Review in progress – Halo Wars 2 – La campagna

Di Andrea "Geo" Peroni
16 febbraio 2017

Annunciato con grande sorpresa alla GamesCom di Colonia del 2015, Halo Wars 2 vede il ritorno sulle scene di uno strategico in tempo reale che a suo tempo non fece sicuramente faville in termini di vendite e critica. Col senno di poi, però, un’operazione di questo tipo è sicuramente comprensibile. Il marchio Halo è probabilmente (ancora una volta) il più importante per Microsoft, e 343 Industries ha il compito di sfruttarlo a dovere, sia su Xbox One che su Windows 10. Con il programma Xbox Play Anywhere, infatti, Halo Wars 2 è disponibile anche su PC, sicuramente l’ambiente più interessante e più adatto per il mondo degli RTS, anche se come potrete vedere nella nostra recensione la versione Xbox One è stata utilizzata come quella di riferimento dagli sviluppatori, dovendo sottostare a determinati limiti. Dopo il rilancio della Definitive Edition del primo gioco della serie, ecco dunque che è ora di tornare a bordo della Spirit of Fire e riprendere quel viaggio iniziato ormai 8 anni fa.

La seguente recensione è solo una parte di quella completa, che arriverà nei prossimi giorni. L’embargo imposto da Microsoft scade proprio oggi, ma non avendo potuto provare la modalità multiplayer ho deciso di parlarvi solo ed esclusivamente della campagna. Nei prossimi giorni, con l’apertura completa dei server e l’uscita del gioco, arriverà anche un’analisi del comparto multigiocatore.

Versione provata: Xbox One.

LA PIÙ GRANDE MINACCIA

La storia di Halo Wars 2, sicuramente non il più importante né eclatante elemento del gioco, ha inizio 28 anni dopo gli eventi del suo predecessore, nel 2559 (per fare un po’ di contestualizzazione storica nella mitologia di Halo, i fatti raccontati avvengono poco prima dell’inizio di Halo 5: Guardians). La Spirit of Fire, corazzata spaziale partita in missione decenni or sono, risulta dispersa, questo almeno fino al momento nel quale l’IA di bordo decide di risvegliare dal sonno criogenico l’equipaggio, essendo sopraggiunti nei pressi dell’Arca, una particolare installazione su un pianeta dal quale è arrivato un segnale di emergenza. Alcuni membri dell’equipaggio della Spirit of Fire scendono a terra per analizzare il segnale, e come nel più classico dei cliché si tratta ovviamente di una trappola organizzata dal supervillain di turno. L’Arca è infatti ormai compromessa da anni per colpa di Atriox, un ex schiavo dei Covenant che ha trovato la forza di ribellarsi e che grazie alla sua possente forza e capacità di agire da leader è riuscito a divenire una minaccia forse ancora più grande degli stessi Covenant, riuscendo a estendere il suo dominio anche su altri pianeti. Lo scopo della missione, quasi suicida, della Spirit of Fire e del suo Capitano Cutter è naturalmente chiaro: fermare Atriox prima che sia troppo tardi.

La campagna, che si può affrontare sia in singolo che in cooperazione, come avrete potuto intuire non brilla sicuramente per originalità già dall’incipit iniziale. Fortunatamente il pezzo forte del gioco è il gameplay, curato e funzionale all’utilizzo su una console come Xbox One che, almeno per il momento, non è ancora stata dotata del supporto per mouse e tastiera per questo gioco, device a dir poco fondamentali per RTS di stampo classico come Age of Empires e Starcraft che al loro passaggio su console hanno sempre accusato il colpo. Prendendo come esempio il buon lavoro svolto dagli Ensemble Studios con il primo capitolo, i Creative Assembly (già creatori della serie Total War) che hanno lavorato con 343 Industries sono riusciti a proporre un gameplay estremamente semplificato ma che riuscisse a calzare quasi alla perfezione con il joypad di Xbox One. Con l’utilizzo dei tasti a disposizione, infatti, siamo liberi e capaci di compiere agevolmente tutte le azioni che sono necessarie per il conseguimento della missione e la vittoria del nostro personalissimo esercito. Il tasto A, ad esempio, funge in poche parole da rimpiazzo del classico tasto sinistro del mouse: premendolo una volta selezionerete l’unità (o l’edificio, se siete sopra ad uno di essi) sotto al cursore; premendolo due volte velocemente selezionerete tutte le unità dello stesso tipo di quella sotto al cursore; tenendolo premuto, invece, visualizzerete un’area a terra entro la quale verranno selezionate tutte le unità presenti. X è invece il tasto che indica dove far muovere le proprie truppe, mentre con LT è possibile visualizzare la ruota dei bonus disponibili, e così via. Alcune componenti sacrificate? Sicuramente, anche perché la parola d’ordine è stata solo una in casa Creative Assembly.

