[Recensione] Starlink Battle for Atlas – Un universo a portata di joypad

Di Andrea "Geo" Peroni
29 ottobre 2018

Quando nel 2016 Ubisoft, all’E3, se ne uscì con l’annuncio di Starlink: Battle for Atlas, le sensazioni furono davvero contrastanti. Il gioco incentrato sull’esplorazione di una nuova galassia chiamata Atlas, e rivolto ad un pubblico estremamente giovane, sembrava avere delle valide referenze, eppure rientrava in quella cerchia dei cosiddetti titoli toys-to-life, che già in quell’anno accusavano segni di cedimento non da poco. Il 2016 fu ad esempio l’ultimo anno della serie Skylanders, la Disney aveva invece già cancellato Infinity, e Warner Bros. non rimase soddisfatta da LEGO Dimensions a tal punto da andare avanti con il supporto per molto tempo.

A poco più di due anni dall’annuncio, le astronavi di Ubisoft invadono PS4, Xbox One, PC e soprattutto Switch, console dove i giocatori sono anche in grado di riassaporare l’Airwing di Fox McCloud, grande ospite d’eccezione per l’edizione Nintendo di Starlink: Battle for Atlas. E lo fanno con un sistema innovativo per i toys-to-life, che li avvicina nel vero senso della parola ancora di più al giocatore e che richiama a sé la creatività e l’interattività. Siamo dunque pronti, dopo aver esplorato la galassia in ogni suo minimo dettagli, a parlarvi approfonditamente del gioco nella nostra recensione di Starlink: Battle for Atlas.

Versione provata: PlayStation 4.

SALVARE LA GALASSIA

Nella galassia, prima inesplorata dall’uomo, chiamata Atlas è arrivata una missione spaziale inviata dalla Terra per cercare risposte a molte domande. L’Iniziativa Starlink, questo il suo nome, è un gruppo di scienziati, piloti, meccanici e molto altro ancora organizzata dal prode St. Grand che vuole far luce sulle origini di Judge, un misterioso biorobot che proviene proprio dalla galassia di Atlas. La tecnologia che permette a Starlink di approdare in questo inesplorato angolo dell’universo arriva da un passato molto lontano di Atlas, ed è proprio questo che porterà la missione a cambiare notevolmente i propri piani. Dopo poco dall’ingresso in Atlas, infatti, l’iniziativa fa la conoscenza del perfido Grax e della sua Legione, un potente esercito che ha soggiogato tutti i pianeti della galassia e che è a caccia dei segreti degli ancestrali Guardiani.

Alla notizia che St. Grand è stranamente in possesso di questi segreti, Grax ordina di rapirlo, e questo manda inizialmente nel panico tutti i membri dell’iniziativa che si sentono privati del loro carismatico capo. Demolito il capo, Starlink non esiste più, o perlomeno questo è quello che Grax pensa. E invece non è affatto così. L’equipaggio di St. Grand si rimbocca infatti le maniche, allontanandosi dalla nave madre Equinox e scendendo sui vari pianeti per una missione fondamentale: indebolire la Legione e sconfiggere Grax, per poter riportare a casa il prode St. Grand.

Veniamo dunque lanciati, con queste poche premesse narrative, in una galassia ricca di  sorprese, vita, misteri e anche tanti pericoli, con l’obiettivo di porre un freno alla violenza della Legione e del suo oscuro capo, senza dimenticare i predoni che infestano il cosmo. Nelle 20-25 ore che occorrono per completare il gioco, questo il tempo necessario per raggiungere il 100%, solo in poche occasioni ci ritroviamo di fronte ad un avanzamento davvero tangibile della storia. La trama, molto lineare, non si infittisce mai, e la sensazione perenne è che questa faccia da sfondo ad un titolo che vuole offrire il meglio sul gameplay vero e proprio piuttosto che guardando a creare una storia memorabile, ricca invece di cliché, pochi stravolgimenti e tanti discorsi che servono solo a dare più caratterizzazione a personaggi già ben definiti dai dialoghi in-game con loro. Ed è un gran peccato, perché oltre agli interessanti protagonisti e co-protagonisti viene accennata più volte una curiosa mitologia legata ai Guardiani e al passato di Atlas, senza però mai davvero approfondirla fino in fondo. Della storia di Starlink ricorderete tutto, ma proprio per il fatto che c’è ben poco da ricordare. Fortunatamente, il suo pezzo forte non è questo.

PILOTA, SOLDATO O MECCANICO?

Sempre ancorati alla nostra navicella, la stessa che montiamo tramite l’apposito supporto sul Dualshock 4, dopo pochi secondi dall’inizio del gioco veniam gettati nella mischia di una galassia liberamente esplorabile, in lungo e in largo. Il cosmo stesso è frutto di loot interessanti e oggetti metallici che possiamo poi rivendere per acquisire risorse preziose, senza però dimenticare i già citati predoni che, specialmente nelle fasi di iperguida, cercheranno di attirare e distruggere la navicella. Ci sono, poi, i pianeti, interamente esplorabili (e di dimensioni accettabili) e ricchi di attività da completare, alleati da aiutare e oggetti da recuperare. Il nostro scopo, la cui dimensione diventerà crescente mano a mano che passano le ore di gioco, è quello di indebolire il più possibile la Legione di Grax danneggiandone le attività, e queste coprono una gamma di vari compiti: distruggere nidi di Imp, fastidiosissimi nemici di piccole dimensioni; decodificare navicelle cadute per ottenere informazioni utili; liberare città e laboratori presi d’assedio per aumentare il numero di nostri alleati; distruggere gli Estrattori, gigantesche colonne che estraggono energia dalle profondità del pianeta stesso; infine, distruggere prima i colossali Prime e passare poi alle Dreadnaught, le imponenti navi spaziali che risentono di tutti i danni che infliggiamo alla Legione sui vari pianeti.

Continua nella prossima pagina…

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.