I più memorabili 10 momenti nella storia dell’E3 | Speciale

Di Andrea "Geo" Peroni
14 Maggio 2019

Con l’E3 2019 alle porte – e a tal proposito vi ricordo che troverete un corposo coverage completo sul nostro sito fatto di news in tempo reale, aggiornamenti, recap delle conferenze, anteprime e live streaming sul canale Twitch UAGNA – ci sono tornati alla mente le tante edizioni passate della fiera di Los Angeles, e i grandi momenti che è stata capace di regalarci.

L’E3, che significa letteralmente Electronic Entertainment Expo, è per chi non lo sapesse una fiera a cadenza annuale dedicata interamente al mondo dei videogiochi. Ogni anno, dal lontano 1995 anno di esordio della kermesse, compagnie, sviluppatori indipendenti (pochi) e grandi colossi dell’intrattenimento si danno appuntamento a Los Angeles per “sfidarsi” a colpi di annunci e di fan lasciati a bocca aperta nel mostrare tutto quello che le varie società rilascieranno sul mercato nei futuri mesi (o anni, addirittura). Sony, Microsoft, Nintendo, ma anche Valve, Ubisoft, Konami, Square-Enix, Electronic Arts, Activision, Capcom, Bethesda, tutti i grandi dell’industria videoludica non mancano mai (o quasi) all’E3, perché si tratta di una vetrina a dir poco fondamentale, un evento sul quale chiunque mastichi videogiochi ha gli occhi puntati sopra.

E3 2019 – TUTTE LE DATE E GLI ORARI DELLE CONFERENZE

Nel ricordare le tante edizioni che ho vissuto (seguo l’E3 assiduamente dal 2010, ma già in passato mi era capitato, tramite riviste specializzate e video sul web di assistere a spezzoni di presentazioni), ne ho viste di cotte e di crude. Conferenze capaci di mandare in visibilio l’intera platea, annunci in grado di gelare il pubblico lasciando i presentatori completamente spiazzati, momenti da ricordare in tutti i sensi. E proprio per questo mi sono chiesto: ma quali sono stati i migliori 10 momenti, o comunque quelli più memorabili per un motivo o per l’altro, nella storia dell’E3?  Una domanda alla quale cerco di dare una risposta oggi, recuperando anche tramite il sempre fidato YouTube quei magici momenti per ricordarli insieme a voi. Preparate i fazzoletti, perché la lacrima potrebbe essere facile…

L’INIZIO DI PLAYSTATION

È il 1995, e l’E3 debutta a Los Angeles con la sua prima edizione. Non poteva mancare, quell’anno, un colosso che si apprestava a debuttare nel mercato delle console. Parliamo ovviamente di Sony, che dopo aver cercato di collaborare con Nintendo per creare un nuovo sistema di intrattenimento negli anni precedenti, decide di lanciarsi nel mondo dei videogiochi prepotentemente e con un nome destinato a far storia: PlayStation.

Erano ovviamente tempi diversi, come potete vedere dal video ormai di repertorio qui sotto. All’E3 1995 non esisteva ancora l’internet come lo conosciamo oggi, le conferenze erano molto più contenute, il pubblico era molto limitato e la voglia di impressionare con un grande show non era assolutamente una priorità. Ciononostante, il momento in cui Steve Race (allora presidente Sony) annunciò durante la conferenza il prezzo della prima PlayStation fu non solo capace di rivitalizzare la platea (il presentatore Olaf Olaffson aveva la stessa verve di una vongola, se cercate in rete dovreste trovare lo showcase completo se siete curiosi) ma anche di decretare il primo momento da ricordare della storia dell’E3, quando cioè Sony si introdusse davvero prepotentemente nel bel mezzo della concorrenza già avviata da anni. 299$ (peraltro le uniche parole pronunciate da Race) e PlayStation poteva essere vostra. Era il futuro.

MISTER FREEMAN, DI NUOVO LEI

Passano molti anni prima di rivedere un grande ed epocale momento ad un E3. Come spiegato in apertura, la fiera che aprì i battenti nel 1995 è cambiata moltissimo negli anni, così come è aumentato a dismisura l’impatto mediatico dei suoi annunci e partecipanti. Nel 2003, però, le cose già stavano iniziando a mutare considerevolmente, e proprio l’E3 2003 venne scelto da Valve per presentare al mondo un gioco che avrebbe cambiato per sempre il concetto di sparatutto.

