I più memorabili 10 momenti nella storia dell’E3 | Speciale

Di Andrea "Geo" Peroni
14 Maggio 2019

IL RITORNO DI KRATOS

L’E3 2016 fu molto bello per tutti i concorrenti in gara, ma lo showcase di Sony è stato qualcosa di clamoroso. Ricordo come, all’epoca, molti dibatterono tra chi avesse fatto la miglior conferenza tra i due principali competitor, Microsoft e Sony. Per quanto mi riguarda, non ci sono dubbi. Il colosso giapponese rilanciò al ricco showcase Microsoft con una serie di annunci bomba uno dietro l’altro, con tanti trailer, tante promesse e poche parole. Marvel’s Spider-Man di Insomniac Games, il ritorno di Crash Bandicoot, Days Gone di Sony Bend, persino la mistica apparizione di Hideo Kojima che annunciò il suo ancora indecifrabile Death Stranding.

E poi c’era lui, lo spartano dalla furia indomabile, l’uomo che aveva sterminato un’intera schiera di figure mitologiche e non in Grecia, che aprì con un boato fragoroso l’intro showcase. Al termine dell’esecuzione del brano che si rivelerà poi essere parte della colonna sonora del gioco, Cory Barlog e i suoi ragazzi di Santa Monica ci mostrano un bambino che gioca con alcune statuette di legno, per poi entrare in una capanna dopo aver udito la profonda voce di un adulto. È ora di andare a caccia, è ora, per Atreus, di dimostrare di che pasta è fatto. E dalla penombra, mentre tutto il pubblico attende silenziosamente, si fa avanti una figura che, seppur invecchiata, è impossibile da non riconoscere: Kratos, con tanto di cicatrice, pittura rossa facciale e barba incolta. Pazzesco. God of War era lì.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.