[Recensione] World of Warriors – Piccoli grandi eroi

Di Andrea "Geo" Peroni
25 marzo 2018

Può un mobile game essere adattato ad un contesto più importante e approdare su PlayStation 4? Sono Mind Candy e Saber Interactive a provare a dare una risposta a questa curiosa domanda, con l’action World of Warriors. Uscito originariamente su iOS e Android nel 2014, il gioco in questione è arrivato da pochi giorni anche sull’ammiraglia di casa Sony con un carico di grosse aspettative soprattutto per i suoi sviluppatori. Grazie ad un codice review fornitoci da PlayStation Italia siamo riusciti a provare il titolo, e vi raccontiamo cosa ne pensiamo nella nostra breve recensione.

EROI D’OGNI DOVE

World of Warriors mantiene sin dall’inizio, dalla cutscene iniziale che ci mostra in poche sequenze cosa ci attende una volta in gioco, la sua forte identità di mobile game. Sensazione che si percepisce proprio dal filmato, riprodotto in bassa qualità con contorni mal definiti. Ma tralasciamo questo aspetto notevolmente secondario e passiamo al gioco vero e proprio. I primi 10-15 minuti dell’esperienza di World of Warriors rappresentano un tutorial atto a illustrare le meccaniche di base e il funzionamento del gameplay, modificato dalla versione originale del gioco che limitava il suo combat system ad una serie di QTE e che ora è più assimilabile ad un action.

In questo mondo di guerrieri, il nostro scopo è riuscire a superare ogni battaglia con successo, il che significa portare a termine vittoriosamente tutti i vari stage che ci vengono proposti nella sezione Torneo. Per farlo, dobbiamo appoggiarci ai vari Eroi che possiamo sbloccare tramite le Pietre dell’Onore che conquistiamo in ogni scontro, e che utilizziamo nella città di riferimento che rappresenta l’unico HUB di gioco.

Nella città, dove utilizziamo fisicamente il nostro piccolo prode eroe, possiamo avere accesso a diverse aree. La più imponente è sicuramente il Tempio dell’Epica, dove appunto possiamo utilizzare un certo quantitativo di pietre per sbloccare nuovi guerrieri da utilizzare in battaglia, ognuno caratteristico di un preciso momento storico come si ben nota dai propri costumi e con le proprie statistiche e abilità di cui parleremo tra poco. Oltre al Tempio, in città troviamo anche un’arena per testare i comandi, un colosseo per passare al multigiocatore e la fucina, una bottega dove possiamo forgiare, grazie ai materiali e gli oggetti che raccogliamo in combattimento, pozioni e talismani da applicare agli eroi. Una volta ricevuta l’infarinatura generale, è ora di uscire dalle porte cittadine e gettarsi in combattimento.

TUTTI INSIEME APPASSIONATAMENTE CI PICCHIAMO DI BRUTTO

Sono due le tipologie di sfide che possiamo affrontare in World of Warriors. La prima è un combattimento 1v1 tra due squadre, ognuna delle quali mette in campo consecutivamente i propri guerrieri: quando il primo eroe viene sconfitto, scende in campo il secondo, e lo scontro continua fino a che una delle due squadre non ha terminato i suoi soldati. La seconda è invece un combattimento a tempo, dove il gioco invia continuamente nemici (più deboli) contro il giocatore fino a che non scade il tempo, e l’obiettivo è naturalmente sopravvivere. In entrambi i casi parliamo di arene circolari, con una visuale ravvicinata (e che dà più di un problema nelle sfide speciali) sui combattenti, con possibili elementi estranei come tornado acquatici che possono danneggiare chi vi entra in contatto. Per portare a termine con successo entrambe le modalità, come il più classico degli action abbiamo le più classiche delle mosse: due attacchi frontali, la parata con lo scudo, il contraccolpo se effettuiamo la parata con il giusto tempismo, la schivata e anche la possibilità di fare un breve scatto per fuggire dal nemico e rifiatare.

In tutto questo risultano però avere molto più peso, come scoprirete dopo pochi combattimenti, le caratteristiche degli eroi piuttosto che la vostra abilità e i vostri riflessi. Ogni guerriero, insieme alle statistiche di base, è infatti legato ad un preciso elemento che risulta essere avvantaggiato su un altro e viceversa svantaggiato nei confronti di un altro: la terra è forte contro l’aria ma debole contro il fuoco; l’acqua è forte sul fuoco ma debole contro l’aria, e così via. Risulta chiaro che le abilità speciali dei guerrieri, che comprendono l’utilizzo del proprio elemento premendo la freccia giù della croce direzionale e la mossa speciale azionabile con il tasto Cerchio, hanno un potere notevole in battaglia e che può ribaltare facilmente le sorti di una situazione in precedenza disperata. Se infatti vi accorgete che gli eroi scelti per l’occasione non sono adatti e vengono pestati ripetutamente dalla squadra avversaria nell’arena di gioco, potete sempre modificare il team o andare alla ricerca di un nuovo guerriero a spasso per la Storia, pagando le sopraccitate Pietre.

