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EA spinge sulle pubblicità nei videogiochi: “Vanno integrate già durante lo sviluppo”

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La crescente pressione economica sull’industria videoludica sta spingendo le principali aziende del settore a valutare nuove fonti di ricavo. L’aumento dei costi di produzione, le difficoltà legate alla disponibilità e al prezzo delle memorie e la lunga serie di licenziamenti registrata negli ultimi anni hanno riacceso il dibattito sull’introduzione della pubblicità all’interno dei videogiochi.

Tra le soluzioni proposte figura proprio l’uso più esteso degli annunci in-game. Dopo le dichiarazioni favorevoli di alcuni dirigenti del settore, anche Electronic Arts ha manifestato apertamente il proprio interesse, invitando gli sviluppatori a progettare i titoli tenendo conto della presenza di contenuti pubblicitari fin dalle prime fasi della produzione.

Intervistato da Game Business, il responsabile della divisione pubblicitaria di EA, Alexander Dao, ha definito lo sviluppo di videogiochi pensati per integrare annunci una grande opportunità non soltanto per la società, ma per l’intero mercato PC e console.

Secondo Dao, pianificare in anticipo gli spazi e le modalità di inserimento della pubblicità permetterebbe di ottenere risultati più naturali e meno invasivi. Gli annunci potrebbero così essere incorporati nel mondo di gioco senza apparire come elementi aggiunti artificialmente dopo il completamento del progetto.

È una grande opportunità, non soltanto per EA, ma per il settore nel suo complesso.

L’obiettivo sarebbe quindi quello di evitare integrazioni tardive, spesso percepite negativamente dal pubblico, e trasformare la pubblicità in una componente prevista fin dall’ideazione del prodotto.

Dao ha inoltre sostenuto che la pubblicità in-game potrebbe adattarsi a qualsiasi genere di videogioco, compresi i titoli venduti a prezzo pieno. Una posizione che contrasta con quella espressa in passato dall’amministratore delegato di Take-Two, Strauss Zelnick, secondo il quale gli annunci non dovrebbero trovare spazio nei prodotti commercializzati a circa 80 euro.

La questione resta particolarmente delicata. Una parte del pubblico teme infatti che l’introduzione sistematica della pubblicità possa compromettere l’immersione, soprattutto all’interno di esperienze narrative o di produzioni premium già accompagnate da microtransazioni e contenuti aggiuntivi a pagamento.

EA ritiene tuttavia che una corretta pianificazione possa limitare questo rischio, rendendo gli annunci coerenti con gli ambienti e con il contesto del gioco.

La strategia dell’azienda avrebbe già superato la fase teorica. EA ha recentemente annunciato la nascita di una divisione specializzata nell’integrazione degli annunci all’interno del gameplay, con l’obiettivo dichiarato di introdurre contenuti pubblicitari senza interrompere o compromettere l’esperienza dei giocatori.

Secondo Alexander Dao, la nuova piattaforma sarebbe stata creata anche per consentire agli studi interni di sviluppare futuri titoli pensando alla pubblicità fin dall’inizio. Questo approccio sarebbe già stato adottato in alcuni progetti in lavorazione.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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