L’industria dei videogiochi ad alto budget sta attraversando un periodo di profonda riflessione sulla propria identità creativa, e a sollevare il dibattito è una delle figure più autorevoli del settore.
Bruce Straley, ex game director di Naughty Dog e mente dietro successi straordinari come The Last of Us, Uncharted 2 e Uncharted 4, ha espresso forti perplessità sullo stato attuale delle produzioni tripla A, accusate di essere fin troppo prudenti e prive di coraggio.
In un’intervista rilasciata alla rivista Edge, Straley ha analizzato la tendenza del settore a evitare qualsiasi rischio concettuale, soffocando l’innovazione in favore di formule già collaudate. “Penso che i giochi e le esperienze che offriamo nel settore dei titoli tripla A siano… direi noiosi”, ha dichiarato senza mezzi termini.
Per chiarire il suo pensiero, Straley ha preso ad esempio l’ultimo capitolo della saga di God of War, lodandone l’aspetto visivo ma criticandone la sostanza pad alla mano:
Quando guardo quel gioco, ogni singolo pixel è sbalorditivo. La quantità di lavoro e abilità che c’è dietro ogni singolo fotogramma… Ho creato giochi di quel genere e ne rimango ancora sbalordito. Ma quando guardo effettivamente cosa state facendo nel gioco? Non mi entusiasma. E non è una critica al team di God of War. Semplicemente, nel mondo dei titoli tripla A, sembra che non ci sia spazio per introdurre idee fresche e innovative.
Dopo 18 anni in Naughty Dog e l’addio nel 2017, Straley ha fondato Wildflower Interactive, studio con cui sta sviluppando il titolo d’esordio Coven of the Chicken Foot.
Le sue parole riflettono un problema strutturale: con costi di produzione ormai astronomici, gli editori preferiscono puntare sull’usato sicuro e sull’impatto visivo, sacrificando la sperimentazione nel gameplay pur di garantire un ritorno economico.
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