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Discord introduce la verifica obbligatoria dell’età: accesso limitato per chi non si adegua

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A partire da marzo 2026 gli utenti di Discord dovranno dimostrare la propria età per continuare a utilizzare pienamente la piattaforma. L’annuncio è arrivato con un post pubblicato sul sito ufficiale dell’azienda: senza verifica, l’account verrà automaticamente classificato come “adolescente”, con conseguenti restrizioni su contenuti e funzionalità.

Chi non completerà la procedura non potrà accedere ai canali con limitazioni d’età né visualizzare materiali considerati sensibili o violenti. Anche le funzionalità social subiranno un ridimensionamento: sarà impedito parlare nei canali “palco” in diretta streaming e i messaggi diretti provenienti da sconosciuti verranno filtrati in una casella separata.

Per gli account minorenni sono inoltre previste nuove misure di sicurezza. Le richieste di amicizia da utenti potenzialmente sconosciuti saranno accompagnate da avvisi automatici, mentre l’interazione diretta con adulti non verificati verrà ulteriormente limitata.

I server senza restrizioni continueranno a funzionare normalmente, ma i canali con limiti d’età diventeranno inaccessibili fino al completamento della procedura. Anche gli utenti già iscritti a quei server prima dell’entrata in vigore delle regole vedranno i contenuti oscurati: al loro posto comparirà una schermata nera finché l’età non sarà confermata. I minori, inoltre, non potranno unirsi a nuovi server riservati ai maggiorenni.

La piattaforma offrirà due metodi principali: la scansione del volto tramite dispositivo oppure l’invio di un documento d’identità. Discord sostiene che i dati biometrici non lasceranno il dispositivo dell’utente e che le copie dei documenti verranno cancellate subito dopo la procedura, nel tentativo di rassicurare sulle preoccupazioni relative alla privacy.

Accanto alla verifica diretta, l’azienda introdurrà anche un modello di analisi comportamentale. Il sistema valuterà metadati come i giochi avviati, l’attività all’interno della piattaforma, il tempo di utilizzo e perfino gli orari di accesso per stimare se un account appartenga con elevata probabilità a un adulto. Se l’algoritmo sarà sufficientemente certo, non sarà necessario fornire documenti o effettuare scansioni.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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