[Recensione] South Park: Scontri di-Retti – Petoman alla riscossa

Di Andrea "Geo" Peroni
25 ottobre 2017

Quando nel 2014 Ubisoft lanciò in tutto il mondo South Park: Il Bastone della Verità, tutti rimanemmo decisamente spiazzati. Il popolare cartone animato di Trey Parker e Matt Stone, conosciuto soprattutto per la sua irriverenza e la facilità con la quale tratta temi scomodi in maniera ilarmente volgare, era divenuto un videogioco grazie al lavoro di Obsidian Entertainment in collaborazione con South Park Digital Studios. Un videogioco di ruolo, per la precisione, che alle classiche meccaniche del genere riusciva a fondere lo spirito dissacrante del cartone animato e dei suoi giovani protagonisti, senza alcun pelo sulla lingua.

Il risultato, non scontato, fu davvero eccellente, ed ecco dunque che all’E3 2015 Ubisoft ci riprova annunciando South Park: Scontri di-Retti (all’anagrafe The Fractured But Whole), sequel diretto de Il Bastone della Verità e che ha subito più di un ritardo. Il gioco sarebbe dovuto approdare sui nostri sistemi intorno alla fine del 2016, salvo poi essere rimandato all’inizio dell’anno corrente e spostato ulteriormente a ottobre dopo essere scomparso dai radar per alcuni mesi. Ma bando alle ciance, non siamo qui per commentare la travagliata storia del nuovo South Park quanto invece per raccontare cosa gli Obsidian sono riusciti a tirare fuori dal cilindro dopo la magia del primo capitolo. Questo, ed altro ancora, nella nostra recensione.

Versione provata: PlayStation 4.

C’È UN NUOVO SUPEREROE IN CITTÀ

La trama del gioco ruota intorno agli avvenimenti dell’episodio Franchise Prequel, il quarto della ventunesima stagione di South Park. In effetti, spulciando tra i vari riassunti che sono riuscito a trovare in rete, Franchise Prequel presenta molti punti di contatto con Scontri di-Retti, creando un profondo collegamento della serie con il videogioco che però mantiene la sua perfetta identità. Merito questo di una scrittura e di una sceneggiatura davvero eccellenti, di una classica comicità dissacrante alla South Park e delle altrettanto classiche, pazze intuizioni che strapperanno sorrisi anche ai più refrattari alla serie.

Gli avvenimenti di Scontri di-Retti iniziano poco dopo la conclusione de Il Bastone della Verità. Il protagonista, che possiamo creare a nostra immagine e somiglianza (o quasi), si ritrova impegnato in una nuova, pericolosa missione: il Procione, alias Cartman, crede che dietro alla scomparsa di molti gatti a South Park ci sia un grande complotto, che coinvolge anche i più impensabili cittadini. La scomparsa del felino si rivelerà infatti l’inizio di qualcosa di molto più grande: il franchise ipotizzato da Cartman, una serie TV di South Park su Netflix, dovrà essere messo in stand-by per salvare la città e dare un grande lustro alla gang del Procione e dei suoi amici supereroi, nient’altro che i compagni di giochi del bambino dietro alle loro identità segrete. In tutto questo si infilerà il nostro supereroe personale, il Novellino, i cui segreti del mestiere, come la causa scatenante i suoi superpoteri, verranno ilarmente creati dallo stesso Cartman. In maniera clamorosamente volgare, naturalmente.

Le intuizioni, la comicità, i colpi di scena, tutto della sceneggiatura di South Park: Scontri di-Retti fa sia sbellicare dalle risate sia emozionare il giocatore per i colpi di scena a più riprese, riuscendo anche a limitare uno dei problemi più gravi del gioco, una estrema ripetività di cui discuteremo anche in seguito. La possibilità poi di poter creare il proprio personaggio e personalizzarne sostanzialmente qualsiasi caratteristica, riuscendo ad amalgamarlo alla perfezione allo stile e alla storia del gioco, è geniale. Alcune chicche, come la possibilità di scegliere presso lo psicologo della scuola il proprio sesso, fanno anche riflettere sui temi più scottanti del momento, che come sempre vengono trattati con lo stile di Parker e Stone che negli ultimi 20 anni ha conquistato il pubblico televisivo. Il cinismo e il politicamente scorretto sono sempre dietro l’angolo, anche in questa nuova incarnazione del brand, a partire dalle prime battute di gioco quando viene chiesto a quale difficoltà vogliamo giocare. Più aumentiamo il grado di difficoltà, più il colore della nostra pelle si farà più scuro. Chiaro riferimento, naturalmente, alle polemiche sempre più crescenti in America della violenza contro le persone di colore, aspetto del giooco che è stato (come ci aspettavamo) criticato con largo anticipo ma che, ancora una volta, rappresenta la natura di South Park. Crudo, talvolta immorale ma dannatamente reale.

