Home Videogiochi News Dai cabinati arcade alla PlayStation 5: il mondo dei videogiochi protagonista all’M9 di Mestre

Dai cabinati arcade alla PlayStation 5: il mondo dei videogiochi protagonista all’M9 di Mestre

84

Inaugurata la mostra “PLAYERS. Giochi, videogiochi, cultura e società”, visitabile dal 14 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027. Un viaggio interattivo attraverso ottant’anni di storia, tra tecnologia, arte, cinema e cultura popolare. Nell’esposizione permanente anche un percorso dedicato alla storia del giocattolo italiano nel Novecento.

Dai primi esperimenti nei laboratori universitari degli anni Cinquanta alle sale giochi degli anni Ottanta, dalle console domestiche fino alle più recenti esperienze digitali. È un viaggio attraverso ottant’anni di innovazione, creatività e trasformazioni sociali quello proposto da “PLAYERS. Giochi, videogiochi, cultura e società”, la nuova mostra inaugurata oggi all’M9 – Museo del ‘900 di Mestre, aperta al pubblico da mercoledì 14 ottobre fino al 14 febbraio 2027.

L’esposizione, allestita al terzo piano del museo, punta a raccontare il videogioco non soltanto come forma di intrattenimento, ma come uno dei linguaggi culturali più influenti della contemporaneità, capace di dialogare con il cinema, la letteratura, le arti visive e la musica, contribuendo a plasmare l’immaginario di intere generazioni.

Curata da Fabio Viola, docente e game designer, insieme a Michelangela Di Giacomo, Giuseppe Cosenza e Damiano Bordoni, la mostra propone un percorso che mette al centro il rapporto tra tecnologia e società, esplorando l’evoluzione del videogioco da semplice sperimentazione scientifica a fenomeno culturale globale.

Un viaggio tra i videogiochi che hanno fatto la storia

Il percorso espositivo, progettato dall’architetto Valentina Babolin e dal multimedia designer Vinicio Bordin, ricrea alcuni degli ambienti simbolo della storia videoludica, dalle sale arcade alle camerette degli adolescenti, fino ai salotti delle famiglie.

Tra i pezzi più significativi figurano cabinati originali di Computer Space e Pong, considerati tra i pionieri dell’intrattenimento elettronico, e un raro esemplare di Dragon’s Lair, videogioco che negli anni Ottanta rivoluzionò il settore grazie all’utilizzo dell’animazione cinematografica.

Non mancano le console che hanno segnato l’infanzia e l’adolescenza di milioni di persone, dal Super Nintendo al Sega Mega Drive, fino alla PlayStation 5, con una selezione di titoli proposta da Sony. La particolarità dell’esposizione è la possibilità, per i visitatori, di interagire direttamente con numerosi videogiochi, trasformando la visita in un’esperienza partecipativa.

Ad arricchire la mostra sono inoltre materiali originali, oggetti provenienti da collezioni private e testimonianze di alcuni protagonisti internazionali del settore, tra cui Sid Meier, celebre autore di videogiochi, la compositrice giapponese Yuka Kitamura e Jon Wilcox, legato allo sviluppo della serie Worms di Team17.

Al progetto hanno collaborato numerose istituzioni e realtà culturali, tra cui Lucca Comics & Games, il Museo Nazionale del Cinema, Nintendo Italia, Sony Interactive Entertainment Italia, Arcade Story, elettroLudica e il Museo della Cultura Pop.

Tre sezioni tra gioco, spettacolo e creatività

La mostra si articola in tre sezioni tematiche che affrontano il mondo videoludico da prospettive differenti.

La prima, #Play, ripercorre l’evoluzione storica del videogioco, dai primi prototipi sviluppati negli ambienti universitari negli anni Cinquanta e Sessanta ai giochi Atari degli anni Settanta, passando per il successo delle sale arcade e delle console domestiche.

La seconda, #Watch, approfondisce il rapporto tra videogiochi, cinema e arti visive, soffermandosi anche sulla crescita degli eSport e dello streaming. Attraverso titoli come Dragon’s Lair, Detroit: Become Human, Limbo, Death Stranding, Ico e Shadow of the Colossus, il percorso mostra come il videogioco sia diventato anche una forma di spettacolo e narrazione audiovisiva.

La terza sezione, #Create, è dedicata alla creatività e alle nuove possibilità offerte ai giocatori, che da semplici fruitori possono trasformarsi in autori di mondi ed esperienze digitali. Tra gli esempi proposti figurano Super Mario Maker, Dreams e Minecraft, piattaforme che consentono di progettare ambienti, livelli e nuove modalità di gioco.

