Back 4 Blood | Abbiamo provato il nuovo co-op shooter dai creatori di Left 4 Dead

Di Alberto "Legend" De Toma
8 Agosto 2021

Avviare la prima partita su Back 4 Blood è stato come fare un tuffo nel passato, un tuffo che ci ha riportati direttamente negli anni in cui i due Left 4 Dead erano le colonne portanti degli shooter cooperativi a tema zombie. Il nuovo titolo di Turtle Rock Studios, infatti, è riuscito ad ereditare il meglio dai suoi predecessori, pur mantenendo una propria identità ed introducendo tutta una serie di nuove meccaniche, come il sistema di carte abilità di cui vi parleremo più avanti, che hanno contribuito a svecchiare questo genere videoludico.

Il menu principale

Appena abbiamo avviato la beta, ci siamo ritrovati in una specie di menu principale navigabile dal quale è possibile avviare una partita, comprare oggetti dai vari shop del gioco, creare dei mazzi di carte abilità oppure allenarsi con la mira in un poligono di tiro nel quale è possibile provare qualsiasi arma presente nel gioco. In realtà, per via dell’elevata mira automatica prevista dal gameplay (disattivabile in qualsiasi momento), il poligono è molto più utile per provare il feeling delle varie armi, sperimentando cadenza di fuoco, rinculo e velocità di ricarica, cosa che rende molto più semplice trovare la propria arma preferita. Inoltre le armi possono essere equipaggiate con qualsiasi accessorio presente nel gioco, in modo tale da trovare in maniera più veloce le proprie combinazioni vincenti per poi impiegarle in partita.

La campagna co-op

Il cuore pulsante di Back 4 Blood risiede nella campagna in multiplayer, la vera colonna portante del gioco. Se è vero, infatti, che la campagna può essere affrontata completamente in singleplayer, pur sempre con l’ausilio di una manciata di bot a supportarci, il titolo riesce a dare il meglio di sé solo se giocato in co-op, ancora meglio se affrontato in compagnia di altri tre amici con cui coordinarsi, magari anche utilizzando l’ottima chat vocale messa a disposizione dal gioco stesso, feature necessaria data la natura cross-play del titolo. Come nei due Left 4 Dead, l’obiettivo della campagna risiede nel raggiungere (possibilmente tutti interi) dei rifugi posti alla fine di ciascuna area di gioco, nei quali sarà possibile rifornirsi di munizioni, armi, bende ed ogni sorta di equipaggiamento in cambio della valuta del gioco che è possibile reperire durante l’esplorazione delle varie aree che, se scandagliate a fondo, permetteranno anche di trovare armi di una rarità maggiore, munizioni, accessori, granate, ed in generale tutto ciò che tornerà sicuramente utile per sopravvivere fino al raggiungimento della prossima area.

Arrivare ai rifugi, tuttavia, non sarà sempre un’impresa facile, tra una safe zone e l’altra, infatti, bisognerà farsi strada tra numerosissime orde di infetti, che non di rado riusciranno ad accerchiarvi sopratutto perché la posizione degli zombie sarà generata casualmente all’inizio di ogni partita, garantendo un ulteriore livello di sfida dato che si dovrà escogitare una strategia a tavolino per ogni possibile evenienza. Infatti, una caratteristica molto interessante della campagna co-op è rappresentata dalla figura del Regista, un’entità controllata dall’intelligenza artificiale, che ha il compito di generare casualmente non solo la posizione degli zombie, ma anche alcune componenti accidentali presenti all’interno della mappa come ad esempio automobili dotate di allarme o stormi di corvi che, se avvicinati, genereranno un rumore assordante in grado di attirare verso di voi massicce orde di infetti.

