Dalla A alla Z, tutti i Titani e i mostri del MonsterVerse di Godzilla | Speciale

Di Andrea "Geo" Peroni
22 Febbraio 2021

Tra circa un mese i due mostri più famosi della storia del cinema torneranno a condividere il grande schermo dopo il colossale crossover del 1962. Godzilla vs. Kong, questo il titolo del monster movie per eccellenza del 2021, sbarcherà su HBO Max e al cinema dal 31 marzo (e in Italia? Bella domanda, a cui per ora non sappiamo dare una risposta), e proseguirà l’universo cinematografico dei titani di Warner Bros. e Legendary Pictures.

A poche settimane dall’atteso film-evento che metterà di fronte le due grandi icone, abbiamo dunque deciso di fare un ripassone generale del MonsterVerse con un rewatch dei film della saga, vale a dire Godzilla, Kong: Skull Island e Godzilla II: King of the Monsters, scandagliando le pellicole a caccia di qualche particolare indizio che potrebbe essere sfuggiro sul futuro dei mostri e sulle indagini dell’organizzazione Monarch, il team internazionale che da decenni monitora e studia i grandi Titani.

Ma a proposito dei Titani, la super-razza di animali a cui appartengono anche Godzilla e Kong: quanti ne esistono? Da Godzilla II: King of the Monsters, sappiamo che Monarch sta monitorando almeno 16 Titani. Alcuni di essi ci sono già stati mostrati, altri invece no, e non è detto che Monarch sia già riuscita a identificarli tutti. Nel corso di Kong: Skull Island, poi, abbiamo scoperto che sull’isola vivono un gran numero di creature molto particolari, assimilabili a Titani ma ben lontani nelle proporzioni a bestie leggendarie come Godzilla e Ghidorah.

Con l’adrenalina in corpo per il tris di botti, esplosioni, tensione e colpi di scena (sì, ci sono anche quelli, se poi siete appassionati di kaiju saprete certamente che il MonsterVerse è un bel vedere), abbiamo deciso di fare un rapido (speriamo) riepilogo di tutti i Titani dell’universo cinematografico di Godzilla, dalla A alla Z. Cominciamo subito!

Anguirus

E cominciamo peraltro con un Titano che non abbiamo mai visto in azione. Il povero Anguirus, che esordì per la prima volta nel 1955 in Godzilla: il re dei mostri (ovviamente parleremo anche di una serie di film che non fanno parte del MonsterVerse di Warner Bros. e Legendary), e che ha avuto uno spropositato quantitativo di soprannomi nel corso dei decenni e delle sue apparizioni in pellicole giapponesi e non, è un Ankylosaurus mutato che si erge su quattro zampe, caratterizzato da un corpo simile a quello di un coccodrillo, un carapace molto resistente e tempestato di punte affilate, e un lungo muso con due file di denti che gli consentono di sbranare prede di notevoli dimensioni.

Nel MonsterVerse, Anguirus è apparso in… No, in realtà non è mai apparso, o per meglio dire non è mai apparso al meglio della sua forma. In Godzilla II: King of the Monsters, infatti, il kaiju appare solo come scheletro, sotto forma cioè di resti di un antico mostro leggendario che però non vediamo in azione. Nella sequenza della città sommersa, lo scheletro di Anguirus, abbastanza differente dalla sua versione originale, può essere intravisto in un’inquadratura, e i fan hanno dibattuto per molto tempo sull’identità di questo kaiju. Dai contenuti speciali del Blu Ray dei film, abbiamo scoperto che si tratta effettivamente di Anguirus. La sua carriera cinematografica è quindi già finita?

Behemoth

Behemoth è un gigantesto kaiju che appare come un mammut preistorico, che la Monarch tiene sotto osservazione nell’avamposto 58 a Rio de Janeiro, in Brasile. Il mostro viene risvegliato da Ghidorah in Godzilla II: King of the Monsters, spingendolo a devastare la città, ma sarà l’intervento di Godzilla a ristabilire la supremazia e a fermare di conseguenza anche Behemoth insieme ad altri mostri.