L’obiettivo è coinvolgere un pubblico trasversale, dagli appassionati di lunga data ai giovani della Generazione Z, dalle famiglie agli studenti, ai quali la mostra offre anche opportunità di approfondimento didattico.

Particolare attenzione è riservata all’accessibilità. Per due venerdì al mese sarà infatti disponibile Jimmy, lo standing wheelchair sviluppato dall’azienda veneziana Bemoove, che consentirà ai visitatori con disabilità di esplorare autonomamente l’esposizione in posizione eretta. Secondo gli organizzatori, si tratta della prima applicazione di questo dispositivo in un contesto museale.

Dal videogioco alle bambole: il Novecento raccontato attraverso i giocattoli

Accanto a PLAYERS, M9 propone anche un secondo itinerario dedicato alla storia del gioco in Italia.

Nell’esposizione permanente sarà infatti visitabile, per tutta la durata della mostra principale, “Giocare all’italiana. Storia, costume e società attraverso il giocattolo del Novecento”, un percorso curato dalla direttrice Serena Bertolucci e dal curatore museale Giuseppe Saccà.

L’allestimento racconta i cambiamenti della società italiana attraverso l’evoluzione dei giocattoli, dalle produzioni artigianali ai giochi utilizzati durante il Ventennio fascista, fino agli oggetti simbolo del boom economico e ai primi strumenti di elettronica educativa.

Bambole, biglie, carte, giochi da spiaggia e da tavolo diventano così testimonianze delle trasformazioni economiche, culturali e sociali del Paese, con particolare attenzione al design, ai modelli educativi, ai ruoli di genere e all’influenza dei mezzi di comunicazione di massa.

Il percorso è arricchito da oggetti provenienti da collezioni private e da istituzioni come il Museo Nazionale Collezione Salce di Treviso, il Museo Veneto del Giocattolo di Padova e la Direzione regionale Musei nazionali Veneto del Ministero della Cultura, oltre al contributo di Creature di Gomme – Venice Vintage Toys, Clementoni e Dal Negro.

Il videogioco è molto più di un semplice intrattenimento

A sottolineare il valore culturale dell’iniziativa è Vincenzo Marinese, presidente della Fondazione di Venezia, che evidenzia come la mostra affronti un tema ancora poco esplorato nei musei, pur rappresentando una delle espressioni più significative della contemporaneità.

«Abbiamo voluto raccontarne la profondità storica e sociale e l’intreccio con l’arte e la scienza», ha spiegato Marinese, descrivendo l’esposizione come un’esperienza da vivere in prima persona.

Per Serena Bertolucci, direttrice di M9, il videogioco rappresenta anche una chiave di lettura privilegiata del Novecento, capace di collegare passato e presente attraverso le trasformazioni tecnologiche e culturali.

«Il videogioco si pone come uno dei più interessanti fili conduttori tra i due secoli», ha osservato Bertolucci, sottolineando il legame tra la nuova esposizione temporanea e il percorso dedicato ai giocattoli della tradizione italiana.

Sulla stessa linea il curatore Fabio Viola, secondo il quale il videogioco ha ormai conquistato una propria identità artistica e culturale.

«Abbiamo voluto raccontare il videogioco per quello che è realmente diventato: non un semplice intrattenimento, ma un linguaggio capace di attraversare la scienza, l’arte e la vita quotidiana di intere generazioni», ha dichiarato.

Un racconto che, al di là di schermi, joystick e console, pone al centro soprattutto le persone: chi i videogiochi li progetta, chi li sviluppa, chi li osserva e chi continua a giocarci.

La mostra “PLAYERS. Giochi, videogiochi, cultura e società” sarà visitabile dal 14 ottobre 2026 al 14 febbraio 2027 al terzo piano dell’M9 – Museo del ‘900 di Mestre.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

Scrivi un commento

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Articoli correlati

Gears of War: E-Day | Consigli per iniziare a giocare

Gears of War: E-Day riprende gran parte del gameplay degli scorsi capitoli...

God of War Laufey, svelata la Collector’s Edition e i relativi contenuti

Sony punta su God of War Laufey per rafforzare il catalogo PlayStation...

9

Castlevania: Belmont’s Curse | Recensione

Parigi, anno del Signore 1499. I demoni hanno dato fuoco alla città...

Call of Duty: Modern Warfare 4, emergono le dimensioni dei download

Con l’uscita di Call of Duty: Modern Warfare 4 fissata per il...