Recensione Quantum Break – Corsa contro il tempo

uagna quantum break
Di Andrea "Geo" Peroni
1 aprile 2016

Il Tempo. Sin dall’antichità, l’uomo ha sempre immaginato di poter costruire macchinari o utilizzare particolari poteri per compiere il più incredibile del viaggi, quello attraverso la storia. Da Philadelphia Experiment a Ritorno al Futuro, da The Butterfly Effect al recente X-Men: Giorni di un futuro passato, dalla Trilogia della Guerra degli Antichi alla Macchina del Tempo di H. G. Wells. I romanzi e le opere cinematografiche nel corso degli anni hanno spesso attinto all’espediente narrativo del viaggio nel tempo per cercare di raccontare quello che l’uomo non potrà (forse) mai compiere. I videogiochi, negli anni, non sono stati da meno: dal tentativo di Kratos in God of War II per ribaltare le sorti della guerra tra Titani e Dei, alla disperata corsa contro il tempo di Link in The Legends of Zelda: Ocarina of Time. La stessa corsa contro il tempo che Jack Joyce, protagonista di Quantum Break, dovrà compiere in questa nuova ed esaltante esclusiva di casa Microsoft, sviluppata da Remedy Entertainment e che sarà disponibile dal 5 aprile su Xbox One e PC Windows 10. Un gioco che, già ve lo anticipiamo, è stato molto difficile da inquadrare in maniera generale, per grossi pregi e grandi difetti che possiede. Le considerazioni finali sono rimandate alla conclusione della nostra analisi, per cui andiamo subito a vedere cosa sono stati capaci di tirare fuori dal cappello i ragazzi che crearono Alan Wake.

Versione provata: Xbox One

IL TEMPO STA FINENDO

Jack Joyce ferma il tempoSebbene il viaggio nel tempo sia (per il momento) solo un concetto teorico, nonostante alcuni ricercatori abbiano effettivamente sperimentato spostamenti temporali a livello sub-atomico, l’uomo si è sempre interrogato riguardo l’annosa questione dei paradossi. Un paradosso, in poche parole, è una contraddizione. In particolare, un paradosso temporale è una contraddizione nel tempo, qualcosa insomma che non avrebbe dovuto esistere ma che invece esiste e si trova lì in quel momento. Tante sono le teorie riguardanti i viaggi nel tempo e la risoluzione di tali paradossi. C’è il paradosso del nonno, ad esempio: vi ritrovate a viaggiare nel tempo e incontrare vostro nonno. Lui ovviamente non sa chi siete voi, ma durante una conversazione con lui lo incuriosite, lo fate deviare dal naturale scorrere del tempo, e lui finisce per cambiare la sua storia, magari finisce col non incontrare quella che sarebbe diventata vostra nonna: l’incontro non avviene, non nasce la vostra famiglia, e quindi neppure voi. Solo che a quel punto il vostro viaggio nel tempo non è esistito, e dunque non avete potuto cambiare la storia, e il tutto si riduce ad un cerchio infinito causato da un paradosso. Ma insieme a tutte le varianti di paradosso, ci sono anche diverse risoluzioni che i fisici hanno elaborato negli anni. La più curiosa di queste è sicuramente la cosiddetta Censura cosmica, o Congettura di protezione cronologica, stipulata da Hawking e Penrose, i quali affermano che il tempo è una linea immutabile e che niente può realmente farlo deviare dal suo percorso. Riprendiamo il paradosso del nonno. Secondo la congettura di Hawking e Penrose, la conversazione tra voi e vostro nonno si interromperà ad un punto tale che la storia così come la conoscete non verrà cambiata, perché in realtà tutto è già avvenuto: vostro nonno sapeva di avervi incontrato, sapeva che eravate il nipote venuto dal futuro, ma il tempo ha fatto in modo che la storia venisse preservata. Perché tutta questa pappardella, vi chiederete. Molto semplice dare una risposta: Quantum Break si presenta proprio così, come una lunga serie di viaggi nel tempo che a causa dell’immutabilità del tempo non portano ad alcuna modifica della linea della storia, ed è per questo che ad un certo punto della storia penserete che tutto quello che avete fatto si rivelerà inutile. Ma questo è solo l’inizio di questa splendida storia.

