Recensione The Division: Lotta per la vita

Di Andrea "Geo" Peroni
27 dicembre 2016

Disponibile dal 22 novembre su Xbox One e PC, e lanciato anche su PS4 da pochi giorni, Lotta per la vita propone un’esperienza completamente differente e ricostruisce le basi su cui si fonda Tom Clancy’s The Division. Il secondo DLC, che ha subito una serie di grossi ritardi forse causati dalla maggiore attenzione che Massive Entertainment ha voluto riservare non solo ai nuovi contenuti ma al gioco intero, porta con sé una modalità survival vera e propria che offre un’esperienza notevolmente differente da quella che già il titolo ci propinava. Ventata di novità che Massive ricerca ormai da diversi mesi, dopo gli aggiornamenti in sequenza 1.1, 1.2, 1.3 e così via che hanno man mano modificato sensibilmente loot, sistema di progessione del personaggio e introdotto nuovi contenuti come le Incursioni. The Division è però caduto nella spirale dei titoli “dimenticati”, con giocatori che hanno progressivamente abbandonato il gioco. Lotta per la vita sembra però aver invertito questa tendenza, facendo tornare molto alto il  numero di utenti attivi, quasi a livello dei primi giorni di uscita. Il perché del successo di tale espansione, successo che però si sta già spegnendo, ve lo spieghiamo nella nostra recensione.

SURVIVAL MODE

Per accedere ai nuovi contenuti del DLC, dovrete dirigervi nel retro della base, la stessa area tramite la quale, con l’ascensore, si accedeva al pacchetto Underground. Prima di iniziare a giocare a Lotta per la vita, non vi serve sapere altro: non dovrete sistemare il vostro equipaggiamento, non dovrete andare a caccia di nuove abilità, non sarete costretti a raccogliere oggetti particolari. La nuova modalità di The Division ci pone di fronte ad un cambio repentino non tanto di ambientazione, anche se l’ambiente circostante diventerà particolarmente ostile, quanto di concezione del gioco: con Survival (questo il nome originale dell’espansione), il titolo assume una reale connotazione di survival game, dove il nostro alter ego digitale sarà costretto a compiere disperate azioni per poter sopravvivere. Un punto che può essere considerato sia di ripartenza, per chi ha già esplorato in lungo e in largo l’infettato mondo nato dalla mente del compianto Tom Clancy, sia di partenza, per chi ha deciso di acquistare il gioco solo recentemente e cerca un’esperienza abbordabile sin da subito.

the division lotta per la vita

Il cuore del DLC è rappresentato dalla Zona Nera, la famigerata area al centro di Manhattan che nel gioco principale costituisce in sostanza l’endgame e il “mondo” del PvP. In questo caso, però, il nostro personaggio sarà inviato semplicemente a raccogliere informazioni e rifornimenti dall’area, accompagnato in elicottero da altre forze armate della Divisione. Un’operazione apparentemente facile. Peccato solo che nella cutscene iniziale tutto vada per il verso sbagliato: a New York è arrivata una pericolosissima tormenta che finisce col far precipitare il mezzo sul quale ci troviamo. Mentre questo precipiterà in un punto imprecisato della Zona Nera,  che cambierà randomicamente ad ogni partita, noi ci ritroveremo sbalzati fuori durante il volo e ci accamperemo in un nascondiglio temporaneo per riprenderci. Da questo punto in poi, tutto dipenderà dalle nostre abilità e dalla nostra forza: non abbiamo più armi, equipaggiamenti, cibo. Niente di niente.