Il momento in cui Half Life 2 diventa protagonista di una corposa Tech Demo, che vedete anche qui sotto, non è rimasto negli annali per la reazione del pubblico o per come è stata presentata. Lo ricordiamo per un altro motivo: perché è Half -dannato- Life 2, il gioco che ha rivoluzionato gli FPS, il capolavoro incompiuto di Valve, il titolo che ha segnato un’epoca, il gioco che delinea la separazione tra il vecchio modo di pensare uno sparatutto e quello considerato moderno. Sarà anche per questo, probabilmente, che Gabe Newell e Valve non hanno mai fatto parola sul mitico Half Life 3, né sembrano intenzionati a farlo (perlomeno a breve). Se Half Life e sequel hanno rivoluzionato un genere, il pubblico si aspetta che questo accada anche con il terzo capitolo. O un more of the same rischia di indispettire il pubblico e rovinare la reputazione di una pietra miliare?

LINK SUL PALCO!

Altro showcase, ma siamo sempre all’E3 2003. È Nintendo questa volta a catalizzare su di sé l’attenzione, perché in quell’edizione il buon Reggie Fils-Aime, capo della divisione americana della Grande N, se ne esce fuori con un trailer dalla grafica mozzafiato e che sembra qualcosa di completamente mai visto. Il pubblico inizia a farsi domande, a bisbigliare, fino a che, in una scena, a cavallo, non viene mostrato il protagonista che corre verso il tramonto: Link.

I nuovi giochi della serie The Legend of Zelda vengono sempre accolti in maniera esagerata dal pubblico, che ama alla follia questa serie con ormai più di 30 anni sulle spalle. Questo Twilight Princess, però, che venne presentato nel 2003 per GameCube, aveva il sapore di qualcosa di nuovo, di diverso, di rivoluzionario. Lo stesso peso che Breath of the Wild su Switch ha avuto pochi anni fa, ma in un momento storico nettamente differente. E come se non bastasse il magnifico trailer di The Legend of Zelda: Twilight Princess, ecco che poco dopo compare sul palco della conferenza Nintendo anche Shigeru Miyamoto vestito da Link. Poesia in movimento.

UNO SPOT DA RICORDARE

Anni di E3 ci hanno insegnato una cosa, una di quelle verità inoppugnabili: Nintendo non sa fare le conferenze. Sa fare videogiochi, e benissimo. Ma non sa fare le conferenze. Abbiamo ancora in mente lo showcase dell’E3 2018 con qualcosa come 45 minuti di conferenza dedicati a Super Smash Bros. Ultimate che, per carità, è uno splendido picchiaduro, ma anche basta.

I promo, al contrario, sono sempre stati un successo per Nintendo, come per molti colossi giapponesi nel campo dell’intrattenimento che hanno una cultura molto diversa dalla nostra. Lo spot che all’E3 2010 accompagnò la (noiosa) conferenza della Grande N per la presentazione di Nintendo 3DS fu un’ulteriore prova di ciò e un divertente momento dello showcase, che coinvolse direttamente Reggie Fils-Aime, Shigeru Miyamoto e anche il compianto Satoru Iwata che amava farsi coinvolgere in queste iniziative. Iwata e Miyamoto, a turno, venivano trascinati da Mario e dai cuccioli di Nintendogs all’interno della nuovissima console, e Fils-Aime, che li guardava divertito mentre fuggivano da Bowser, si ritrova ad essere attaccato proprio dal nemico mortale dell’idraulico italiano, a rimarcare come il 3D di 3DS fosse un’esperienza che immergeva notevolmente il giocatore.

GABE??

Nel 2007 Gabe Newell, il boss di Valve, si era espresso così in merito a PlayStation 3, da poco immessa sul mercato da Sony:

La Playstation 3 è un disastro totale su diversi livelli, penso che sia chiaro che Sony ha perso di vista cosa vogliono i consumatori e gli sviluppatori. Direi, anche oggi, che dovrebbero cancellarla e rifarla. (fonte: Everyeye.it)

Parole molto dure ma che il pubblico, almeno in parte, sembrava condividere. PS3 era difficile da programmare, difficile da capire per gli sviluppatori e difficile da rilanciare, visto anche un prezzo iniziale che faceva uscire gli occhi dalle orbite.