Quantum Break ci regala una delle migliori trame videoludiche degli ultimi anni

Jack Joyce, interpretato da Shawn Ashmore (X-Men, Frozen), viene chiamato dal suo vecchio amico Paul Serene (Aidan Gillen), capo di un rivoluzionario progetto all’università di Riverport chiamato Project Promenade. Lo scopo? Viaggiare nel tempo, tutto questo grazie ai chronon, particelle che permettono al macchinario costruito da Serene e dal fratello di Jack, William, di portare qualcuno nel passato o nel futuro. Qualcosa però non va per il verso giusto: Paul, intenzionato a fare il grande passo e a sperimentare su sé stesso la macchina per verificarne il funzionamento, viene catapultato chissà quando, proprio mentre Will irrompe nel laboratorio cercando di fermare l’avvio della macchina. Ormai, però, il danno è fatto. La macchina agisce in maniera imprevedibile, e il tempo si squarcia letteralmente, finendo col creare stasi temporali in tutta Riverport e scombussolando il continuum spazio-temporale del mondo. Il danno della macchina non avrà ripercussioni solamente sulla città, ma anche su Jack, rimasto coinvolto nell’incidente ed entrato a diretto contatto col chronon, sviluppando poteri senza precedenti: la capacità di manipolare, rallentare e riavvolgere il tempo. È qui che inizia la disperata corsa contro il tempo dello stesso Jack, che dopo il tradimento di una persona a lui molto vicina dovrà ripercorrere ciò che è stato fatto dal fratello negli ultimi 11 anni e dovrà assolutamente trovare un modo per impedire che la frattura temporale si squarci irrimediabilmente e che la misteriosa Monarch Solutions, centro di ricerca (e a quanto pare militare) della città, possa completare il suo piano. L’intera trama sarà costellata di ricchi colpi di scena, di ritrovamenti inaspettati, di ulteriori viaggi nel tempo, di forti personaggi che in alcuni casi dovremo salutare, forse per sempre. E quello di cui vi abbiamo parlato in questa sezione copre in tutto 5 minuti della trama, quindi come potrete capire la carne al fuoco è davvero tantissima, e non possiamo dirvi altro per evitare fastidiosi spoiler ma soprattutto per evitare di rovinarvi un’esperienza narrativa davvero ottima. Quantum Break ci regala una delle migliori trame videoludiche degli ultimi anni, impregnata non solo di una narrativa davvero importante ma anche di una storia che si evolverà a seconda delle nostre scelte.

È TUTTO SCRITTO. QUASI.

Jack Joyce utilizza l'esplosione temporale contro i nemiciIl tempo è immutabile, certo, ma la storia che potremo vivere in Quantum Break potrà divergere di volta in volta dal percorso preferenziale. In punti chiave della trama, infatti, Remedy ci metterà nei panni nientemeno che del villain principale del gioco, il leader della Monarch Solutions, il quale preso dalla sua morbosa voglia di sistemare a proprio piacimento la frattura temporale si sta facendo più nemici che altro. Proprio nei suoi panni, saremo noi a scegliere quale piega prenderà la storia, quale sarà la vicenda che vivremo nel futuro più prossimo della nostra esperienza. Notiamo in questo caso una somiglianza di intenti con quanto accade, se vogliamo fare un esempio attuale, alle serie di Telltale Games. Un percorso narrativo con un inizio ben preciso e una fine ben precisa, ma che al loro interno possono nascondere scelte a discrezione del giocatore che portano all’accadimento di un fatto, piuttosto che di un altro. Ottima scelta quella dei ragazzi di Remedy, che non solo permettono al giocatore di quasi scrivere la propria storia, ma che contribuiscono a rendere estremamente rigiocabile il titolo dei papà di Alan Wake (che vi ricordiamo è in regalo se preordinerete Quantum Break, e rigiocabile su Xbox One tramite retrocompatibilità) che soffre dal punto di vista della lunghezza della singola run. Terminare una singola storia, infatti, non vi porterà via molto più di 7 ore di gioco, o al massimo 8, che si rivelano comunque particolarmente intense e con un giusto dosaggio di fasi action e più lente fasi platform esplorative, con le prime che sono però più numerose. Prima di proseguire nella nostra disamina su Quantum Break, occorre fare anche un’ulteriore precisazione: le 7/8 ore di gioco (circa) che avremo a disposizione avranno anche diverse cutscene, come era lecito aspettarsi, ma saranno intervallate anche dalla serie TV. Ebbene, sì: se non lo sapete, Microsoft ha anche creato una serie TV parallela a Quantum Break.

Saremo noi a scegliere quale piega prenderà la storia, quale sarà la vicenda che vivremo nel futuro più prossimo della nostra esperienza

La serie televisiva, composta da 4 episodi e visualizzabile sia in streaming sia scaricando il mega pacchetto da 76 GB direttamente dal menù del gioco, è realizzata con gli stessi attori che hanno prestato i loro volti al gioco. Shawn Ashmore sarà più un personaggio ricorrente che il vero protagonista delle vicende, ruolo infatti assegnati a diversi comprimari della storia quali Martin Hatch (interpretato da Lance Reddick), Liam Burke (Patrick Heusinger), Charlie Wincott (Mashall Allman), Fiona Miller (Mimi Michaels) e molti altri ancora. Si è trattato di qualcosa di completamente inedito per un videogioco, ma non possiamo fare altro che fare le nostre congratulazioni a Microsoft e Remedy, perché l’esperimento è veramente riuscito. I 4 episodi, infatti, oltre ad intervallare le concitate fasi action del gioco, permettono di esplorare molto di più della storia che vivrete giocando, ed esplora soprattutto personaggi e situazioni che per esigenze narrative non troverebbero il giusto spazio all’interno del gioco. Vi avvisiamo però che ognuno dei 4 episodi dura circa 25 minuti, dunque se non volete perdere tempo e siete ansiosi di ricominciare a giocare dovrete saltare il filmato. Il consiglio è però quello di godersi pienamente questo gioco, il che implica visionare anche gli episodi, perché sì ragazzi: anche le nostre scelte, che faremo nei punti di svolta della narrazione, avranno ripercussioni sulla serie TV. Davvero geniale. Così come incredibile è tutto quell’insieme di email, di collezionabili e di riferimenti che potrete cogliere nel corso della vostra avventura. Remedy ha fatto un intenso lavoro sulla sceneggiatura, puntando fortissimamente su quest’ultima.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.