[Recensione] PES 2019 – Celebrazione di uno sport

PES 2019 Recensione
Di Ruggiero
26 settembre 2018

È finalmente iniziata la nuova stagione calcistica e, con essa, arrivano i tanto attesi titoli di simulazione sportiva. Sviluppato e pubblicato da Konami, PES 2019 è il diciottesimo capitolo di una serie storica dai tanti volti e che quest’anno si trova a doversi reinventare dopo il mancato accordo di rinnovo per i diritti delle maggiori competizioni europee: UEFA Champions League ed Europa League. Lo sportivo della casa giapponese è attualmente disponibile su PlayStation 4, Xbox One e PC, e noi di Uagna l’abbiamo testato a lungo per darvi il miglior feedback possibile.

Versione testata: PlayStation 4, con l’utilizzo del File Opzioni per divise, stemmi e competizioni

The Power Of Football 

PES 2019 si apre con una evidente dichiarazione di intenti: la voglia di migliorare senza stravolgere il lavoro fatto negli ultimi anni, un percorso che prosegue ancora oggi a partire da quel lontano 2014 in cui venne adottato il Fox Engine. Impossibile non notare la continuità stilistica dei menu con i precedenti episodi del franchise, il livello di cura che contraddistingue la resa visiva generale della produzione, ma soprattutto la persistenza di determinati elementi del gameplay sempre più orientato verso il realismo simulativo. Al fischio di inizio ritroviamo la fluidità e la bellezza del palleggio, fase arricchita grazie alle nuove animazioni a disposizione dei giocatori, credibili e ben realizzate. Basta inserire il disco per rendersi conto di quanto il gioco sia molto meno macchinoso rispetto all’ultima stagione. Il calcio secondo Konami – lo dicevamo qualche mese fa nella nostra anteprima – è più che mai ragionato, l’intelligenza artificiale è infatti ben attenta a chiudere velocemente le linee avversarie per mettere l’utente alle strette, ponendolo nella condizione di dover dosare ogni passaggio o movimento. Dall’altra parte il supporto dei propri compagni di squadra si fa ben notare sul rettangolo verde con un buon supporto sia nella fase di attacco che in quella di difesa (le strategie e gli schemi fanno comunque la loro parte). Gli elementi di questo mosaico calcistico si fondono insomma per dar vita a match mai banali, con una gestione del gioco appagante e un risultato che si avvicina in maniera importante alle partite trasmesse in TV. Tra le altre migliorie abbiamo notato, con grande positività, anche quelle che hanno interessato il comparto delle interazioni con i giocatori avversari. PES 2019 conta su un sistema di collisioni molto meno arcade che amministra le situazioni con molta precisione, migliorie che si faranno sentire in occasione di uno scontro aereo per intercettare la palla, oppure con un tackle dell’ultimo minuto.

Il rinnovamento di PES è passato inoltre dal feedback della community. Gli arbitri, quasi restii dall’ammonire la CPU nelle vecchie edizioni, ci sono sembrati molto più fiscali in campo. La perfezione è ancora lontana – il sistema degli scontri di gioco ha tuttora qualche lacuna e gli avversari, specialmente ai più alti livelli di difficoltà, riescono a compiere interventi sempre perfetti, a costo di compenetrare le texture altrui – ma la strada intrapresa è quella giusta. Altra nota di merito per i portieri, di cui Konami non si è affatto dimenticata, proponendo atleti reattivi, capaci di salvare il risultato nelle situazioni più difficili. Tutto ciò è stato raggiunto tramite la rifinitura dei loro algoritmi e apportando delle modifiche all’efficacia dei tiri.

Essere allenatori

Se siete amanti degli schemi, PES 2019 non vi deluderà. Le opzioni tattiche selezionabili sono rimaste pressoché invariate e consentono una buona dose di personalizzazione; si passa dall’altezza della linea difensiva alla compattezza della squadra, dal pressing al supporto in attacco, passando alle opzioni di marcatura e al fuorigioco, senza dimenticare la scelta dei tiratori per angoli e punizioni. Che sia contropiede o Tiki-Taka, gli utenti potranno scegliere con attenzione che tipo di anima dare alla propria squadra nella fase di preparazione alla partita. Le istruzioni più specifiche (o “avanzate”) potranno comunque essere deselezionate durante il match ed essere eventualmente abbinate a indicazioni più generiche, selezionabili con le frecce,  per alzare i ritmi o chiudersi in difesa a seconda della situazione. Questa evidente dinamicità non è tuttavia un’esclusiva del giocatore. Anche la CPU si adeguerà al nostro gioco, nelle tattiche e nell’approccio, grazie a un sistema di intelligenza adattiva.

Autogol, incredibile!

Ai momenti in cui PES 2019 fa divertire con il bel calcio se ne contrappongono purtroppo altri in cui il livello della produzione si abbassa. Partiamo dal comportamento della CPU. Nonostante la già citata capacità adattiva, l’IA del titolo tende in maniera un po’ marcata a giocare sulle fasce per chiudere l’azione con un cross basso verso l’attaccante smarcato in area di rigore, una soluzione che è stata utilizzata dalla maggior parte delle squadre indipendentemente dal loro valore e dagli schemi. Questa sorta di ridondanza sicuramente non aiuta il realismo ed è lecito aspettarsi da parte degli sviluppatori una patch risolutiva al più presto. Rimanendo in tema schemi, il computer si è esibito in fasi di possesso esagerate e rischiose. Siamo dell’idea che il sistema dovrebbe utilizzare tattiche più semplici ed efficaci, ma soprattutto dovrebbe avere un margine di errore più alto: rubare palla agli avversari è quasi impossibile quando il livello di difficoltà impostato è alto. A rendere più difficile la situazione ci pensano poi alcune lacune dei portieri. Gli estremi difensori non sono sempre vigili quando i tiri sono indirizzati sul primo palo e tendono a buttarsi in maniera un po’ goffa, aprendo il fianco ad alcune reti altrimenti evitabili. Provare a controllare il gioco ed esibirsi in azioni spettacolari quindi non basta, di fronte all’imprevedibilità del calcio e della CPU. Il fraseggio, tra l’altro, non è sempre perfetto, i passaggi infatti sembrano a volte spinti da una mano invisibile, che influenza anche il recupero palla da parte del giocatore. Avremmo preferito una autonomia totale, ma specifichiamo comunque che utilizzando i comandi full-manual dovrebbe essere possibile risolvere la situazione.

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Gamer sin dalla tenera età, è impegnato nel tentativo di trasformare la sua passione in lavoro. Scrive di videogiochi con lo stesso entusiasmo che Carlos Matos ha per la vita.