Recensione Watch Dogs 2 – San Francisco a portata di smartphone

recensione watch dogs 2
Di Andrea "Geo" Peroni
25 novembre 2016

Come abbiamo avuto modo di spiegare già più volte, il 2016 si dimostra come un anno di importante transizione per Ubisoft. Dopo aver saturato la serie Assassin’s Creed, il brand di punta dell’azienda francese si prende un anno di pausa, e occorre trovare un brand altrettanto forte che possa sopperire alla sua assenza. Rayman? No, Michel Ancel è al lavoro su Beyond Good and Evil 2, che non arriverà comunque prima di qualche anno. Prince of Persia? No, IP sparita nell’oblio e che faticherà a tornare. Ghost Recon: Wildands o For Honor? Neanche, perché i due titoli faranno parte della line up di Ubisoft del primo semestre del 2017. Il fardello di Assassin’s Creed viene dunque raccolto da Watch Dogs 2, sequel di un fortunato titolo del 2014 (a livello di vendite) ma che ha raccolto anche tantissime critiche, in primis per il clamoroso downgrade grafico che dovette sopportare. Quasi a ricalcare, in ogni caso, proprio la serie sugli Assassini, Ubisoft si prende la briga di cambiare protagonista e ambientazione, rimanendo però nello stesso universo narrativo del primo titolo, e rendendo enormemente più profondo il gameplay. Operazione riuscita? In parte. Certo difetti, alcuni dei quali abbastanza gravi, come vedremo nella nostra recensione, sono purtroppo rimasti.

Versione provata: PlayStation 4

ctOS 2.0

L’operazione di rendere completamente sotto controllo informatico le persone, nonostante i guai accaduti a Chicago alcuni anni prima, è andata avanti. Ci troviamo nel presente, a San Francisco, città che fa parte del programma ctOS 2.0 che ha “inglobato” sotto le sue grinfie tutti gli Stati Uniti. Tutti gli abitanti sono controllati, i sistemi sono stati informatizzati al massimo, e le società più avanzate stanno anche sperimentando nuove tecnologie che renderanno la vita molto più semplice, come robot intelligenti al servizio degli umani e sistemi di sorveglianza sempre più fondamentali. Non tutti però, specialmente i giovani, sono d’accordo con quello che aziende come la Blume stanno operando sul suolo di San Francisco, andando a spiare in qualsiasi luogo e momento una persona e annullando di fatto il concetto di privacy, una tematica comunque importante anche nel nostro mondo reale dove ogni giorno che passa sono sempre di più le nostre informazioni che, tramite la rete, possono finire nelle mani sbagliate. Marcus Holloway, giovane hacker afroamericano, è tra i principali nemici sulla lista nera della Blume, e la nostra prima missione sarà proprio incentrata sull’annullamento di tutti i dati in possesso della società americana. Un biglietto da visita non solo per capire di che pasta è fatto Marcus, conosciuto anche come Retr0 negli ambienti della rete, ma anche per convincere il Dedsec ad arruolarci in questa vera e propria guerra digitale.

Una città molto più colorata, spensierata e per certi versi allegra della buia e piovosa Chicago

Campo di battaglia dello scontro sarà ovviamente San Francisco. Una città molto più colorata, spensierata e per certi versi allegra della buia e piovosa Chicago del primo Watch Dogs, e che si presenterà ai nostri occhi come una città veramente splendida da esplorare, grazie anche ad un alto livello di dettaglio che caratterizza anche i quartieri più periferici. Componente fondamentale, ovviamente, per un free roaming come Watch Dogs 2, che basa la sua grande e variegata esperienza di gioco anche sulla pura esplorazione della città alla ricerca di segreti e di upgrade per il nostro Marcus, come punti di ricerca che sbloccano nuove abilità. Nel pieno contesto di San Francisco si pone il Dedsec, la “Ribellione” orchestrata dai giovani del luogo che hanno seguito l’esempio dei colleghi di Chicago, un’organizzazione particolarmente tamarra. Ubisoft sembra infatti aver incentrato la realizzazione di Watch Dogs 2 su una rappresentazione molto più giovanile, rispetto al cupo Aiden Pearce che hackerava in quel di Chicago, e sicuramente questo potrebbe non far piacere a chi cercava un’esperienza più seria e simile a quella del primo gioco. Marcus è un ragazzo molto scanzonato, al pari della sua cricca di compagni del Dedsec. Sitara, ad esempio, è una giovane ragazza con l’hobby dei murales. Wrench, invece, perennemente nascosto dalla sua tecnologica maschera, è il tipico spensierato burlone, tranne quando non viene il momento di servire la causa. Toni leggeri, così come dimostreranno anche i dialoghi che ascolteremo. Una scelta rischiosa, quella di cambiare così drasticamente il target a cui destinare il gioco, ma che offre quantomeno una buona immedesimazione a tutti vista la buona realizzazione.

