatori hanno infatti fissato dei paletti per così dire, dei traguardi da raggiungere in termini di collezionabili che, mano a mano che vengono tagliati, aumentano le dimensioni dei futuri mondi generati proceduralmente. Badate bene, non v’è limite alla quantità di mondi esplorabili, questo sia chiaro. Il limite entra appunto in gioco quando si parla delle dimensioni, e per spronare il giocatore a visitare sempre più luoghi sono stati appunto fissate queste barriere dei collezionabili.

“Ehi tu, ridipingi quel fienile!”

In questo senso, l’azione rischia di essere particolarmente rallentata. Generare un mondo porterà via alcuni minuti, e questo significa dover attendere prima di atterrare su un nuovo livello. Non è poi certo, inoltre, che il nuovo mondo possa servire ai fini dell’avanzamento: se gli NPC richiedono oggetti che non avete ottenuto o scansionato, o costruzioni che non potete ancora edificare, la ricerca dei preziosi mattoni dovrà per forza proseguire in un altro luogo.

RISORSE (IL)LIMITATE

Le risorse che l’anonimo protagonista ha a disposizione, come ovvio che sia per un titolo LEGO dove la creatività sta al centro del concept, sono illimitate. Non da subito, però, e a questo però aggiungiamo anche un purtroppo d’obbligo pensando a come LEGO Worlds era stato proposto nella sua prima forma su Steam. La nuova concezione del gioco, pensato come spiegato poc’anzi per assomigliare ad un più tradizionale gioco LEGO fatto di mondi e quest da portare a termine, ha di fatto eliminato quella che era la creatività totale messa a disposizione del giocatore.

Per potersi sbizzarrire nella più totale libertà e mettersi all’opera per creare magnificenti monumenti e capolavori a cubetti, infatti, occorre portare a termine tantissime missioni, visitare molteplici mondi e quindi spendere tante, tante ore. Un’arma a doppio taglio, in effetti: ci sarà sicuramente chi apprezzerà questa idea, che spinge il giocatore a godere dei vari mondi generati con maestria e sollazzandosi con compiti relativamente facili da portare a termine; un’altra fetta di pubblico, forse coloro che rimasero ammaliati dalla versione early access, troverà invece molto frustrante e lenta la progressione del personaggio, finendo con l’abbandonare il gioco in attesa dell’arrivo della modalità tanto richiesta.

Una telecamera davvero fastidiosa, che più di una volta impedisce una chiara visione dello schermo finendo addirittura sottoterra.

Se il gameplay è rimasto praticamente immutato in fatto di animazioni e movimenti del personaggio, una nota a nostro avviso dolente arriva dai comandi. Sulla versione PlayStation 4, e di rimbalzo, con tutta probabilità, anche in quella per Xbox One, i comandi sono stati sì pensati e progettati in maniera ideale per sopperire alla mancanza di mouse e tastiera, device perfetti per un sandbox. Peccato solo che nelle nostre sessioni più di una volta ci siamo ritrovati a infuriarci con alcuni tasti per la loro poca comodità sul joypad, rimpiangendo di non aver richiesto una copia del gioco per PC al momento dell’evento stampa a Milano. Ad aumentare questo conseguente sconforto in fase di costruzione si aggiunge una telecamera davvero fastidiosa, che più di una volta impedisce una chiara visione dello schermo finendo addirittura sottoterra.

Se il problema della telecamera può essere sistemato da una patch, e speriamo che arrivi in tempi brevi, la legnosità di alcuni comandi su console resterà invece tale. Ipotizzo, e lo sottolineo, che la versione PC sia molto più consona ad un titolo come LEGO Worlds, sia come accessibilità che come pubblico che anche come manualità. L’abitudine a giochi come Minecraft, praticamente perfetti per essere giocati con mouse e tastiera, si farà sentire su LEGO Worlds, e l’habitat di Steam risulterà forse il più adatto per ottenere il meglio dall’ultima fatica dei Traveller Tales.

lego worlds

Chiudiamo con qualche piccola considerazione sugli aspetti tecnici. Il gioco brilla del sempre buon engine di gioco dei Traveller Tales, ottimizzato ancor di più per l’occasione dopo i problemi in early access, e i mondi generati proceduralmente sono davvero splendidi da vedere e da toccare. Se le soundtrack non fanno una granché bella figura, rimanendo abbastanza nell’anonimato durante le nostre scampagnate tra montagne fatte di cioccolato e canyon in sabbiosi deserti del Far West, tutto viene colmato dall’immensa creatività che possiamo mettere in mostra una volta che abbiamo raccolto abbastanza oggetti per creare il mondo perfetto. Da mostrare anche agli amici. Sì perché LEGO Worlds offre probabilmente il suo lato migliore in modalità multigiocatore, sia offline (con semplicemente due joypad collegati) che online, accedendo al mondo di un proprio amico tramite un codice particolare da inserire nel menù. Creazione e divertimento all’unisono, in compagnia di un altro o più giocatori, proprio come quando si era bambini. Semplice e bello, no?

PUNTI DI FORZA

  • Estrema creatività grazie ad un’infinità di possibilità
  • Divertente in cooperativa

PUNTI DEBOLI

  • Potrebbe non piacere a chi ha adorato la versione early access
  • Telecamera odiosa
  • Comandi particolarmente macchinosi su console

Ci tengo a precisare ancora una volta, in chiusura, che questa analisi è stata fatta sulla versione per PlayStation 4 di LEGO Worlds. La medesima, certo, che è possibile trovare anche su Xbox One e PC (e Switch, in futuro), ma ad abbassare il punteggio finale contribuisce un elemento che disturba non poco il gameplay, ossia la comodità dei comandi. Sfruttare il joypad di PS4 per costruire oggetti complessi come case ed altri edifici su LEGO Worlds è particolarmente fastidioso e macchinosi, costringendo il giocatore a giostrarsi continuamente tra le levette analogiche e le frecce direzionali che rivestono ruoli allo stesso modo importanti. Proprio per questo, ritengo che la versione PC, potendo vantare l’utilizzo di mouse e tastiera, possa risultare molto più appetibile e funzionale, specialmente per quella modalità di creazione libera che speriamo arrivi presto.

In generale, comunque, LEGO Worlds si difende molto bene e ripaga l’acquirente con tante ore di divertimento e intrattenimento, all’insegna della scoperta degli innumerevoli mondi creati casualmente e dell’ottenimento di preziosi oggetti che serviranno per portare a compimento i propri progetti. Il futuro di LEGO Worlds inizia ora, un supporto a lungo termine potrebbe portare ancor più giocatori sul titolo di Traveller Tales e sferrare un attacco decisivo allo strapotere di Minecraft. Proprio per questo, auspichiamo per l’avvenire un netto ampliamento delle possibilità in gioco (specialmente su PC, suo habitat naturale) e, perché no, l’apertura totale alle varie mod che hanno fatto la fortuna del grande rivale.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato “videogioco” alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.