FENOMENALI POTERI COSMICI IN UN MINUSCOLO SPAZIO (POCO) VITALE

L’evoluzione della storia, o per meglio dire di quella sottotrama che caratterizzerà la storia principale del gioco,  sarà influenzata proprio dalle nostre scelte come nel caso del colore della pelle. La possibilità di scegliere, nelle prime 5/6 ore di gioco, le proprie caratteristiche avrà delle ripercussioni sui nemici. Scioccando il buon psicologo scolastico, ad esempio, confidandogli di sentirci come appartenenti  ad un sesso differente dal nostro, scateneremo anche i classici bifolchi di paese, protestanti contro tutti i vari transgender (anche contro i cisgender, ma questa è un’altra storia) e compagnia che secondo loro sono contro natura e contro Dio. A tal proposito, non posso fare a meno di citare un altro dei controversi temi del gioco: la pedofilia da parte di preti cristiani, cosa che, come tutto ciò che avviene all’interno di Scontri di-Retti, viene affrontato con leggerezza e allo stesso tempo spensieratezza, ricorrendo talvolta a linguaggi e termini che non rivolgerei neppure al mio peggior nemico.

Dal precedente capitolo del brand (complice la Gold Edition ci siamo fatti un bel ripasso de Il Bastone della Verità), il gioco recupera alcune meccaniche ma decide di portare una ventata d’aria fresca (solo quella, speriamo) nel gameplay e nel combat system. Scontri di-Retti mantiene il suo status di videogioco di ruolo, nel quale dovremo quindi curare ogni aspetto che contraddistingue il nostro protagonista Petoman. Oltre ad una quantità spropositata di costumi e di conseguenti combinazioni che potremo eseguire tra gli indumenti, il supereroe ha dalla sua anche la possibilità di acquisire e trovare manufatti ben precisi per aumentare il proprio livello di potenza, dal quale dipenderà l’efficacia degli attacchi contro i nemici. Va specificato che tali manufatti, così come il livello di esperienza, rappresentano una versione molto semplificata rispetto ai GDR puri. Non ci troviamo di fronte ad un rivale, in quanto a profondità, di giochi come The Witcher 3 o TES V: Skyrim, ma le caratteristiche di South Park: Scontri di-Retti lo rendono sia un buon esponente del genere sia un prodotto estremamente accessibile, sicuramente più dei già citati titoloni degli ultimi anni. Ne è un esempio  anche il crafting dei componenti per la produzione di oggetti  unici e consumabili, che è reso come una semplice indagine di punti specifici delle abitazioni e delle strade come bidoni dell’immondizia, comodini e frigoriferi.

Petoman, o il Novellino come spesso viene chiamato, come potrete già aver intuito dal nome possiede una capacità fuori dal normale. Ma andiamo con ordine. Il combattimento in Scontri di-Retti è gestito come una sorta di RPG a turni con elementi strategici: in gioco apparirà una griglia di dimensioni variabili in relazione al contesto della battaglia e divisa in quadranti. In ogni quadrante solo uno degli appartenenti del nostro team,  la cui composizione potrà essere scelta all’inizio di alcune battaglie o sarà fissata nel caso ad esempio di main quest da portare a termine, potrà sostare e portare a compimento la propria mossa, un attacco speciale tra i tre disponibili (anche in questo caso personalizzabili, nel caso di Petoman) che colpirà un’altra determinata area della griglia. Un sistema semplice da padroneggiare e molto congeniale: al combattimento, infatti, viene unita una buona dose di strategia, come ben presto vi renderete conto avendo assaggiato le meccaniche di combattimento. A prescindere dal livello di potenza e di tutti gli oggetti consumabili che potremo portare con noi (tra i più classici dei classici), pianificare  dove spostare gli alleati in base agli attacchi nemici è molto importante, considerando inoltre che esistono attacchi che si attivano al turno successivo e che possono alterare anche gli status dei personaggi diminuendo progressivamente la barra della vita. Altri ancora prevedono invece interazioni tra gli alleati: spingendo un nemico contro un nostro compagno, otterremo un doppio attacco e quindi una maggiorazione del danno.

