Una veloce panoramica sulla mitologia norrena | Speciale

Di Andrea "Geo" Peroni
23 marzo 2018

Sin dell’alba dei tempi, l’uomo ha sentito il bisogno, dentro di lui, di andare alla ricerca di qualcuno o qualcosa al di sopra di esso. Una ricerca della spiritualità, un bisogno quasi fondamentale per cercare di comprendere quelli che all’epoca erano i fenomeni inspiegabili della natura come il fuoco, il lampo, il tuono, le maree, che venivano tutti attribuiti a quelle che venivano chiamate divinità. Diversificate a seconda del luogo geografico di appartenenza, le varie religioni hanno preso piede restando radicate nella cultura fino ai giorni nostri, anche se queste non vengono più praticate come un culto. Soppiantate in varie epoche da religioni più “moderne” o per motivi prettamente politici-ideologici (l’Egitto nel Medioevo, quando divenne territorio arabo e dunque musulmano, o Roma, quando nel IV secolo il culto pagano venne abbandonato per far posto al Cristianesimo), le antiche religioni conservano grazie a testimonianze scritte e tramandate da millenni tutto il loro fascino, la loro magia, la loro incredibile capacità di rappresentare l’immaginario umano con storie leggendarie.

La mitologia norrena, quella che toccheremo da vicino con il nuovo capitolo della serie God of War, ne è un lampante esempio. Con una diffusione lenta ma costante in tutto il Nord Europa a partire dall’epoca terminale dell’Impero Romano d’Occidente, il culto degli dèi del Nord è divenuto con il passare dei secoli una parte importante della vita di molte civiltà come i prodi Vichinghi, e ancora oggi mantiene un fascino che è raro da riscontrare in altre mitologie simili. Complici i prodotti di massa – l’esempio più lampante arriva dalla Marvel, che prima nei fumetti e poi al cinema ha riutilizzato, smembrato e riassemblato la mitologia nordica facendo di divinità come Thor e Loki personaggi amati in tutto il mondo – i culti del Nord sono giornalmente tra noi, insieme alle loro iconiche personalità e ad una serie di leggende che non devono invidiare nulla ad altri “esponenti del genere” come il ciclo arturiano, la religione indù o quella egiziana.

Occorre innanzitutto specificare, prima di addentrarci nei meandri del culto nordico, che questa mitologia tra origine dalle religioni germaniche, a loro volta una reinterpretazione in forma orale delle varie religioni indoeuropee tramandate nel corso dei secoli e giunte fino al freddo Nord con nuovi nomi, nuove storie ma anche situazioni ricorrenti. Per la sua spettacolarità, però, la mitologia notturna riesce a mantenere tutto un suo fascino, che la contraddistingue e la differenzia da tutte le altre religioni antiche oggi considerate pure leggende.

Come l’Olimpo si ergeva in Grecia a protezione degli umani e come dimora di tutto il pantheon, nel Nord Europa era convinzione comune credere che gli dèi si trovassero nella magica Asgard, la casa delle divinità che proteggono il mondo e che dominano su Midgard, la Terra di Mezzo, il luogo terreno cioè dove vivono gli uomini. Midgard (detto anche Manheimr) e Asgard (che si trova più precisamente nel regno di Asaheimr) non sono però i due soli regni che fanno da cornice alla cosmologia norrena. Esistono infatti in totale nove mondi, nove regni interconnessi tra loro da Yggdrasill, l’Albero del Mondo, le cui radici sarebbero radicate in ogni reame (esistono però alcune controversie, dato che in alcune storie Yggdrasill sembra trarre nutrimento solo da alcuni mondi). La rappresentazione più comune vede Midgard al centro di questo cosmo immaginato dalla mitologia norrena, con Asgard a sovrastarlo in cielo e Helheimr (o Hel) sotto di esso, la dimora di Hel e regno della Morte, luogo di dannazione per tutti coloro che sono deceduti senza portare gloria al proprio nome o causando addirittura sventura e disgrazie. Intorno a Midgard, in un ideale orbita circolare dettata dall’Albero del Mondo, troviamo in ordine Muspellsheimr, Alfheimr, Vanaheimr, Svartalfaheimr, Jotunheimr e Niflheimr, ognuno caratterizzato dai propri popoli, storie e identità, anche se occorre ricordare che la mitologia norrena spesso e volentieri, a causa delle numerose civiltà che si sono tramandate le storie e che hanno riscritto a loro piacimento la cosmogonia, risulta confusa, varia e talvolta incomprensibile se cerchiamo di definire un quadro completo e adatto a tutti i contesti. Il regno di Niflheimr, ad esempio, dominato da ghiaccio e freddo clima, viene in alcuni testi considerato separato e lontano da Hel, in altri invece viene quasi ritenuto lo stesso reame.

Le scritture sono comunque concordi nell’assegnare ad ogni mondo un ruolo ben preciso. Per fare due esempi, Svartalfaheimr è infatti sempre descritto come la dimora degli Elfi (o Nani) Oscuri (o Neri), ed è situato nel sottosuolo; Jotunheimr è invece il mondo ove vivono i maestosi giganti della roccia e del ghiaccio (e casa di Mimir, personaggio che già abbiamo intravisto nello Story Trailer di God of War con un interessante rimando alla mitologia). È interessante inoltre far notare che i Nove Regni ad eccezione di Midgard sono in perfetta contrapposizione l’uno con l’altro, coppie di mondi gemelli e diversi che come lo Yin e lo Yang rappresentano sempre i due lati della stessa medaglia. Muspellsheimr e Niflheimr, ad esempio: l’uno è un mondo caldo, dominato dal fuoco e dalle fiamme, mentre l’altro è freddo, ghiacciato, luogo di riposo dei defunti e dimora del Valhalla, la residenza dei valorosi guerrieri morti in battaglia per la gloria di Asgard. O ancora, Vanaheimr e Jotunheimr, simboli rispettivamente di creazione e distruzione nella cosmogonia nordica, quest’ultimo in particolare in perenne lotta contro gli umani di Midgard e gli dèi di Asgard sui quali le cronache riportano epocali battaglie guidate spesso da Odino, padre di tutti gli esseri sovrannaturali di Asaheimr.