Questo sistema di combattimenti elementali rende quasi superflua nel single player la feature del mana, che indica il livello di fatica e che poteva risultare interessante, oppure l’aspetto legato a pozioni e talismani, che si possono costruire grazie agli oggetti ritrovati durante le battaglie e che risultano addirittura temporanei, il cui effetto cioè è limitato a pochi scontri prima di divenire inutilizzabili. Capirete quindi che l’offerta ludica offline di World of Warriors è limitatissima, e che si riduce ad un continuo combattere nelle piccole arene per grindare, craftare oggetti e ripetere fino alla noia le solite azioni. È da questi elementi, come con le Pietre dell’Onore, che si notano le chiare origini di World of Warriors, un free-to-play mobile con microtransazioni e legami ai social network che sono stati tagliati di netto durante il processo di conversione per PS4. Persino dalle schermate, con grandi caratteri e icone invasive di oggetti, si evince la natura iniziale del gioco. Sotto questo punto di vista, il lavoro di Saber Interactive non è stato affatto ambizioso.

In effetti, la natura tecnica del progetto lascia spesso a desiderare. Il gioco è sì colorato e fantasioso, con gli eroi stilizzati in uno stile che richiama quello dei chibi giapponesi, ma alcuni inspiegabili rallentamenti durante i combattimenti e texture obriobriose appiccicate allo sfondo delle arene fanno capire che poteva essere fatta un altro po’ di attenzione prima di arrivare alla pubblicazione. Più di un semplice porting, certo, ma si tratta comunque di un lavoro estremamente pigro a giudicare dal risultato.

IN COMPAGNIA È MEGLIO

Le cose si fanno leggermente più interessanti quando si affronta World of Warriors nel comparto multigiocatore, andando a sfidare gli altri utenti. Vi confidiamo subito che non è affatto semplice trovare giocatori a bazzicare i server (immaginiamo che il gioco non abbia avuto una diffusione esagerata, ma magari saremo smentiti dalle classifiche di vendita delle prossime settimane), ma in quei pochi match conclusi la sensazione è che elementi prima superflui come talismani e pozioni diventano molto importanti.

Mantengono la loro efficacia i parametri elementali, ovviamente, ma avendo a che fare con altri giocatori le cose si fanno più complesse e progettare una strategia più articolata è fondamentale per non incappare in una debacle senza precedenti. La campagna single player, quando scoprirete che l’offerta multigiocatore è molto più appagante, si rivelerà una semplice scusa per raccogliere nuovi materiali da utilizzare nella fucina, e verrete inevitabilmente costretti dal vostro subconscio ad abbandonarla progressivamente.

PUNTI DI FORZA

  • Accessibile a tutte le fasce d’età
  • Il multigiocatore diverte

PUNTI DEBOLI

  • Terribilmente ripetitivo dopo una manciata di minuti
  • È un gioco mobile, e si nota ancora
  • Porting molto pigro anche a livello tecnico
  • Prezzo di lancio esagerato

World of Warriors è il tipico gioco spensierato, un semplice action da poter affrontare senza scervellarsi troppo e per svagarsi anche solo pochi minuti dalla noia quotidiana. A patto, però, che questa sessione di gioco duri davvero pochi minuti. Perché pure World of Warriors, che nella conversione tra mobile e console soffre di carenze evidenti, risulta un’esperienza molto ripetitiva e che offre ben poco al giocatore. Il lavoro di Mind Candy e Saber Interactive è stato molto poco ambizioso, limitandosi a rendere effettivo il combattimento in tempo reale e a dare una sistematina, piccolissima, alle schermate di gioco, e difatti il prezzo di quasi 30€ è abbastanza proibitivo al momento nonostante siano state escluse le meccaniche delle microtransazioni presenti nella versione originale. Dal punto di vista artistico mantiene certamente il suo piccolo fascino, ma è troppo poco.

Un ringraziamento a Sony Interactive Entertainment Italia per il codice review di World or Warriors.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.