Anteprima Mirror’s Edge Catalyst

Di Diego "Lanzia" Savoia
24 aprile 2016

Faith è tornata dopo quasi 8 anni, e le cose sono un po’ cambiate, decisamente in meglio. È questo il messaggio che DICE vuole trasmettere tramite Mirror’s Edge Catalyst, reboot in arrivo il 9 Giugno 2016 su PC, PlayStation 4 e Xbox One, che abbiamo avuto l’occasione di provare nella closed beta disponibile dal 22 al 26 Aprile.

Nota: La versione provata è per PlayStation 4.

Di nuovo sui tetti, ma perché?

Ciò che immediatamente salta all’occhio all’avvio del gioco è la storia della protagonista: gli sviluppatori hanno voluto rivedere tutta la vicenda di Faith narrata nel titolo del 2008, così da adattare perfettamente la narrazione alla rinnovata città di Glass. La morte dei genitori da parte del regime totalitario del Conglomerato ha portato la ragazza a nutrire una forte insofferenza verso le forze al potere, le quali esercitano un potere spietato e violento mirato alla piena obbedienza.

Proprio quest’astio, originatosi in età prematura, conduce Faith a legarsi ai “runners”, come vengono chiamati i corrieri di informazioni che si muovono agilmente sui tetti degli edifici della città di specchi. Il loro scopo è quello di risvegliare la società sottomessa al regime, trasportando informazioni preziose lontani dagli occhi delle forze del governo. In questo modo DICE ci catapulta nel mondo di Mirror’s Edge Catalyst, in una città osservata da un altro punto di vista, quello dei tetti.

Mirror's Edge Catalyst Faith Uagna.it

Dinamicità e focus in una vera città

L’evoluzione del gioco rispetto al capitolo precedente non risiede però solamente in una trama ricca di novità: nella missione-tutorial iniziale, infatti, scopriamo la vera essenza di Catalyst. La dinamicità, fondamentale in Mirror’s Edge, ha ricevuto una grande spinta in questo reboot, portando il giocatore a non doversi distrarre mai dall’obiettivo: ma non è tutto, visto che i tetti sui quali ci muoviamo non sono affatto sgombri da ostacoli, e perciò dovremo tenere alta l’attenzione anche solo per spostarci da una zona all’altra della mappa.

Mappa che può essere davvero definita come relativa ad una città: le zone esplorabili sono moltissime e differenziate da una diversa scala di colori. In questo modo non solo il giocatore può orientarsi facilmente all’interno di Glass, ma ha a disposizione aree immense da esplorare, considerando anche alcune parti interne degli edifici. Diventa quindi indispensabile l’uso di una cartina per spostarsi da una parte all’altra della città, fissando il punto di arrivo e seguendo le classiche scie rosse, indicatrici di direzione. C’è da segnalare che, oltre alle aree visibili (ossia i tetti degli edifici), saranno esplorabili anche i sotterranei, purtroppo non disponibili nella closed beta.

Tornando a parlare della nostra protagonista, non possiamo fare a meno di notare l’enorme passo in avanti compiuto dagli sviluppatori di DICE in termini di scontri corpo a corpo: non solo è aumentata la fluidità e la qualità delle animazioni delle varie mosse di attacco, ma è stato modificato il sistema stesso di combattimento. Infatti, correndo o comunque oltrepassando gli ostacoli, verrà caricata la barra del “focus”: questa ci servirà assolutamente negli scontri diretti con le forze del Conglomerato, permettendoci di accelerare i nostri movimenti, evitando quindi i proiettili e consentendoci di scomparire davanti ad un nemico, apparendogli alle spalle subito dopo. In generale notiamo una maggiore rapidità nei combattimenti, che possono essere portati a termine sia con l’uccisione dei nemici, ma anche solo con lo stordimento, grazie ad una Faith-proiettile che, anche senza armi, è capace di fiondarsi sugli obiettivi lanciandosi, per esempio, dalle numerose zip-line presenti.

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Appassionato di tutto ciò che riguarda la tecnologia, il suo interesse spazia in particolare nel mondo dei videogiochi e dell'informatica. Ama ogni genere videoludico, ma predilige i giochi d'azione e le avventure grafiche.