Kiyoshi Kurosawa torna Cloud, un thriller assolutamente imperdibile. Il maestro giapponese, già autore dell’indimenticabile Cure, indaga nuovamente nei meandri della contemporaneità nipponica. Cloud è un’opera ibrida, difficile da definire, ma non per questo meno affascinante. CG Entertainment ne propone ora l’edizione in Blu-ray, e noi vi raccontiamo le nostre impressioni.
Crudeltà commerciali
La storia è quella di Ryosuke, operaio in una fabbrica che nel tempo libero si dedica all’acquisto e alla rivendita di oggetti online. Lo incontriamo già nella prima scena del film, impegnato in una trattativa. Se per certi aspetti Cloud gioca con i codici del thriller e del cinema della tensione, rappresenta anche, per la prima volta nella carriera del regista, un vero e proprio film d’azione. L’inizio in medias res, senza introduzioni né presentazioni, ne definisce immediatamente il tono.
Efficace dall’inizio alla fine delle sue due ore e tre minuti, Cloud è un film dal ritmo sostenuto. Anche nella prima parte, costruita secondo i meccanismi della partenza lenta destinata a preparare il terreno alla violenza della seconda metà, mantiene l’aspetto di una macchina perfettamente oliata, lanciata a tutta velocità lungo il percorso che conduce alla tragedia.
Ryosuke vende online oggetti di ogni genere, ma parallelamente è anche un dipendente modello che, fin dalle prime battute del film, riceve una promozione. Se il suo capo ne elogia l’efficienza, si congratula con lui soprattutto per la capacità di rispettare le regole e di non attirare l’attenzione. Ed è proprio questa l’impressione che il giovane trasmette nelle scene iniziali. A eccezione dell’apertura, nella quale si trasforma in un negoziatore implacabile, Ryosuke è un uomo anonimo sotto ogni aspetto, una persona facile da dimenticare.
Anche il rapporto con la fidanzata Akiko appare ordinario. Quando ritrova il vecchio compagno di scuola Muraoka, che vive anch’egli della compravendita online, Ryosuke sembra completamente disinteressato, quasi del tutto assente. L’unico momento in cui pare animarsi è quando osserva lo schermo del computer, sul quale controlla le proprie vendite. E anche in quel caso Kurosawa lo ritrae mentre guarda il monitor da lontano, come se temesse di scottarsi avvicinandosi troppo.
Internet, isolamento e suoni
A un certo punto, il riservato Ryosuke decide di compiere il grande salto. Lascia il lavoro, si trasferisce con Akiko in una grande casa di campagna e assume il giovane Sano, nella speranza di riuscire a vivere interamente dei proventi della compravendita online.
Se già nella prima parte ambientata a Tokyo Kurosawa disseminava il racconto di inquietudine, il trasferimento contribuisce ad accentuarla ulteriormente. In Cloud la musica è spesso assente, ma il film si distingue per l’attenzione particolare riservata ai suoni. Se persino i passi per le strade di Tokyo potevano trasformarsi in qualcosa di terribilmente minaccioso, una volta che la coppia si è stabilita nella nuova abitazione sono soprattutto i rumori capaci di risuonare in una casa isolata in campagna a far crescere la tensione.
L’opposizione tra campagna e città costituisce uno dei primi assi portanti di Cloud, e Ryosuke continuerà a spostarsi dall’una all’altra nel corso della storia. A questa contrapposizione se ne aggiunge una seconda: quella tra l’individuo e il gruppo. Non a caso, quando Ryosuke gli comunica le proprie dimissioni, il suo datore di lavoro insiste proprio sull’importanza di appartenere a una collettività, quella dei dipendenti della fabbrica.
Solo davanti al suo schermo, solo nella propria casa, solo e lontano da Tokyo, Ryosuke è un individuo senza legami, un uomo che fugge e che sembra riassumersi in un’inquadratura durante una conversazione con Muraoka. La macchina da presa crea l’illusione che i due siano uno di fronte all’altro, ma in realtà le loro posizioni non coincidono. Ryosuke, già a quel punto, sembra vivere su un piano diverso rispetto ai personaggi con cui condivide l’inquadratura.
Non sorprende, quindi, che Kurosawa contrapponga a questo individualista incallito un gruppo: quello formato dai suoi clienti insoddisfatti, decisi a vendicarsi.
Clienti furiosi
È attraverso questa contrapposizione che il film cambia direzione nella seconda metà, inaugurata da una scena di violenza sconvolgente. Kurosawa ha dichiarato di aver voluto realizzare un film d’azione con Cloud, ma la particolarità di quest’opera risiede nel fatto che la violenza esplode tra uomini comuni, persone apparentemente ordinarie.