Oltre alla sua straordinaria forza e alla impenetrabie pelliccia, che è anche ignifuga, Behemoth possiede un potere molto particolare: al suo passaggio, lascia infatti una scia di radiazioni che aumentano vertiginosamente la velocità di crescita della vegetazione.

Ghidorah

Ghidorah, chiamato anche Mostro Zero da Monarch, King Ghidorah o anche Titanus Ghidorah, è un gigantesco drago extraterrestre a tre teste, ed è tra le creature più note della storia del cinema dei mostri. Il suo esordio nel MonsterVerse è avvenuto in Godzilla II: King of the Monsters, ma già in Kong: Skull Island appare sotto forma di incisione sulle pietre rupestri che preannunciavano il grande scontro con Godzilla. La prima apparizione sul grande schermo di Ghidorah risale invece al 1964, nel film della Toho Ghidorah, il mostro a tre teste.

Capace di resistere a temperature estreme, Ghidorah è un’inarrestabile macchina da guerra, assassina e assetata di potere, e forse il più letale tra i contentendi di Godzilla al titolo di re dei mostri. Le sue tre teste, chiamate Ichi, Ni e San, possiedono la capacità di autorigenerarsi se una di queste viene eliminata – il suo nome, in lingua originale, richiama proprio il mitologico mostro greco Idra, che aveva l’abilità di far ricrescere le proprie teste mozzate.

Inizialmente Monarch riteneva Ghidorah uno dei titani che costituivano l’ordine naturale della Terra, questo fino a quando l’attacco del governo americano con la tecnologia Oxygen Destroyer non ha fallito l’obiettivo di eliminare il mostro, che difatti non è una creatura come quelle che vivono il nostro pianeta. Gli antichi scritti mitologici riportano che Ghidorah è un drago extraterrestre, che “cadde dalle stelle” e che si comporta come una specie invasiva, desiderosa di conquistare e distruggere.

Dotato di una stazza sorprendente, che lo rende ancor più grande di Godzilla, Ghidorah possiede la capacità di volare grazie alle sue gigantesche ali simili a quelle di un pipistrello, ha una resistenza straordinaria – in particolare sembra che la testa centrale sia quella più coriacea, che è riuscita a resistere a ben due attacchi termonucleari di Godzilla potenziato dai poteri di Mothra. Tra le sue straordinarie capacità, ci sono ovviamente il potere di lanciare raggi elettrici concentrati che possono incenerire interi edifici in un istante, e l’abilità di creare tempeste di proporzioni gigantesche che imperversano per tutto il tempo in cui Ghidorah si posta nel pianeta.

Nonostante le sue capacità rigenerative non appartenenti al nostro pianeta, Ghidorah è stato sconfitto da Godzilla nel suo ultimo attacco a Boston. Tutto ciò che resta del re dragone è la sua testa centrale, mozzata e priva di vita, che come scopriamo dal finale di Godzilla II: King of the Monsters è stata ripescata e rivenduta sul mercato nero al terrorista Alan Jonah. King Ghidorah non ha ancora chiuso con il MonsterVerse?

Godzilla

Il protagonista assoluto del MonsterVerse di WB e Legendary, il mostro alfa, il re dei mostri, colui che tiene a bada i Titani di tutto il mondo e che regola l’equilibrio della natura. Godzilla, ideato in origine nel 1954 nell’omonimo film realizzato da Toho, nasce come condanna del Sol Levante verso le azioni degli USA e del mondo verso le tecnologie atomiche: il mostro rappresenta infatti la personificazione dell’energia nucleare e della devastazione che ha provocato, che più volte viene rimarcata nel corso dei numerosi film a lui dedicati – se ne contano oggi ben 32, a cui poi vanno aggiunti romanzi, fumetti, videogiochi e molto altro ancora.

