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Saber contro Gearbox: Matt Karch attacca Randy Pitchford dopo le frecciate a Embracer

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Lo scontro a distanza tra Saber Interactive e Gearbox si arricchisce di un nuovo capitolo. Matt Karch, CEO di Saber, è intervenuto sulle provocazioni lanciate dallo studio di Borderlands 4 nei confronti di Embracer Group, società che in passato ha controllato entrambe le software house.

La vicenda nasce da un trailer pubblicato alcune settimane fa da Saber per Rideshare Simulator, titolo che richiama apertamente lo spirito di Crazy Taxi. Nei primi secondi del filmato non sembra esserci nulla di particolarmente insolito: il narratore, che interpreta anche il conducente dell’auto, racconta di aver incontrato durante il lavoro diversi passeggeri bizzarri, tra cui una persona diretta a un banchetto medievale, un anziano convinto che il nipote sia un fallimento e qualcuno a cui sarebbe stato vietato l’ingresso in un acquario.

Poi arriva una battuta decisamente meno casuale.

Proprio quando penso di aver incontrato il più “randy” dei passeggeri, sale qualcuno di ancora più strano.

ubito dopo, l’inquadratura mostra la targa dell’auto: “USB DRV”.

Il riferimento sembra essere piuttosto evidente: il bersaglio sarebbe Randy Pitchford, boss di Gearbox. A rendere ancora più esplicito il messaggio compare inoltre un ingranaggio tra le due parole sulla targa texana, un ulteriore richiamo all’identità visiva dello studio.

Non è chiaro se anche i passeggeri descritti nel trailer siano riferimenti diretti a Pitchford, ma l’intento generale appare difficilmente equivocabile. GameFile ha quindi contattato Saber per chiedere conferma, ottenendo da Matt Karch una risposta altrettanto esplicita:

La frecciata nasce dal fatto che Randy ha attaccato Embracer in Borderlands 4. Senza Embracer, Randy si guadagnerebbe da vivere facendo giochi di prestigio alle feste di compleanno.

La sigla “USB” rimanda a una controversia legale del passato che coinvolse Randy Pitchford e, per l’appunto, una chiavetta USB dimenticata in un ristorante Medieval Times.

La vicenda generò una lunga disputa giudiziaria. Come riportato all’epoca da The Hollywood Reporter, le questioni legali legate alla chiavetta furono risolte alla fine del 2019 e Pitchford venne indicato come «scagionato».

Per comprendere il motivo dell’attacco di Saber bisogna tornare ai rapporti tra le due aziende ed Embracer Group.

Sia Saber Interactive sia Gearbox sono infatti appartenute in passato al conglomerato svedese. Secondo GameFile, Karch non avrebbe particolarmente apprezzato le critiche mosse da Pitchford nei confronti dell’ex proprietario.

Entrambi gli studi hanno successivamente lasciato Embracer, ma attraverso operazioni differenti. Saber è stata rilevata da un gruppo di investitori guidato dallo stesso Karch, mentre Gearbox è stata acquisita da Take-Two, storico publisher della serie Borderlands.

Il periodo è stato particolarmente turbolento per Embracer. Dopo anni di acquisizioni aggressive, il gruppo ha avviato una vasta ristrutturazione, separandosi da numerosi studi e chiudendone altri. Le conseguenze hanno incluso centinaia di licenziamenti e un forte danno d’immagine per la società, tema sul quale diversi dirigenti del gruppo sono intervenuti pubblicamente negli ultimi anni.

Dal canto suo, Randy Pitchford ha spiegato in passato che alcuni temi narrativi di Borderlands 4 sono stati influenzati proprio dal rapporto di Gearbox con Embracer e dal successivo cambio di proprietà:

C’è stato un cambiamento culturale ed emotivo, per me personalmente e per lo studio. Cosa significa scambiare una parte della propria autonomia con una maggiore organizzazione?

A queste dichiarazioni si aggiungono alcuni riferimenti presenti direttamente all’interno di Borderlands 4, proprio quelli citati da Karch.

Nelle prime fasi dell’avventura, per esempio, i giocatori possono raggiungere una località chiamata Embracer’s Bluff, una cittadina decadente governata da un re immerso in una vasca idromassaggio. Nella stessa area compare anche una vasca dotata di intelligenza artificiale e capace di parlare.

Una satira che molti hanno interpretato come una frecciata poco velata all’ex proprietario dello studio.

Ora è chiaro che, dall’altra parte, Saber non ha particolarmente gradito. E con il trailer di Rideshare Simulator e le successive dichiarazioni di Matt Karch, la rivalità tra le due ex società di Embracer sembra essere diventata decisamente più personale.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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