Percepite anche voi quella dissonanza tra il “non rubare il lavoro altrui” e il “non far lavorare veri artisti per risparmiare”?
La Lega Serie A ha intrapreso da ormai un anno una vera e propria guerra contro la pirateria, che, secondo il presidente De Siervo e la federazione, arriva ogni anno a privare la massima divisione calcistica italiana di centinaia di milioni di euro.
Un movimento che è iniziato lo scorso anno con le misure anti-pezzotto, e che proseguirà quest’anno con nuove iniziative. Una di queste è già arrivata, e sta facendo molto discutere: uno spot tv che condanna la pirateria, ma realizzato con l’IA.
Il video, che potete vedere qui sotto, condanna fermamente la pirateria e l’utilizzo di metodi non regolari per la fruizione delle partite di calcio della Serie A, al grido di #StopPiracy. Una battaglia ideologicamente giusta, ma il fatto che uno spot contro il furto del lavoro di professionisti (in questo caso, calciatori) sia stato realizzato dall’IA, senza ricorrere ad artisti professionisti, fa molto riflettere sulla bontà dell’operazione della Lega.
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Alcuni utenti fanno notare la dissonanza nei commenti: “Quando usi l’AI rubi sempre il lavoro ad un professionista del settore, che potrebbe farlo in maniera più professionale. Proprio come chi usa il pezzotto fa con voi.”
“Kinda crazy fare un post contro la pirateria usando l’ia”, dice un altro utente.
E ancora: “Ma vergognatevi, sta roba fatta con AI. Manco una produzione decente pagate e volete accollare a noi i costi di questo baraccone?”
Successivamente, la Lega ha modificato il post aggiungendo le diciture sui contenuti realizzati con AI, ma è proprio il caso di dirlo: la toppa è peggio del buco.
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