Godzilla è un gigantesco rettile alto circa 120 metri e del peso di quasi 100 mila tonnellate, e Monarch, in particolare il dottor Ishiro Serizawa che lo studia da decenni, è convinta che Godzilla sia la forza trainante che si “attiva” ogni qualvolta l’equilibrio naturale viene messo in pericolo. Ne è un esempio ciò che è accaduto nel film del 2014, il primo del MonsterVerse. In Godzilla, infatti, il mitologico mostro ode il richiamo dei due MUTO risvegliati dagli umani, che si stanno per incontrare per procedere all’accoppiamento e alla riproduzione. Una situazione che Godzilla non può accettare, in quanto i MUTO avrebbero provocato uno squilibrio evidente nell’ordine naturale. Il mostro riemerge quindi dalla sua tana, che si scoprirà in futuro essere una grande città sommersa (forse Atlantide?) costruita dagli umani per omaggiare la sua grandezza e la sua benevolenza verso l’umanità, per rintracciare i due esemplari e ucciderli dopo una feroce lotta, per poi fare silenziosamente ritorno nell’oceano. A differenza delle precedenti incarnazioni cinematografiche del personaggio, nel MonsterVerse Godzilla non sembra infatti intenzionato a distruggere, ma solo a fermare ciò che mina l’equilibrio.

Anche la sua origine, nel MonsterVerse, si discosta notevolmente dalle sue incarnazioni precedenti. Monarch ha scoperto infatti che Godzilla è un’antica forma di vita del Permiano, che si nutriva delle radiazioni che contraddistinguevano tutta la superficie terrestre. Con il raffreddamento del pianeta e la conseguente diminuizione delle radiazioni nell’atmosfera, Godzilla si è rintanato nelle profondità dell’oceano, per assorbire le radiazioni dalla geotermia naturale della Terra, restando in un lungo letargo fino al 1945 quando l’esplosione nucleare a Hiroshima risveglia lui e un altro grande titano, Shinomura, che viene poi sconfitto da Godzilla (questa particolare storia è raccontata in Godzilla: Awakening, fumetto prequel del MonsterVerse di WB e Legendary).

Dotato di una forza incredibile, di un importante fattore rigenerativo – nonostante la bomba Oxygen Destroyer lo abbia quasi ucciso – e di una resistenza superlativa a climi e ambienti, Godzilla è inoltre in grado di sfruttare le radiazioni che assorbe e di cui si nutre per attaccare. Con il potere di Mothra combinato, ad esempio, in Godzilla II: King of the Monsters Godzilla lancia due impressionanti esplosioni termonucleari che inceneriscono prima le ali di Ghidorah e poi due delle sue teste, l’ultima delle quali viene definitivamente eliminata dal suo raggio atomico infuocato di colore blu-azzurro.

Godzilla ha inoltre una relazione simbiotica con Mothra, la falena gigante che, al pari del rettile, viene definita come la regina dei mostri. Godzilla e Mothra riescono infatti a comunicare anche a grandissime distanze, e inoltre le capacità della falena le consentono di aiutare Godzilla, rigenerarlo e potenziarlo, come avvenuto nel corso della battaglia finale contro Ghidorah a Boston.

Kong

Protagonista, perlomeno nel MonsterVerse, di una millenaria lotta tra la sua specie e i diabolici Strisciateschi dell’Isola del Teschio, Kong, detto anche King Kong, è uno dei mostri più celebri della storia del cinema, e dopo l’esordio nell’universo cinematografico di WB e Legendary in Kong: Skull Island, presto lo vedremo scontrarsi contro Godzilla in un colossale monster movie. Il suo debutto al cinema risale addirittura al 1933, in King Kong  di Merian C. Cooper ed Ernest B. Schoedsack, e già nel 1962 si scontrò con Godzilla nel film giapponese Il trionfo di King Kong.

Sebbene l’aspetto di Kong sia rimasto più o meno invariato rispetto alle sue precedenti incarnazioni cinematografiche, se non per le dimensioni che in Godzilla Vs. Kong saranno notevolmente più imponenti per garantire un epico scontro col re dei mostri, e per la capacità di ergersi e camminare su due zampe, il dominatore di Skull Island ha una storia curiosa e struggente alle spalle. Come apprendiamo durante il suo film d’esordio in questo racconto, Kong è infatti l’ultimo della sua specie, poiché i suoi genitori vennero uccisi e divorati dagli Skullcrawler che ancora oggi risultano essere i suoi più temibili nemici.