Infine la campagna è suddivisa in atti, ognuno dei quali è composto da varie missioni. Ciascuna missione può essere affrontata a tre livelli di difficoltà, rispettivamente: Superstite, Veterano ed Incubo. Di conseguenza, all’aumentare del livello di difficoltà diminuiranno i tentativi a disposizione della squadra per portare a termine la missione, aumenterà il danno che si potrà infliggere ai propri alleati con il fuoco amico, ed aumenteranno anche la salute ed i danni degli infetti.

La modalità Versus

Oltre alla modalità co-op, il gioco presenta anche una modalità PvP chiamata Sciame in cui due squadre composte da quattro giocatori ciascuna si scontrano l’una contro l’altra per aggiudicarsi la partita. La particolarità di questa modalità è che una squadra è composta dagli Sterminatori, ovvero gli stessi umani che si possono controllare anche nella campagna, mentre l’altra squadra è composta dagli Infetti.

Ad ogni round le fazioni si invertiranno, di conseguenza gli Sterminatori dovranno giocare da Infetti e viceversa. In particolare gli Sterminatori hanno l’obiettivo di sopravvivere il maggior tempo possibile. Alla fine di ogni round, infatti, la squadra che durante il proprio round da Sterminatore è riuscita a sopravvivere per più tempo si aggiudicherà un punto, quindi la squadra che riuscirà a sopravvivere di più anche negli altri round, alla meglio di tre, si aggiudicherà la partita.

Per gli Sterminatori il pericolo non è rappresentato solo dagli Infetti della squadra avversaria, ma anche dalle orde di zombie comandate dall’IA che contribuiranno a creare ancora più caos. Per di più intorno alla mappa sarà costantemente presente un letale sciame di insetti (da cui il nome della modalità) che si restringerà sempre di più intorno ai giocatori, delimitando la safe zone all’interno della quale i personaggi potranno muoversi.

Inoltre ciascun personaggio di ogni squadra ha delle proprie peculiarità, e queste vengono accentuate in maniera considerevole per la fazione degli Infetti che mette a disposizione del giocatore diverse “classi” tra cui poter scegliere: alcuni infetti sono più agili e specializzati negli attacchi a distanza, ma hanno pochi HP, mentre altri tipi di infetti sono dotati di un grande numero di HP, sono in grado di sferrare attacchi corpo a corpo molto potenti, ma sono molto lenti nei movimenti, altri ancora invece hanno velocità e danni ben bilanciati con un numero di HP nella media.

Per di più anche gli Infetti potranno potenziarsi mano a mano che si avanza nei round, diventando sempre più forti e resistenti, e riducendo drasticamente le possibilità di sopravvivenza della squadra avversaria, che dovrà scegliere saggiamente le proprie carte ad inizio round e dovrà sperare di trovare armi ed equipaggiamento utili in giro per la mappa.

Il sistema delle carte abilità

Una delle principali novità introdotte in Back 4 Blood è un articolato sistema di carte abilità che garantiranno al nostro personaggio e ai nostri alleati dei bonus durante la partita, sia nella campagna co-op che nella modalità PvP.

Queste carte potranno essere comprate nello shop del menu principale, guadagnate in partita e sicuramente anche in altri modi che durante la beta non è stato possibile sperimentare. Le carte poi possono essere raccolte in dei mazzi, uno dei quali dovrà essere scelto all’inizio di ogni partita, perciò diventerà di fondamentale importanza costruire dei mazzi equilibrati che possano garantire una maggiore possibilità di sopravvivenza non solo per se stessi, ma anche per la propria squadra, dato che queste carte certe volte possono infondere dei bonus anche agli altri componenti del team.

Nella modalità co-op, una volta scelto il mazzo ed entrati in partita, sarà possibile scegliere una tra cinque carte che ci verranno proposte attraverso un sorteggio casuale. Questa scelta si ripresenterà ogni volta che si raggiungerà il rifugio successivo, in modo da ottenere un vantaggio, seppur minimo, per far fronte a orde di zombie via via più numerose.