watch dogs 2

Come abbiamo detto, nonostante ci si trovi di fronte ad un folto gruppo di hacker giovanissimi apparentemente senza una famiglia e senza lavoro, quando è il momento di darsi da fare non c’è alcuna pigrizia che tenga. L’intera narrazione, legata a questo desiderio di difendere i diritti di ognuno, ruoterà intorno al ctOS 2.0 e alla Blume, la gigantesca società di sorveglianza informatica che potremmo assimilare ad una sorta di Massive Dynamics della serie Fringe di J.J. Abrams: ogni qualvolta succeda qualcosa ai nostri beniamini, la colpa in qualche modo è proprio della Blume, obiettivo finale del Dedsec. La narrazione principale non regalerà particolari momenti esaltanti, anche se non mancheranno alcuni colpi di scena e anche graditi ritorni dal primo Watch Dogs. Ad accompagnare però il filone sulla Blume si allineerà anche una folta sequela di missioni secondarie talvolta anche semplici e simpatiche da portare a termine, osservando ad esempio le reazioni degli ignari abitanti di San Francisco che si ritroveranno ingenti somme di denaro aggiunte senza apparente motivo ai loro conti in banca. Le missioni secondarie, unite alla campagna principale, offrono un’ottima longevità, che si accresce ulteriormente se partirete alla ricerca dei collezionabili e delle missioni multigiocatore, di cui parleremo più avanti. Meno di 30 ore di gioco, in ogni caso, non vi saranno negate da Watch Dogs 2.

HACKER È BELLO

Vista la buona mole di ore che sarà possibile trascorrere a San Francisco, è interessante notare come Ubisoft abbia approfondito, tra le altre cose, anche una maggiore quantità di dettagli. Marcus, ad esempio, potrà essere libero di spiare conversazioni private di persone incontrate per strada, conversazioni che in certi casi si adatteranno anche al contesto nel quale vi trovate. Cosa potrebbe spingervi a spiare la messaggistica degli NPC, è la semplice curiosità, ma anche lo spirito di Retr0, ben caratterizzato nel corso dell’intera narrazione e che imparerete ad apprezzare col tempo osservando anche come interagisce con gli altri personaggi e con la città di San Francisco. Come detto in precedenza, la città è stata realizzata ottimamente, con un alto livello di dettaglio e un’ottima varietà, basti pensare ai parchi, ai quartieri più ricchi, alla periferia, al molo. Peccato che un difetto risieda proprio nella vita cittadina. Mentre alcuni degli abitanti saranno impegnati in attività che non ci saremmo mai immaginati, come fare photobomb ai vostri selfie o anche vomitare di fronte a tutti, altri saranno dei semplici burattini praticamente immobili o impegnati a ripetere la stessa azione all’infinito. Nel caso di una ragazza incontrata sul lungomare, ad esempio, visibilmente ubriaca, abbiamo provato a seguirla nel suo percorso, per vedere cosa riusciva a fare oltre a bere da una bottiglia. La realtà è che non succede proprio nulla: la ragazza continua a bere come una spugna e non accenna ad accusare l’alcool. Ma sono piccolezze, ovviamente, se rapportate al fatto che la vita cittadina prosegue senza intoppi.

watch dogs 2

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.