Abilissimo nel combattimento corpo a corpo e molto intelligente, Kong è inoltre capace di scalare rapidamente le montagne, udire rumori da grandissime distanze, ed ha inoltre una forte personalità. In Godzilla II: King of the Monsters, scopriamo infatti che Kong non risponde al richiamo di Ghidorah per non avere a che fare con il resto del mondo e dei titani, pur assicurandosi che nessuno degli Strisciateschi abbandonasse l’Isola del Teschio per raggiungere il dragone a tre teste.

L’ultima volta che lo abbiamo fisicamente visto è stato in Kong: Skull Island, ambientato negli anni ’70, dove la sua statura era di circa 30 metri. In Godzilla Vs. Kong troveremo una versione più adulta del mostro, che sarà alto ben 120 metri proprio come il rivale.

Methuselah

Secondo la leggenda, Methuselah distrusse un villaggio a Monaco di Baviera, per poi adagiarsi sul territorio e cadere in un letargo apparentemente infinito. Una impenetrabile foresta è cresciuta sul dorso di questo gigantesco ibrido animale-pianta-roccia, ma la Monarch, in un anno non ben precisato, riuscì a identificare la creatura e a porla sotto osservazione presso l’avamposto. Insieme a Behemoth ed altri mostri, anche Mehuselah si risveglia per ordine di Ghidorah, per poi seguire Godzilla dopo la vittoria del mostro sul dragone a tre teste. Matusalemme, questo il suo nome tradotto in italiano, è probabilmente un mostro antichissimo, forse il più antico tra i Titani, ma non ha riscontri nella filmografia di Godzilla antecedente al MonsterVerse. A quanto pare, stando alle dichiarazioni degli sceneggiatori, Methuselah è stato creato con lo scopo di dimostrare che mostri e natura erano in perfetto equilibrio.

Mire Squid

Questi cefalopodi giganteschi sono stati visti nell’Isola del Teschio, in Kong: Skull Island, quando uno di essi soccombe a Kong dopo un breve combattimento. Si tratta, né più né meno, di appunto giganteschi cefalopodi che hanno caratteristiche simili a quelle degli animali tradizionali, e che sfruttano anche nel loro caso una spessa nuvola di inchiostro per nascondersi e fuggire ai nemici. Piccola particolarà extra, direttamente dai file di Monarch: i Mire Squid dell’Isola del Teschio sono in grado di riscaldare l’inchiostro a una temperatura talmente elevata da far bollire vivi i nemici che finiscono loro malgrado all’interno di queste nuvole nere.

Mother Longlegs

Questi schifose creature assomigliano a giganteschi ragni, alti solitamente dai 5 ai 7 metri. Secondo i file della Monarch, esistono però Mother Longlegs ancora più grandi, che potrebbero addirittura competere con la statura di Kong (perlomeno nella sua giovinezza).

Apparsi in Kong: Skull Island, i Mother Longlegs fanno del mimetismo la loro tattica preferita per gli attacchi a sorpresa: nascondendosi nei boschi di bambù, nei quali è molto difficile distinguere tra i fusti degli alberi e le loro lunghe zampe, i ragnoni dell’Isola del Teschio sono in grado di sorprendere le prede e ottenere cibo molto facilmente.

Oltre alle loro otto zampe, le Mother Longlegs possiedono due arti aggiuntivi situati più vicino alle loro teste, che sono dotati di artigli a tenaglia.

Mothra

Protagonista di un omonimo film del 1961, Mothra è uno dei mostri più famosi e tra i più importanti del MonsterVerse. Lo conosciamo nella sua forma più celebre, quella di una gigantesca falena, ma anche Mothra, proprio come tutti gli animali della sua specie, nasce dalla trasformazione di una forma larvale grazie a una crisalide, come ci viene chiaramente mostrato in Godzilla II: King of the Monsters dove Monarch fa di tutto per tenere al sicuro la creatura.