Nella modalità Versus, invece, all’inizio di ogni round da Sterminatore si dovranno scegliere un totale di cinque carte scelte casualmente dal proprio mazzo. Per i round da Infetto, la situazione è diversa perché una volta scelto l’infetto, quest’ultimo si potrà potenziare con i punti mutazione guadagnati durante la partita, andando così a migliorare le proprie abilità e la propria resistenza.

Tuttavia, nonostante rappresenti una importante novità e sia una caratteristica fondamentale all’interno del gioco, questo sistema risulta a tratti confusionario e fa perdere al gameplay quella immediatezza che invece caratterizzava i due Left 4 Dead. Prima di potersi buttare in partita, infatti, bisognerà scegliere accuratamente il mazzo, anche basandosi su quello scelto dai propri amici, inoltre sarà necessario tenerlo in costante aggiornamento mano a mano che si sbloccheranno nuove carte, andando quindi ad analizzare, di volta in volta, gli effetti delle nuove carte per cercare di creare delle combinazioni efficaci, perciò questo procedimento alla lunga risulta essere fin troppo laborioso.

Le nostre conclusioni 

Back 4 Blood è senza alcun dubbio un prodotto ben riuscito, che non solo ha saputo prendere tutte le caratteristiche che hanno reso famosi i suoi predecessori, ma è anche riuscito a dar loro una propria personalità.

Le modalità, nel complesso, ci hanno convinto. Sopratutto la campagna co-op, che giocata con altri tre amici è in grado di garantire ore ed ore di intrattenimento, anche grazie alla generazione casuale dei nemici, delle trappole e delle sfide, ottenendo così un notevole livello di rigiocabilità. La modalità PvP Sciame ci è sembrata più una modalità di contorno che una vera sostituta alla campagna, che resta il vero cuore di Back 4 Blood. Nonostante ciò, dopo un paio di partite per entrare meglio nelle meccaniche, è risultata essere una modalità tutto sommato divertente, in grado di sostituirsi per un breve periodo alla campagna nel caso in cui si sentisse la necessità di “cambiare aria”, tuttavia riteniamo che nel gioco completo, con l’aggiunta di altre mappe ed altri tipi di infetti possa liberare tutto il suo potenziale, diventando addirittura capace di tenere testa alla campagna.

Lo shooting risulta essere immediato ed estremamente soddisfacente. Complici di questa impressione sono state anche le numerose armi che è stato possibile provare durante la beta, come: fucili di precisione, fucili d’assalto, mitragliatrici leggere, mitragliette, pistole, revolver ed anche armi corpo a corpo. A colpirci però non sono state solo le armi a nostra disposizione, ma anche l’equipaggiamento in generale che ci è sembrato essere abbastanza vario ed utile ai fini della sopravvivenza.

Il sistema di carte abilità forse rappresenta l’unico vero punto debole di questa beta, in quanto conferisce ulteriore profondita al gameplay, ma rende il gioco molto meno immediato e più meditativo, a tratti anche in modo eccessivo. Infatti, molto spesso si tende a tralasciare questo sistema di carte per potersi lanciare subito in partita e fare affidamento solo sulle proprie abilità. Siamo dell’idea che sarebbe stato meglio se questo sistema avesse ricoperto un ruolo più marginale all’interno del gameplay, rappresentando non più che un piacevole contorno all’esperienza di gioco, che è già completa di per sé.

In ogni caso siamo sicuri che Turtle Rock Studios farà tesoro delle prime impressioni della community raccolte durante questa beta, in modo tale da smussare alcune delle meccaniche di gioco che richiedono maggiore attenzione per poter poi fornire un prodotto che sappia mostrare solo il meglio di sé e che possa ambire a diventare il capo indiscusso degli shooter cooperativi a tema zombie.



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Cresciuto a "pane e videogiochi", vivo un quarto di frame alla volta. Sono un giocatore eclettico sempre attratto dalle novità, non solo in ambito videoludico, ma anche tecnologico e dell'intrattenimento in generale.




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