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L’UE si scaglia contro le valute virtuali nei videogiochi: stilati i punti chiave per la pratica

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La Commissione Europea e la Rete di Cooperazione per la Protezione dei Consumatori hanno pubblicato da pochissime ore un nuovo insieme di linee guida riguardanti l’acquisto di valuta virtuale nei videogiochi. Questi nuovi principi sono stati applicati dopo che la Rete CPC ha scoperto che uno sviluppatore di giochi era coinvolto in una serie di pratiche ritenute “dannose per i minorenni”.

Il 20 marzo, la Rete CPC ha affermato che alcune pratiche commerciali adottate da Star Stable Entertainment AB nel gioco Star Stable Online erano “particolarmente dannose per i bambini”. Queste pratiche includerebbero presunti “appelli diretti ai bambini nelle pubblicità”, l’uso di tecniche di pressione, la mancanza di informazioni chiare e trasparenti e il mancato controllo affinché gli influencer che promuovono il gioco rivelassero chiaramente il contenuto commerciale.

Gli sviluppatori di questo titolo per bambini, in cui i giocatori collezionano, personalizzano e gareggiano con i cavalli, hanno difatti ora un mese di tempo per affrontare i problemi evidenziati dalla Rete CPC. Tuttavia, queste problematiche hanno portato l’organismo di controllo a ritenere che “i consumatori europei debbano essere meglio protetti”. Di conseguenza, hanno pubblicato sette principi chiave sulle valute virtuali nei videogiochi:

L’indicazione del prezzo deve essere chiara e trasparente: questo impone ai giochi di mostrare l’equivalente in denaro reale di qualsiasi valuta virtuale o contenuto digitale acquistabile in-game.

Le pratiche che oscurano il costo dei contenuti e dei servizi digitali in-game devono essere evitate.

Le pratiche che costringono i consumatori ad acquistare valuta virtuale indesiderata devono essere evitate.

I consumatori devono ricevere informazioni precontrattuali chiare e complete.

Il diritto di recesso dei consumatori deve essere rispettato.

I termini contrattuali devono essere equi e scritti in un linguaggio semplice e chiaro.

Il design del gioco e il gameplay devono rispettare le diverse vulnerabilità dei consumatori.

La Rete CPC spera che questi principi “contribuiscano a creare un’esperienza più sicura e trasparente per i giocatori”, ma continuerà anche a monitorare le aziende di videogiochi nell’UE e “potrebbe intraprendere ulteriori azioni se le pratiche dannose dovessero continuare”. Tutti i principi recentemente stabiliti si basano sulle leggi esistenti dell’UE in materia di tutela dei consumatori.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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