Oltre che essere benevola nei confronti degli umani e della vita, Mothra è molto intelligente, non è particolarmente votata al combattimento ma riesce comunque a far valere le sue abilità, e lo vediamo nel momento in cui si scontra con Rodan durante la battaglia tra Ghidorah e Godzilla. È proprio verso quest’ultimo gigantesco titano che Mothra ripone la sua lealtà, come dimostra in più occasioni. Nell’atto finale di Godzilla II, ad esempio, quando Ghidorah sembra prendere il sopravvento sul rivale di sempre, Mothra ha deciso di sacrificarsi per concedere a Godzilla di recuperare le forze e preparare l’ultimo devastante attacco contro il mostro a tre teste, per ristabilire la sua supremazia sugli altri titani.

Al momento, Mothra viene ritenuta deceduta, ma il ciclo di vita e morte di questo mitologico essere è molto particolare grazie alle sue abilità di reincarnazione e rigenerazione. Nel finale del film scopriamo infatti, attraverso alcuni articoli di giornale, che è stato trovato un nuovo gigantesco uovo, che potrebbe essere proprio quello della “rinascita” della gigantesca falena portatrice di vita.

MUTO

I MUTO, il cui nome è l’acronimo di Massive Unidentified Terrestrial Organism, sono giganteschi parassiti che fanno la loro prima comparsa in Godzilla (2014). Sulla loro natura sono state fatte numerose ipotesi prima dell’uscita del film, ma la produzione confermò poi che si tratta di mostri che non sono mai apparsi prima nella storia del cinema. Premesso questo, gli artisti del film affermarono inoltre che i MUTO sono “figli” dei primi concept della pellicola, che vedevano due mostri chiamati Rokmutul e Pterodactyl le cui caratteristiche, almeno in parte, sono state mantenute per i due MUTO.

Fino a oggi abbiamo visto tre MUTO in azione, due nel primo film della serie e uno, chiamato Queen MUTO, che in Godzilla II: King of the Monsters viene richiamato da Ghidorah per scatenare la sua furia. In origine, Monarch identificava con questo appellativo tutti i Titani in cui si imbatteva, tuttavia sembra che ora con MUTO vengano indicati solo i giganteschi parassiti dall’aspetto molto simile tra loro, e che sono inoltre in grado di riprodursi. In Godzilla, ad esempio, i due MUTO che si risvegliarono erano un esemplare maschio e una femmina, che dopo aver percorso mezzo mondo riuscirono a incontrarsi per procedere alla fecondazione che avrebbe permesso alla loro specie di prosperare. Solo l’intervento del colossale Godzilla riuscì a fermare i due MUTO, eliminando inoltre le uova deposte dall’esemplare femmina.

Sebbene condividano alcuni caratteristici tratti somatici, i MUTO presentano importanti differenze tra gli esemplari maschili e femminili. Entrambi sono ricoperti da un esoscheletro di colore grigio-nero, hanno occhi arancioni molto stretti e una piccola testa schiacciata. I loro arti sono inoltre molto sottili ma letali, anche se ci sono differenze tra i due generi.

La femmina dei MUTO, tra le quali troviamo anche la Queen MUTO (o MUTO 3, apparsa in Godzilla II), ha due paia di arti anteriori e una coppia più piccola sull’addome, ed è inoltre molto più grande del MUTO maschio – la sua altezza è addirittura paragonabile a quella di Godzilla. Nel basso addome ha inoltre una voluminosa sacca che può arrivare a contenere decine di uova, visibilmente luminescenti probabilmente a causa del loro legame con le radiazioni. Le femmine dei MUTO hanno infatti la capacità di rintracciare fonti di radiazioni, che sfruttano poi per deporre le uova e nutrire i piccoli in attesa della loro nascita.

Il maschio MUTO, come detto, è più piccolo degli esemplari femmina, ma può vantare una coppia di poderose ali che gli permettono di volare e inoltre un devastante attacco elettromagnetico che scatena tramite i suoi arti e che può disattivare all’istante tutte le apparecchiature elettroniche nelle vicinanze.

