In una lunga e interessante intervista con IGN, alcuni sviluppatori di Ryse: Son of Rome hanno rivelato interessanti retroscena sullo sviluppo del gioco e su come si sarebbe dovuto evolvere questo franchise perduto.
Ryse fu uno dei titoli di lancio di Xbox One nel 2013. Sviluppato da Crytek, metteva in mostra un comparto grafico e tecnico davvero impressionante per l’epoca, mostrando però il fianco su una limitatissima interattività e una longevità abbastanza scarsa.
Gli sviluppatori hanno recentemente rivelato che furono costretti a tagliare ben “due terzi dei contenuti previsti” per riuscire a rispettare la data di uscita, il che rovinò inevitabilmente i piani. Il team di sviluppo dovette lavorare a ritmi serrati per raggiungere questo obiettivo, ma era comunque convinto che Ryse avrebbe potuto dare via a una serie di cui si stavano già discutendo i sequel.
L’idea era quella di fare di Ryse una serie ambientata in varie epoche storiche, sulla scia di quello che Ubisoft stava facendo con Assassin’s Creed. Gli sviluppatori hanno rivelato che anche un gioco ambientato nell’era dei Vichinghi e nel Giappone feudale erano considerati possibili ambientazioni per i giochi futuri. Era previsto anche che il gioco avrebbe lasciato più libertà nei livelli, sullo stile di God of War del 2018.
Come ben sappiamo, Ryse: Son of Rome non è riuscito ad avviare nessun franchise. Vi sarebbe piaciuto dare una seconda chance al gioco di Crytek?
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