Come abbiamo visto, Ryosuke è un uomo qualunque. E altrettanto comuni sono coloro che ce l’hanno con lui. Chi conosce il cinema di Kurosawa sa che le sue storie ruotano spesso attorno a un fenomeno di contagio. La violenza e l’orrore raramente si presentano come elementi definiti e concreti. A interessare il regista è piuttosto il loro improvviso manifestarsi, il modo in cui le strutture morali e sociali si sgretolano, spesso senza che sia possibile spiegare perché, di fronte a un male onnipresente quanto intangibile.
La violenza che travolge il film nasce dall’accumularsi di piccoli rancori. Ryosuke ne è l’epicentro, ed è perfettamente consapevole di quanto il suo mestiere giochi sul filo del lecito, ma la situazione finisce per sfuggirgli completamente di mano, come se, in fondo, la sua presenza fosse soltanto un pretesto per far esplodere qualcosa che covava già da tempo.
Soprattutto, la violenza è esercitata da uomini che non sono abituati a ricorrervi. Ed è proprio questo a rendere il film così inquietante. Le scene d’azione sono brutali e risultano ancora più scioccanti perché, per riprendere le parole di un personaggio, la violenza non è altro che «impulsività e istinto».
Assistiamo così allo scatenarsi di individui anonimi, o quasi, contagiati da una follia omicida che hanno alimentato reciprocamente e che, una volta tradotta in realtà, non tutti riescono a sopportare.
L’edizione in Blu-ray

CG Entertainment propone questa edizione Blu-ray di Cloud in un semplice amaray, ma la qualità audio e video è eccellente.
Il Blu-ray offre un’immagine nitida e stabile a 1080p che cattura con precisione l’estetica volutamente spoglia di Kurosawa. Le scene all’aperto appaiono spesso brulle e sbiadite, quasi prive di vita. È una scelta deliberata. La consistenza del cemento, della ghiaia e dei terreni incolti emerge in modo nitido, con dettagli precisi nelle fibre degli abiti e nelle rughe del viso che rimangono ben definiti anche in condizioni di illuminazione più soffusa. I livelli di nero sono profondi senza schiacciare i dettagli. Le scene notturne e gli interni in penombra mantengono la definizione delle ombre, specialmente durante i confronti più intensi. Le sequenze più scure tendono verso toni freddi piuttosto che verso neri d’inchiostro, il che si adatta all’atmosfera inquietante del film.
Per quel che concerne il comparto audio, abbiamo le classiche quattro tracce: Dolby Digital 2.0 in italiano e in lingua originale e DTS HD Master Audio 5.1 in italiano e in lingua originale. Molte scene si svolgono all’aperto, e questo spazio si riflette nel mix. Il vento soffia attraverso il palcoscenico sonoro. Si sente il ronzio lontano del traffico. Il rumore ambientale della città aleggia in sottofondo. Quando la tensione sale, la traccia si fa più intensa di pari passo. Mantiene la propria identità senza cercare di sopraffare l’ascoltatore. I dialoghi risultano sempre nitidi e ben centrati. Anche nelle scene più movimentate, le voci si distinguono chiaramente senza distorsioni né squilibri. Kurosawa predilige scambi tranquilli e pause cariche di tensione, e la colonna sonora ne preserva la sobrietà.
In aggiunta, come extra, è disponibile unicamente il trailer del film.
Prodotto fornito da CG Entertainment

Riassunto
Riassunto
Cloud è un film tanto agghiacciante quanto avvincente. La paura che suscita, tuttavia, non è immediata. Arriva con calma, man mano che il racconto svela i propri livelli di significato e le proprie metafore. In fondo, il film assomiglia a una delle sue scene: un incontro in una sala giochi, durante il quale viene presa una decisione importante. Inizialmente sembra soltanto una sequenza tra le tante, finché non ne comprendiamo davvero il significato. Tutto questo è un gioco. Un gioco quotidiano. Un gioco al quale partecipano tutti. Un gioco in cui vincere ha un prezzo. E, soprattutto, un gioco in cui molti perdono. Un gioco in cui molti muoiono. Il Blu-ray di CG Entertainment offre un’ottima qualità audio e video, che ci restituisce appieno il lavoro di Kiyoshi Kurosawa e del suo direttore della fotografia, Yasuyuki Sasaki. Peccato solo per il comparto degli extra, che comprende solo il trailer del film.
- Giudizio complessivo4.5
Scrivi un commento