Psychovulture

Si tratta di particolari rettili volanti dell’Isola del Teschio, che spesso attaccano in stormi come i preistorici pterodattili. Gli Psychovulture, di cui esiste anche una sottospecie nota come Leafwing, sono però anche in grado di emettere scariche di elettricità dalla loro bocca, che è anche dotata di alcune ghiandole che secernono un anestetico in grado di diminuire la resistenza della preda. Gli Psychovulture e i Leafwing sono rapaci predatori, e hanno anche la capacità di sviluppare una visuale termica. Inoltre, sembra che la loro indole particolarmente aggressiva derivi da avvelenamento da pesce palla, di cui questi mostri sono ghiotti.

Piccola curiosità, che forse vi è sfuggita: i Leafwing appaiono anche in Godzilla II: King of the Monsters, nel momento in cui Godzilla elimina Ghidorah e torna a essere il re incontrastato dei mostri.

Rodan

Rodan è tra i mostri più antichi e conosciuti della Toho, la sua prima apparizione è infatti datata 1956 in un film che porta il suo nome. L’incarnazione di Rodan del MonsterVerse è leggermente diversa, ma ne mantiene molti tratti.

Il Rodan di Warner Bros. e Legendary ha ad esempio un’apertura alare maggiore e provoca maggiore devastazione al suo passaggio, come osserviamo chiaramente nel momento dell’attacco all’Isla de Mara dopo essersi liberato dalla stazione di contenimento della Monarch che lo rinchiudeva – all’interno di un vulcano, per inciso. La sua incubazione, che è avvenuta proprio all’interno di questa montagna incandescente, ha permesso a Rodan di sviluppare una dura e spessa corazza rocciosa geotermica, che gli consente ovviamente di resistere a temperature elevatissime. Come se non bastasse questa sua straordinaria resistenza, capace di farlo sopravvivere a colpi mortali come quelli di Ghidorah e Mothra, Rodan è anche in grado di dar vita a distruttivi cicloni grazie alle sue imponenti ali.

Scylla

Scylla è un gigantesco cefalopode corazzato di colore nero, con sei lunghi arti dotati ciascuno di un artiglio estremamente letale.

Fa parte del gruppo di Titani che si risvegliano dopo la vittoria di Ghidorah su Godzilla in Godzilla II: King of the Monsters.

Sker Buffalo

Creature imponenti e generalmente tranquille dell’Isola del Teschio, gli Sker Buffalo sono esattamente quello che suggerisce il loro nome: dei bufali di enormi proporzioni. Sono anfibi, hanno alcune strutture a corallo sulla loro schiena che gli consentono di mimetizzarsi con l’ambiente circostante, e hanno potenti corna che utilizzano come arma in battaglia. Sfortunatamente per loro, però, sono anche molto lenti, e per questo sono prede molto facili degli Strisciateschi.

Spore Mantis

Si tratta di giganteschi insetti il cui aspetto ricorda molto quello degli alberi, tanto che il loro corpo è ricoperto di vegetazione. Il nome stesso di questi animali ricorda le spore, di origine vegetale, e le mantidi, che richiamano appunto la forma del loro corpo.

Sono animali molto intelligenti e anche poco aggressivi, a meno che non vengano attaccati.

Strisciateschi (Skullcrawler)

La stessa Monarch sa ben poco delle origini di queste abominevoli creature. Gli Strisciateschi, o Skullcrawler, sono rettili giganti che vivono sull’Isola del Teschio, e che da tempo indefinito continuano la loro lotta con Kong e gli antenati del primate.

Predatori sotterranei che amano cacciare in branchi e che si muovono nella terra proprio come se fossero squali in acqua, sono molto intelligenti ma anche temerari: in Kong: Skull Island vediamo infatti più di uno Strisciateschi immolarsi per cercare di fermare Kong, nonostante il titano primate fosse molto più grande dei mostri in questione.

Il leader del branco, chiamato Skull Devil, riflette esattamente tutto quello che ci viene detto su queste creature: si tratta di mostri che sembrano essere nati solo ed esclusivamente per portare morte e sofferenza. Proprio come il Diavolo in persona.



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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.




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