È anche per questo che quando, all’E3 2010, Gabe Newell si presenta sul palco della conferenza Sony, tutto il pubblico rimase quasi basito ma straordinariamente sorpreso, tanto da intonare cori per il buon vecchio Gabe che ormai aveva cambiato idea sulla console Sony. Che non era lì solamente di passaggio, no. Il boss di Valve si presentò in quello showcase per mostrare l’ultimo gioco al quale Valve stava lavorando, e che sarebbe uscito di lì a poco. Un titolo che ha fatto storia, sequel di un altro gioco che ha fatto storia, e parte di una serie della quale i giocatori di tutto il mondo chiedono a gran voce un terzo capitolo. No, non parliamo di Half Life, ma dell’altra serie di punta di Valve, Portal, quell’anno protagonista del grande momento dell’E3 2010. Sorpresa per tutti, e a dir poco gradita.

COME SI CONDIVIDONO I GIOCHI USATI?

E3 2013. L’expo di Los Angeles accoglie i due pesi massimi Sony e Microsoft che sono chiamati a mostrare e a parlare delle console di next-gen, PlayStation 4 e Xbox One. La palla è inizialmente in mano agli uomini di Bill Gates, che hanno la conferenza diverse ore prima rispetto a Sony, e… Beh, probabilmente ve lo ricordate: fu una debacle. Xbox One sembrava essere quella console che prometteva grandi cose ma che sembrava fare di tutto per andare contro il consumatore medio. Prezzo esagerato (500$ anche a causa del Kinect obbligatorio nel bundle), necessità di connettersi una volta almeno ogni 24 ore, necessità di essere connessi per giocare anche da soli, e, soprattutto, addio ai giochi usati.

Dopo l’E3 Microsoft corse ai ripari cambiando radicalmente le sue politiche ma senza avere l’effetto sperato (la fiera americana è una vetrina davvero gigantesca, e se sbagli quella…). Sony, invece, fiutando la difficoltà in casa Microsoft, annunciò la sua PlayStation 4 in tutta tranquillità, con il pubblico visibilmente contento per il prezzo di lancio (400$) e per il simpatico siparietto dedicato proprio ai giochi usati, con un video registrato probabilmente poche ore prima e messo in scaletta per dare il colpo di grazia alla concorrenza. Nel breve video, che vedete anche qui sotto, Shuhei Yoshida e Adam Boyes spiegano come utilizzare un gioco usato su PS4. Il risultato fu una platea molto divertita e una probabile insufficienza cardiaca per il colosso di Redmond che infatti, di lì a poco, rivoluzionerà Xbox One.

GIOCHI VECCHI? LI POTETE USARE DI NUOVO…

La “vendetta” di Microsoft per lo sgarro di PlayStation 4 sui giochi usati arriverà qualche anno dopo, durante lo showcase dell’E3 2015 presentato da Phil Spencer, ormai da anni uomo simbolo del marchio Xbox. Cosa poteva fare il colosso di Redmond per contrastare quello che sembrava all’epoca il successo inarrestabile di PS4? Una funzionalità che la concorrenza non aveva, ovviamente, anche perché la politica di Microsoft sulle esclusive in questa generazione non è stata certamente generosa per i fan. E dunque ecco la retrocompatibilità, che avrebbe permesso ai giocatori Xbox One di riutilizzare i vecchi giochi di Xbox 360 senza sborsare un solo euro.

Il programma retrocompatibilità di Xbox One, nel corso degli anni, si è notevolmente ampliato, e oggi il catalogo di giochi comprende perle come Star Wars: Battlefront II, Call of Duty: Black Ops II, Bioshock: Infinite e molti altri, senza dimenticare che poi, alcuni anni dopo, Microsoft ha ampliato la retrocompatibilità anche ai giochi della prima Xbox. Un annuncio, quello dell’E3 2015, che non solo era molto importante per Spencer in cerca di consensi, ma che lasciò davvero in visibilio la folla americana come potete vedere qui.