COME UN CARTONE ANIMATO

La potenza di Petoman non risiede però solamente nei suoi manufatti, ma anche nelle…scoregge. Il Novellino è infatti dotato di peti in grado di piegare lo spazio-tempo e compiere altri prodigi, utili sia in battaglia che in giro per South Park alla ricerca di enigmi ambientali da risolvere che risulteranno davvero molto semplici. Questi particolari poteri saranno conquistati mano a mano che proseguiremo nella storia, nel momento in cui il buon Morgan Freeman, qui venditore di tacos, si improvviserà come un maestro di arti petali facendoci apprendere le strabilianti caratteristiche del gas che fuoriesce dal nostro sfintere. Il Novellino non sarebbe però un supereroe se non ci fossero i superpoteri più classici dei classici, chiamando in causa grandi icone dei fumetti americani come Flash per la supervelocità, o altri cliché come i maghi Elementalisti. Come potrete aver capito, considerando che anche le sopraccitate classi di superpoteri possono essere combinate, esistono decine se non centinaia di combinazioni possibili  che rendono il gioco eccellente dal punto di vista della personalizzazione e del controllo totale del nostro alter ego, cosa che fa a cazzotti purtroppo con una estrema ripetitività che già alla seconda/terza missione principale si paleserà. Sia le main quest che buona parte delle missioni secondarie si riveleranno essere un “vai da A a B e uccidi il nemico, poi torna ad A”. A patto che sappiate sopportare questo aspetto, l’esperienza di gioco sarà comunque molto gradevole e appagante, merito come sempre della splendida sceneggiatura.

Il gioco è stato realizzato visivamente esattamente come il cartone animato di South Park, con animazioni eccellenti realizzate dal team di Obsidian che ancora una volta dimostrano il loro attaccamento al progetto. Mentre anche il sonoro regala sorrisi e soddisfazioni, una pecca arriva dal doppiaggio e dai sottotitoli in italiano. La localizzazione non è andata completamente per il verso giusto. I sottotitoli risultano errati in più occasioni, dimostrando talvolta anche una scarsa adesione con il doppiaggio che non riesce sempre a rendere memorabili i discorsi. Questo è però il solito problema del doppiaggio italiano nel caso di produzioni estere, dove i giochi di parole e i riferimenti sono ben differenti dai nostri. Nel complesso però, per quanto riguarda il doppiaggio, possiamo ritenerci  volgarmente soddisfatti al punto giusto.

PUNTI DI FORZA

  • Gameplay originale e congeniale
  • È come vivere una puntata di South Park
  • Una bellissima storia
  • Innumerevoli combinazioni di personalizzazione
  • Il Procione e Capitan Diabete

PUNTI DEBOLI

  • Molto, molto ripetitivo
  • Localizzazione italiana un po’ sommaria

South Park: Scontri di-Retti fa esattamente quello che voleva e doveva fare. Sporco, cattivo, irriverente, dissacrante, profanante, politicamente scorretto, ma tutto questo è nel suo insieme dannatamente bello. La storia messa in piedi dagli sceneggiatori, in diretto collegamento con uno dei più recenti episodi della serie animata, è un prodigio di scrittura, con colpi di scena, momenti esilaranti e gli immancabili prodigi derivanti dai nostri speciali superpoteri provenienti da dove non batte il Sole. Lo stile artistico inconfondibile di South Park si sposa alla perfezione con il combat system, studiato e perfezionato rispetto al capitolo precedente che già aveva stupito. L’unico difetto che dobbiamo però sottolineare, oltre ai sottotitoli italiani che presentano errori e sbavature, riguarda l’estrema ripetitività del tutto, che potrebbe scoraggiare ben più di un giocatore a completare il gioco al 100% spulciando tra tutti i collezionabili e le quest secondarie da scovare tra gli abitanti della città. Al di là di questo, i ragazzi di Obsidian Entertainment hanno fatto centro un’altra volta, e molto probabilmente questa non sarà l’ultima volta che sentiremo parlare di South  Park.

Ringraziamo Ubisoft per il codice download di South Park: Scontri di-Retti.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.