Si chiudeva un’esperienza indimenticabile.
Il 6 settembre 2016 arrivava Revelations, la mappa conclusiva del Season Pass di Call of Duty: Black Ops III Zombies e, soprattutto, l’ultimo grande capitolo della saga dell’Etere – almeno fino a quel punto. A dieci anni di distanza, quella pubblicazione rappresenta ancora uno dei momenti più significativi nella storia della modalità Zombies di Treyarch.
Dopo anni di misteri, universi paralleli, viaggi nel tempo e personaggi diventati iconici, Revelations riuniva Richtofen, Dempsey, Takeo e Nikolai in una dimensione surreale costruita come un gigantesco tributo alla storia della serie. La mappa mescolava ambientazioni e riferimenti provenienti da diversi capitoli precedenti come Kino der Toten, Shangri-La, Mob of the Dead e Nacht der Untoten, creando una sorta di museo interattivo dell’Etere e offrendo ai giocatori un viaggio attraverso alcuni dei luoghi più memorabili della saga.
Il suo significato andava però ben oltre il semplice gameplay. Revelations arrivava al termine di un percorso iniziato con World at War e sviluppatosi attraverso Black Ops, Black Ops II e Black Ops III, trasformando la modalità Zombies in una delle narrazioni più complesse e ambiziose mai proposte all’interno di un franchise multiplayer.
L’Easter Egg principale rappresentava il culmine della storia di Primis e lasciava dietro di sé una lunga scia di teorie, interpretazioni e discussioni tra la community. Non tutto venne accolto positivamente, ma la mappa riuscì comunque a trasmettere quella sensazione irripetibile di essere arrivati alla fine di un’epoca.
Dieci anni dopo, Revelations continua così a essere ricordata non soltanto come una mappa di Zombies, ma come il simbolo della conclusione di una delle esperienze più amate nella storia di Call of Duty. Un ultimo viaggio attraverso l’Etere, prima che la saga voltasse pagina per sempre.
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