R E M A K E

Restiamo sempre nel 2015, perché lo showcase Sony si infiammò con un annuncio clamoroso. E non parliamo di Shenmue III, altro grandissimo momento di quella conferenza ma che, obiettivamente, ha interessato una fetta molto più piccola di pubblico.

Parliamo di un titolo le cui lodi vengono tessute ormai da più di 20 anni, un gioco capace di superare la prova del tempo e di restare impresso nell’Olimpo dei videogiochi, tanto che i fan, ormai da molti anni, ne chiedevano a gran voce un remake da cima a fondo. E quella parola, quella dannatissima e attesissima parola “Remake” apparve alla fine di un grandioso teaser trailer che lasciava intravedere l’inconfondibile Cloud Strife camminare per le vie della città. Final Fantasy VII Remake, ancora oggi senza una data di uscita, era in sviluppo, diretto da Tetsuya Nomura. Ragazzi che urlavano, persone che si strappavano i capelli, uomini e donne che piangevano dalla gioia. Un annuncio che definire bomba è dire poco.

FALLOUT, DOOM, DISHONORED… DI TUTTO!

Eh sì, l’E3 2015 è stata forse l’edizione più ricca e meglio riuscita della storia della fiera americana, e quell’anno Bethesda, che per la prima volta decise di tenere uno showcase, debuttò con il botto.

A guardarla oggi, la conferenza Bethesda dell’E3 2015 è ancora la migliore che l’azienda di Rockville, nel Mariland, abbia mai realizzato, anche perché si trattò di un insieme di momenti che i fan e giocatori in generale di tutto il mondo attendevano da molto tempo. Nel 2015 fu la volta di Dishonored 2 di Arkane Studios: il primo capitolo aveva riscosso un grande successo, e questo secondo titolo sembrava essere tutto quello che il pubblico voleva. Fu poi la volta di DOOM, o meglio ancora del grande ritorno di DOOM. Un remake di tutto punto, una grafica spaccamascella, demoni marziani da uccidere in tutte le salse e in tutti i modi, e il ritorno di un vero FPS arena come quelli di una volta. E poi ci fu il momento che chiunque, nel mondo, stava aspettando da anni. Todd Howard sale sul palco, tranquillo e pacato come sempre, e sgancia il nome che tutti volevano sentire: Fallout. Fallout 4 era vero, era lì, e Bethesda l’avrebbe mostrato in azione per più di mezz’ora. Conferenza ricca di contenuti e scorrevole, e soprattutto grande momento per tutti gli amanti della serie post-apocalittica di Bethesda. Bravi tutti.

IL RITORNO DI KRATOS

L’E3 2016 fu molto bello per tutti i concorrenti in gara, ma lo showcase di Sony è stato qualcosa di clamoroso. Ricordo come, all’epoca, molti dibatterono tra chi avesse fatto la miglior conferenza tra i due principali competitor, Microsoft e Sony. Per quanto mi riguarda, non ci sono dubbi. Il colosso giapponese rilanciò al ricco showcase Microsoft con una serie di annunci bomba uno dietro l’altro, con tanti trailer, tante promesse e poche parole. Marvel’s Spider-Man di Insomniac Games, il ritorno di Crash Bandicoot, Days Gone di Sony Bend, persino la mistica apparizione di Hideo Kojima che annunciò il suo ancora indecifrabile Death Stranding.

E poi c’era lui, lo spartano dalla furia indomabile, l’uomo che aveva sterminato un’intera schiera di figure mitologiche e non in Grecia, che aprì con un boato fragoroso l’intro showcase. Al termine dell’esecuzione del brano che si rivelerà poi essere parte della colonna sonora del gioco, Cory Barlog e i suoi ragazzi di Santa Monica ci mostrano un bambino che gioca con alcune statuette di legno, per poi entrare in una capanna dopo aver udito la profonda voce di un adulto. È ora di andare a caccia, è ora, per Atreus, di dimostrare di che pasta è fatto. E dalla penombra, mentre tutto il pubblico attende silenziosamente, si fa avanti una figura che, seppur invecchiata, è impossibile da non riconoscere: Kratos, con tanto di cicatrice, pittura rossa facciale e barba incolta. Pazzesco. God of War era lì.

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