PAROLA D’ORDINE? SEMPLICITÀ

Potendo utilizzare come detto solamente il joypad di Xbox One alcune delle meccaniche tipiche degli RTS sono state non diciamo stravolte ma sicuramente ridotte e semplificate. Non esiste infatti la possibilità di creare un esercito dalle grandi proporzioni, con il limite della popolazione fissato a circa 80 unità e che può essere innalzato lievemente grazie ai potenziamenti della base. La gestione della base e la raccolta delle risorse utili, rifornimenti e celle di energia, è stata inoltre limitata e resa molto più “autonoma”. La base può infatti essere costruita solamente in determinati punti della mappa di gioco, e ad essa saranno legati tutti gli edifici, dalla caserma ai generatori, dalle piattaforme aeree alle torrette difensive, raggiungibili con la veloce scorciatoia delle frecce analogiche del joypad in qualsiasi momento della partita. Specchio di tali scelte è anche la dimensione delle mappe della campagna, dalla grandezza decisamente ridotta e che offrono pochi scenari aperti a fronte invece di molti “sentieri” da seguire, che indirizzano il giocatore verso un’unica tattica da intraprendere.

Più che una reale simulazione di una tattica di guerra, più che un gioco che spinge a studiare una strategia in tempo reale, Halo Wars 2 si dimostra nella sua campagna come un titolo più incentrato a costringere il giocatore ad eseguire passaggi obbligati, senza lasciare troppo spazio alla fantasia o alla mente del comandante. In molti casi sarà possibile raggiungere un determinato luogo solamente in un modo, o attaccare una roccaforte nemica senza possibilità di variazioni del percorso prestabilito, cosa che stona decisamente con il concetto più ampio che hanno gli RTS. Fortunatamente la campagna può però vantare una discreta longevità (abbiamo utilizzato circa 7 ore per portare a termine il gioco), una difficoltà perfettamente bilanciata con la modalità scelta inizialmente e una buona rigiocabilità, adatta specialmente ai maniaci completisti che bramano il 100% in qualsiasi aspetto del gioco, compresi gli obiettivi secondari e i collezionabili presenti in ogni missione. Manca però, come detto, quel mordente e quella spiccata strategia che ci si attende da un gioco di questo tipo, non nuovo comunque a limitazioni simili sempre a causa del suo approdo su console, certamente problematico. In questo senso, mentre la versione Xbox One della campagna, pur non essendo perfettamente canonica a quella di un generico RTS, può soddisfare, siamo sicuri che stonerà maggiormente nel suo passaggio alla versione per PC Windows 10, piattaforma più completa per la pura strategia nei videogiochi.

