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[Recensione] WandaVision 1×03 “Ora a Colori”

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WandaVision ci ha accolti la scorsa settimana con tante domande, alle quali le risposte stanno, molto lentamente, arrivando. La prima serie dei Marvel Studios dimostra già da questo terzo episodio, intitolato “Ora a Colori” proprio come l’atmosfera della puntata di oggi, di avere una forte identità e di possedere un modo ben preciso di rappresentare la vita di Wanda, Visione e tutto ciò che resta intorno a loro.

Lo si vede negli sfondi sfacciatamente finti durante i dialoghi tra Visione (Paul Bettany) e i vicini Agnes (Kathryn Hahn) e Herb (David Payton), dalle cui parole traspare sempre più l’idea di una Westview come lo specchio di qualcosa che non esiste, dubbio che il sintezoide accumula sempre più col passare dei minuti che caratterizzano una frizzante ma turbolenta puntata di una sitcom degli anni ’70. Lo si vede nelle abitazioni dei vicini, semplicemente abbozzate, ma anche nei colori, negli atteggiamenti delle persone e nelle loro vite. Il medico di famiglia, il dottor Nielson, dovrebbe partire per una vacanza insieme a sua moglie, ma il caso vuole che proprio nel giorno più importante della vita di Wanda la sua auto lo lasci a piedi, pronto per assistere la donna. Agnes e Herb sono poi l’altra faccia di quella medaglia che è Westview, un luogo che, come scopriamo nel cliffhanger finale col quale si conclude l’episodio, non è certo quello che sembra.

Geraldine (Teyonah Parris) – che in realtà è un altro personaggio Marvel ben più importante, ma non faremo spoiler per rispetto di chi non segue da vicino anche il mondo dei fumetti – è la presenza più ingombrante della puntata, ma certamente non in senso negativo. È lei il perno centrale del risvolto conclusivo dell’Episodio 3, la spada di Damocle che separa nettamente due momenti contrapposti dell’appuntamento odierno. Solare, rapido e ricco di risate e momenti WTF nella prima metà, WandaVision 1×03 si trasforma in qualcosa di più cupo, angosciante, esattamente come il tangibile cambiamento sul volto di Geraldine quando arriva il punto di rottura tra lei e la protagonista assoluta della serie, ora più che mai consapevole di ciò che sta accadendo.

Se ogni battuta di Herb all’inizio della puntata è accompagnata da una risata fuori campo, il suo dialogo conclusivo è volutamente spento e vago, che non ha nulla a che vedere con il personaggio che ci è stato presentato in questi tre episodi. La stessa cosa vale per Agnes, la cui battuta in chiusura di puntata non viene accompagnata da nulla di più oltre al campanellino della sua bicicletta che, come un frastuono assordante, lascia di stucco un Visione sempre più confuso dagli eventi.

WandaVision assume, con questo Episodio 03, connotati ben più chiari. Alcune delle domande che ci attanagliavano dopo la premiere della scorsa settimana sembrano avere risposte ben precise, e che accarezzano le teorie degli ultimi mesi. Westview sembra dunque essere un luogo di raccolta, un mondo nel mondo, costruito ad hoc da chi ha vissuto sulla propria pelle numerose tragedie negli anni e che vuole obbligatoriamente dimenticare l’oscurità del suo passato. Anche a costo di cambiare la realtà dei fatti.

Scritto da
Andrea Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

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