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Spider-Man: Brand New Day, la recensione: è ora di crescere

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È ora di crescere. Ne aveva bisogno il Peter Parker di Tom Holland, ne aveva bisogno anche lo spettatore, specie dopo quel No Way Home che tanto aveva emozionato per la presenza di ospiti illustri, quanto aveva deluso per la sua incapacità di costruire una storia organica e permettere allo Spider-Man del MCU di avere davvero il suo momento da protagonista.

Ora, Destin Daniel Cretton, regista di Shang-Chi per la Marvel, cambia le carte in tavola. Cambia tutto: il luogo dove vive Peter, la sua missione, il costume, il suo modo di fare. Peter è solo. È solo e abbandonato, dopo che l’incantesimo di Strange ha cambiato per sempre la sua vita. Ma qui sta la grande chiave di volta del film, che accoglie altri personaggi che, in qualche modo, condividono la stessa situazione di Peter: siamo noi a essere stati abbandonati, o siamo noi ad aver allontanato tutti quanti?

Visto da questa prospettiva, Brand New Day affronta tematiche anche molto interessanti, capaci di toccare nel vivo più di una persona. È un film che sa prendersi il suo tempo, quando deve affrontare questo percorso di crescita emotivo, ma che al tempo stesso lo estremizza attraverso la mutazione che Peter sta vivendo anche fisicamente. Il parallelismo tra la mente e il corpo di Peter è ciò che sorregge l’impianto narrativo del film, attorno al quale viene costruita una storia di persone e supereroi.

C’è un bel bilanciamento tra le due sfere della vita di Peter, sebbene il ritmo non sia sempre eccellente. La storia di MJ (Zendaya) è di quelle che toccano il cuore. La ragazza è giustamente sempre nei ricordi di Peter, ma lo stesso non si può dire al contrario. E così, si rischia il sovraccarico di eventi, storie e passioni. Soprattutto nella mezz’ora finale, si passa da scontri fin troppo sbrigativi a momenti di lucidità e confronto tirati per le lunghe.

Per fortuna, la prova di Tom Holland è la migliore fin qui nel MCU. È affranto, le ombre sul suo viso fanno spesso risaltare questa dicotomia che vive in lui, e il dolore che prova nel vedere la sua vita precedente andata in pezzi è tangibile. Chi ne esce meglio però è Sadie Sink, il cui personaggio è sicuramente sorprendente per i lettori dei fumetti Marvel ma che, senza fare spoiler, mette in mostra doti attoriali davvero eccellenti per un’attrice della sua età. Ne sentiremo parlare ancora a lungo.

Ho adorato la chimica che si instaura tra Peter e Frank Castle (Jon Bernthal), un Punisher che inevitabilmente risulta essere più edulcorato rispetto alle sue violentissime incarnazioni televisive in Daredevil e nel suo Special pubblicato alcune settimane fa su Disney+. Al netto di questo, funziona. I due funzionano benissimo insieme. Paradossalmente, sono due facce della stessa medaglia: entrambi inseguono quello che loro ritengono essere il bene, e lo fanno in modi completamente diversi. Spidey si preoccupa che un tubo non ferisca un nemico durante uno scontro, mentre Frank non ci pensa due volte a riempire di mine anti-uomo il suo covo. Ma quando il film non li usa solo come mero espediente da commedia (che va benissimo), riesce comunque a trarne vantaggio. Anche perché è un parallelismo che non si trova certo solo nella coppia Peter/Frank…

Al netto di un Hulk che non è stato sfruttato proprio al meglio, purtroppo, Brand New Day non manca di continuare a ricollegarsi al MCU, ma stavolta lo fa in un modo molto più organico e intelligente rispetto ai precedenti film. Proprio come Peter deve cercare di conciliare vita privata e lavoro, anche il film intreccia personaggi e trame tenendo alta l’attenzione dello spettatore. Nel farlo, comunque, esagera: i personaggi, a conti fatti, sono anche troppi per ciò che avviene, ed è un peccato che almeno un paio di loro come Ned (Jacob Batalon) e Scorpion (Michael Mando) ne escano come semplici comparse.

È il miglior film di Spider-Man dai tempi di Spider-Man 2 di Sam Raimi? Boh, su questo non ve lo so dire con certezza. Avrei bisogno di riguardarlo almeno un’altra volta. Su certi aspetti, è poco ma sicuro. Brand New Day incuriosisce, questo certamente. Presenta scorci e fotografia che nessuno dei precedenti film di Holland nel MCU aveva saputo dare, proponendo un impatto visivo davvero bellissimo in alcuni momenti. Le sequenze d’azione sono coreografate con ottimi risultati (l’esperienza di Cretton con Shang-Chi si vede tutta), e accompagnare Spidey nelle sue ronde a New York, vedendolo svolazzare qua e là come se fossimo a un metro da lui, è evocativo.

Sul fronte puramente visivo e tecnico, Brand New Day è una rottura col passato. Un film che ricerca con maggior precisione e impegno di proporre una rinnovata visione di Spider-Man. E lo stesso si può dire per la storia, che si intreccia in un modo che non era facile da prevedere. L’operazione rinascita di Spidey nel MCU non si può dire riuscita al 100%, con tante (troppe) cose da fare in un paio d’ore, ma la strada tracciata è molto buona.

Ah, c’è una scena post credits. Che non dice molto e al tempo stesso potrebbe dire tantissimo.

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Review Overview
Riassunto

Ci sono voluti tre film, tra alti e bassi, ma ora Tom Holland è quello Spider-Man a cui i puristi del fumetto sono abituati: solo, determinato, può contare solo sulle sue forze. Abbandonato. O forse no? Brand New Day gioca molto su questo senso di schiacciante pressione a cui è sottoposto Peter, una sensazione che forse molti di noi, almeno una volta nella vita, hanno provato. È un film che sa raccontare bene questo passaggio evolutivo nella vita di Peter, qualcosa che al cinema il personaggio non aveva mai dovuto affrontare veramente. Grandi sequenze d’azione, un’estetica di gran lunga superiore rispetto alla trilogia di Jon Watts, e una chimica perfetta tra Spidey e Punisher. La nota stonata sono alcuni personaggi secondari, che non lasciano il segno. Quasi come se in Brand New Day fosse concentrato anche troppo.

  • Giudizio complessivo4
Scritto da
Andrea Peroni

Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.

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