CHE COS’È, SONO I CYCLOPS CHE RIMBALZANO, ROTOLANDO A PALLA SALTANO

Facciamo ora i conti con i veri protagonisti delle nostre ardue gesta, le truppe. La nostra base sfornerà infatti plotoni di truppe e anche veicoli, sia di terra che aerei, che andranno a costituire l’esercito pronto a portare a termine di volta in volta il compitino assegnatogli. Insieme alla classica fanteria (ogni unità sarà formata da tre soldati, in questo caso), abbiamo anche altre truppe di terra la cui utilità varierà notevolmente da missione a missione a seconda dei nemici incontrati. Gli Sparafiamme, ad esempio, sono estremamente utili contro le piccole unità grazie ai loro lanciafiamme (non l’avreste mai detto, eh?), mentre i possenti Cyclops diventano fondamentali quando volete tra le vostre file un corazzato pronto a combattere efficacemente i veicoli nemici. Dal garage, invece, arriveranno i mezzi a motore, come i pratici Warthog, e tramite le piattaforme aeree potrete invece costruire i veicoli armati di tutto punto per un attacco dal cielo, pur dovendo fare attenzione alle eventuali difese di contraerea del nemico. L’unità invece più importante e potente è rappresentata dagli Eroi, particolari unità di fanteria con vita molto elevata e con anche la capacità di eseguire attacchi particolari: dal colpire violentemente una determinata area dei nemici dopo un balzo, fino alla “conversione” di potenti mezzi nemici, che diventeranno preziose pedine al vostro servizio a costo zero.

Lo scolastico tutorial iniziale, che consigliamo vivamente per prendere confidenza con il joypad e che non porta via più di 10 minuti di gioco, fa luce anche sui Punti Leader e sulla ruota dei Poteri Leader, visualizzabili premendo LT. Acquistabili tramite appositi punti che vengono conferiti in base a traguardi come uccisioni di truppe, obiettivi completati, luoghi di interesse abbattuti, i Poteri Leader vengono visualizzati sulla ruota che si apre a schermo premendo il tasto LT, e tra questi troviamo i poteri più vari e che si dividono tra attivi e passivi. Quelli attivi sono poteri che vengono attivati nell’istante esatto in cui vengono lanciati, e che non hanno effetti futuri. Quelli passivi, manco a dirlo, sono esattamente il contrario. Tra i poteri attivi più utili abbiamo ad esempio i droni di ripristino dell’energia, che creano una cupola che restituisce punti vita alle truppe posizionate sotto di essa, o anche attacchi imponenti come lanci missilistici. Tra quelli passivi, abbiamo invece la possibilità di rendere più veloce l’accumulo di esperienza da parte delle truppe, che possono diventare rapidamente veterani (e dunque più abili e potenti). Una volta sbloccati per la prima volta con un Punto Leader, i Poteri richiederanno risorse per essere utilizzati, oppure, in alcuni casi, altri Punti Leader per potenziarne gli effetti. Importanti elementi che possono variare il corso di una battaglia, da sfruttare sempre al meglio e non appena il loro tempo di ricarica viene esaurito.

Sul fronte visivo, ottimo il lavoro fatto da 343 Industries e Creative Assembly, che riescono a offrire belle ambientazioni condite da texture di pregevole fattura. Gli effetti scenici sono poi all’ordine del giorno, con colori e tonalità vivaci che a discapito di quanto possa sembrare non stonano particolarmente con la super guerra in atto, ma che anzi le donano un che di ancor più fantascientifico, come ormai siamo abituati anche dai numerosi film che Hollywood e compagnia ci hanno propinato nel corso degli anni. Anche le animazioni sono ben curate, mentre alcune scelte di level design, specialmente in merito a limiti invalicabili senza alcun senso, non convincono se consideriamo poi che le mappe, come discusso prima, non brillano per grandezza. Splendide, invece, davvero splendide le cutscene in CG che spiegano alcuni passaggi della storia, e vi ritroverete a mordervi le mani quando queste saranno terminate. Il framerate, infine, nel complesso soddisfa, anche se subisce dei fastidiosi rallentamenti nel momento in cui si attuerà l’autosave durante la partita. Per concludere, prima di lasciarci per esaminare in futuro il multiplayer, una considerazione sul futuro della campagna: 343 Industries ha già affermato di voler espandere la storia nei DLC che arriveranno in futuro, sintomo del fatto che potremmo aver toccato solamente la punta dell’iceberg costruito dagli sviluppatori. Ma nella versione base, quella da noi provata, non emergono fortunatamente buchi narrativi da colmare.

Per il momento la recensione si conclude qui. Torneremo, nel corso dei prossimi giorni, con la disamina completa del comparto multigiocatore di Halo Wars 2, dopo averlo analizzato a dovere a seguito del lancio del gioco.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.