Megaupload e Megavideo chiusi

Di Andrea White Mezzelani
20 Gennaio 2012

Soltanto pochi giorni fa anche qui su Uagna avevamo celebrato il successo di Megaupload (leggi di più)

Cosa sta succedendo nella rete?

Nella giornata di ieri avevamo comunicato ai nostri fan nella nostra pagina ufficiale Facebook della chiusura di megaupload e megavideo. I colossi del file sharing (per download e streaming rispettivamente) sono stati chiusi dall’agenzia federale americana o FBI. L’accusa, mossa dalla procura federale della Virginia verso il colosso della condivisione libera su internet è di violazione delle leggi sulla copyright. Secondo l’indagine il danno per violazione della legge sul copyright e sulla pirateria ammonta ad una cifra prossima ai 500 milioni di dollari; soldi che, per l’appunto, attraverso la condivisione libera non sono entrati nelle tasche delle aziende che ne avrebbero avuto diritto. Ma non è tutto; secondo l’accusa infatti i proprietari dei siti sarebbero anche responsabili di riciclaggio di denaro sporco (proveniente da attività illecite come racketing etc) per circa 180 milioni di dollari. L’accusa è pesante: se ritenuta fondata, porterebbe sicuramente all’arresto per molti decenni i proprietari di Megavideo/Megaupload (oltre che ad una notevole sanzione pecuniaria).

Ma chi è il proprietario e quindi l’imputato?

Kim Dotcom, conosciuto anche con altri alias come “Kim Schmitz” e “Kim Tim Vestor”, nato il 21 gennaio del 1974 e quindi prossimo ai 40 anni è un imprenditore tedesco di successo con residenza in Nuova Zelanda e a Hong Kong la cui carriera è tutt’altro che limpida.
Prima di diventare un imprenditore era un hacker, un pirata della rete, indagato e denunciato con diverse accuse; principalmente furto di dati bancari e appropriazione indebita, tali accuse lo avevano condotto a 2 anni di carcere per frode informatica e ricettazione. La sua carriera da imprenditore inizia con la nascita della società DataProtect nel 1994. Società che riscosse notevole successo anche per il contributo fornito all’accesso tramite dispositivi mobili alla banda larga. Pochi anni dopo Dotcom vende l’80% delle azioni di DataProtect che dopo un anno fallisce. Poi iniziano le vere accuse di insider trading e appropriazione indebita; Kim Dotcom infatti ha da sempre sfruttato i mercati in maniera poco legale, un esempio lampante fu l’acquisto di 375.000 dollari di azioni di LetsbuyIt.com  (in procinto di fallire) da cui ha ricavato 1,5 milioni di dollari grazie a un pompaggio sul valore delle azioni (prima della rimessa in vendita) basato su sue dichiarazioni fasulle.
Oggi la storia sembra ripetersi, il vecchio hacker che cerca una soluzione non proprio legale per guadagnare. Ma le indagini non hanno portato all’arresto esclusivo di Dotcom. Oltre a lui infatti, sono stati arrestati altri collaboratori facenti parte della Megaupload SPA e alcuni della Vestor Spa, la società che controllava la Megaupload SPA (entrambe le società ora sono sotto inchiesta). In particolare sono finiti in manette Finn Batato, Mathias Ortmann, Julius Bencko, Sven Echternach, Andrus Nomm, Bram van der Kolk mentre sono attualmente ricercati altri 3 collaboratori: Nomm, Bencko e Echternach.
L’indagine è ancora in corso, ma l’accusa è chiara, Megaupload (e Megavideo) il 13 sito più visitato al mondo che conta 50 milioni di visitatori unici giornalieri, un traffico pari al 5% di tutto il traffico mondiale del web, più di 150 milioni di utenti iscritti e attivi ha violato diritti di canzoni, video musicali, film, programmi tv, libri elettronici e software con ingenti danni alle rispettive aziende detentrici della copyright. Oltre alla semplice accusa di violazione di copyright c’è anche una sorta di accusa aggiuntiva di “istigazione a delinquere”, venivano infatti “premiati” tutti quegli utenti registrati che riuscivano a portare numerosi nuovi visitatori (anche grazie alla nascita di siti che facevano da specchio riconducendo i visitatori a Megaupload per scaricare determinati files) e a caricare molteplici contenuti “ad alto tasso di interesse” sul sito. Nonostante le proteste di numerosi utenti che invece utilizzavano con propri files la piattaforma di file sharing (in via completamente legale) la determinazione dei giudici è evidente; secondo quest’ultimi, l’attività illecita è anche stata intenzionalmente nascosta dai creatori di Megaupload, a dimostrazione del fatto che non è possibile effettuare una ricerca interna al sito che porterebbe alla luce i file illeciti eventualmente caricati sul sito.

Cosa cambierà realmente per gli utenti del web?

Pochi alla notizia della chiusura di Megavideo/Megaupload si sono realmente preoccupati, dopotutto anche se Megaupload è il più conosciuto esistono numerosi altri siti che permettono il download/streaming di contenuti (filedude, fileserve, filesonic etc). In realtà la chiusura di Megaupload potrebbe essere l’inizio di una “caccia alle streghe” nei confronti di tutti i siti simili; potrebbe portare a un inasprimento delle sanzioni e ad una più severa definizione delle leggi, che fino ad oggi erano piuttosto vaghe sul tema. La cosa non può che essere percepita come una limitazione della libertà in internet (fino ad oggi libero), dopotutto per quanto l’esistenza di Megaupload/Megavideo comporti la violazione di alcune leggi, l’utente medio, navigatore in internet, ne traeva vantaggio e poteva permettersi, ad esempio, di guardare film in streaming dopo 1-2 giorni dall’uscita al cinema in maniera del tutto gratuita.

E voi? cosa ne pensate?



Drogato di cinema e cresciuto a "pane e videogames". Nel cinema cerco qualità che troppo spesso ultimamente lascia posto ad una commercializzazione sfrenata. I videogiochi sono il futuro dell'intrattenimento; sarebbe stupido pensare altrimenti e speriamo che in Italia questa consapevolezza si espanda. La musica da sempre mi appassiona, ascolto di tutto e lego particolari momenti a delle canzoni che diventano, così, vere e proprie colonne sonore della mia vita. Adoro informarmi, conoscere e sperimentare.