Senza entrare troppo nel dettaglio di una mitologia ricca di nomi, personaggi ed eventi, ricordiamo certamente le figure leggendarie più famose. Odino, già citato pocanzi, considerato il Padre degli Dèi e re di Asgard, che ha portato in passato a ergersi come protettore dei regni contro gli invasori. A Odino, appartenente alla stirpe Asi, viene conferito il merito inoltre di aver posto fine alla guerra contro la famiglia dei Vanir, ai quali appartiene anche sua moglie Freyja (anche se in alcune storie questa divinità e Frigg, la vera moglie di Odino, sono entità distinte, e ancora una volta notiamo come a seconda della regione la mitologia abbia interpretato in maniera differente gli stessi elementi). Lo scopo di questa pace non era tanto porre fine alla guerra che da tempo immemore consumava soldati da entrambe le parti, ma preparare i Nove Regni a quello che sarà il futuro, il Ragnarok. Come l’Apocalisse per i Cristiani, il Ragnarok della mitologia norrena è un gigantesco evento narrato nelle scritture che rappresenterà la fine dell’intero pantheon degli dèi, questo secondo le intenzioni della dea Hel che muoverà guerra ad Asgard, agli Asi e ai Vanir. La prima di queste stirpi, però, è sicuramente la più famosa e ricorrente all’interno delle storie tramandate fino ad oggi, principalmente racchiuse nell’Edda in prosa e nell’Edda di Sæmundr entrambe risalenti al XIII secolo. Tra gli Asi di Odino troviamo infatti Thor, il valoroso Dio del Tuono che è solito impugnare l’iconico martello Mjolnir (che come abbiamo visto alcune settimane fa in origine era molto diverso da un martello), ma anche Loki, divinità ambigua e dio degli inganni, dotato di un’astuzia incredibile che sfrutta per i propri interessi. Talvolta questi coincidono con quelli degli Asi; in altri casi, invece, il dio degli inganni è proprio in contrapposizione a Odino e Thor, poiché gli intenti di Loptr (altro nome col quale viene conosciuto Loki) variano di continuo.

Nella mitologia nordica, però, Loki ha un ruolo fondamentale per quello che rappresenta l’insieme di mostri che attentano ai Nove Regni e che puntano al Ragnarok. Nel Gylfaginning viene infatti raccontato che Loki si nutrì del cuore della gigantessa di Jothunheimr Angrboða, e dall’”unione” dei due nacquero tre creature: Fenrir, Hel e Miðgarðsormr, il gigantesco Serpente del Mondo, colui cioè che durante il Ragnarok sarà la causa della morte di Thor dopo averlo avvelenato con i suoi malefici fluidi. Durante lo stesso Ragnarok, Loki è una figura controversa e ambigua. In alcune versioni dei poemi, ad esempio, Loki è ancora in collera con gli dèi di Asgard per averlo punito dopo quanto accaduto con Baldr (il dio degli inganni provocò la sua morte e ne impedì la rinascita, e Odino decise di punirlo severamente imprigionandolo), e perderà la vita contro il prode Heimdallr, guardiano del ponte Bifrost, l’arcobaleno che unisce la dimora dorata di Asgard a tutti gli altri regni. Come detto in precedenza, però, la mitologia norrena riconosce a Loki importanti momenti della storia delle divinità. È lui ad esempio a ingannare i nani Brokkr e Sindri forgiatori di armi e a creare Gungnir e Mjolnir per Odino e Thor, come vi avevo già raccontato nel nostro speciale dedicato alle armi della mitologia nordica.

Naturalmente le storie, i personaggi, gli dèi e i luoghi della mitologia del Nord non finiscono qui, e anzi ci sarebbe da parlarne forse in eterno. Si tratta di una vera e propria gigantesca storia, una raccolta di poemi, poesie e riferimenti che hanno, nel corso dei secoli, tessuto la trama dell’intero mondo partendo dall’alba del tempo fino all’evento conclusivo, il Ragnarok. Per quanto riguarda God of War, non sappiamo se e quali divinità appariranno precisamente, ma dai filmati e dalle informazioni di gioco abbiamo già appreso che alcuni elementi faranno la loro comparsa. Il gigante Mimir, ad esempio, ma anche Brokkr, Sindri e persino Miðgarðsormr, il Serpente del Mondo, acerrimo rivale di Thor che nella mitologia viene bandito dai regni ultraterreni da Odino e imprigionato nelle profondità delle acque di Midgard, pronto alla sua vendetta contro il Dio del Tuono. Alcune teorie, alimentate da queste breve sequenze mostrate, suggeriscono che sarà proprio Kratos a liberare il Serpente e ad aiutarlo a promuovere il Ragnarok. C’è forse qualche conflitto con il pantheon nordico? Kratos e suo figlio Atreus hanno in mente una nuova carneficina di divinità, dopo quanto accaduto in Grecia? Ormai manca poco per scoprirlo…



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.