SONO SOLO

In un territorio, quello delle modalità prettamente survival, già esplorato lo scorso anno in modo molto similare da Crystal Dynamics con Stoicismo di Rise of the Tomb Raider, Lotta per la vita si insinua come una gustosa nuova esperienza da vivere su The Division. Armati semplicemente delle nostre mani, l’obiettivo della missione sarà tanto semplice quanto complicato: raggiungere l’elicottero abbattuto e riuscire a fuggire dalla Zona Nera. Dovremo però fare i conti con tante variabili, che nella versione alla quale siamo abituati del gioco non sono presenti. Le temperature estreme di New York, che raggiungono anche i -40°C, ci costringeranno a dover correre spesso ai ripari in negozi abbandonati, in rifugi di fortuna, o a riscaldarci presso barili che potremo trovare per le strade della città e incendiare. Il tutto, naturalmente, dovendo fare i conti con l’altro più grande pericolo della Zona Nera. I nemici, sia artificiali che reali.

the division lotta per la vita

L’esperienza di Lotta per la vita si può infatti portare a termine sia in totale solitudine (PvP) dovendo quindi scontrarsi con altri giocatori, sia in cooperazione (PvE) con amici, esperienza sicuramente più gradevole e meno “pericolosa”, se vogliamo. Entrambe, comunque, offrono un alto livello di sfida, perché dovremo spesso confrontarci con truppe di nemici o altri giocatori che non aspetteranno altro che una nostra mossa falsa per porre fine alle nostre sofferenze e rubare tutti i nostri equipaggiamenti recuperati. Il significato del secondo DLC è proprio questo, ed è quello che vuole comunicare Massive sin dalle prime battute: sarete soli, in questo “nuovo” mondo, non avrete più tutto quello per cui avete sudato nei mesi trascorsi sul gioco, e dovrete fare molta più attenzione rispetto a prima. Le risorse scarseggieranno, armi ed equipaggiamenti dovranno essere creati da voi stessi sfruttando i pochi oggetti che troverete per le vie innevate di New York e i tavoli da lavoro nei nascondigli, e non ci sarà molto tempo per rifiatare. Ad aumentare la pericolosità, come accennato poco fa, si intromette anche il gelo, che ci costringerà a cercare nuovi indumenti (non più semplici oggetti estetici ma ora dotati di statistiche precise di resistenza alle temperature estreme), e l’infezione incombente. Di nuovo, recuperare medicinali sarà l’obiettivo principale, per evitare di rovinare la vostra esperienza per colpa del virus.

L’obiettivo sarà quello di riuscire a fuoriuscire dalla Zona Nera, missione al termine della quale ci verrà assegnato un punteggio con relative ricompense. Fatica, però, ad essere realmente riconoscente questo sistema di ricompense, con Gear Set o equipaggiamenti che non sempre si rivelano all’altezza delle fatiche che abbiamo sudato nel corso della sopravvivenza nella Zona Nera. Per assurdo, portare a termine una missione di circa 10 minuti a livello di difficoltà massimo su Underground potrebbe essere notevolmente più remunerativo rispetto ai premi di Lotta per la vita. Necessario intervenire su questo punto, al più presto, anche se i problemi persistono anche ora che il DLC è arrivato su PS4.

the division lotta per la vita

PUNTI DI FORZA

  • Un’esperienza completamente nuova per The Division…
  • Ottimo per giocare in compagnia

PUNTI DEBOLI

  • … Ma che faticherete a giocare eccessivamente
  • Poche e spesso inutili ricompense per chi gioca già da mesi
  • La mappa andrebbe ampliata

recensioni_da_provare

Lotta per la vita aggiunge un’esperienza nuova e frizzante per The Division, ma non è un contenuto per tutti e non è certamente un DLC perfetto e imperdibile. Non è detto, infatti, che se siete rimasti rapiti da The Division rimarrete rapiti anche da questa espansione, fondamentalmente differente rispetto al gameplay del gioco di base e che riscrive le regole alle quali siamo stati abituati in questi mesi di gioco. Manca adesione a The Division, manca un reale apporto significativo al gioco e alle ambizioni del giocatore, che come detto potrebbe anche ritrovarsi a spendere ore senza vedere una ricompensa degna di tale nome. Survival vi offrirà comunque diverse sessioni intense di gioco, nelle quali andrete avanti non solo per il piacere di farlo ma anche per la voglia di mettervi alla prova. Per la terza espansione, però, ci aspettiamo qualcosa di più significativo e sulla scia di Underground, DLC che abbiamo apprezzato notevolmente di più.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.