Epidemie nei videogiochi: 5 titoli in cui il virus è letale

Di Marco "Bounty" Di Prospero
6 Febbraio 2020

Il 2020 non è certo iniziato nel migliore dei modi. Basti pensare che dal mese di gennaio i mass-media di tutto il mondo stanno seguendo con molta attenzione l’andamento del coronavirus, un nuovo virus scoppiato in Cina per motivi non ancora noti (si pensa che sia stato trasmesso dai serpenti o che si tratti di un’arma biologica). In ogni caso, giorno dopo giorno, gli infetti da coronavirus, almeno sul suolo cinese, stanno aumentando sempre di più, causando una vera e propria epidemia.  Fortunatamente, il virus è stato isolato qualche giorno fa da medici italiani, rendendo sempre più vicina la creazione di un vaccino. Sebbene si tratti di un tema piuttosto spiacevole, questa situazione surreale ci ha dato l’idea per scrivere questo articolo. Nel particolare, vogliamo parlarvi delle epidemie nei videogiochi, spesso utilizzate dalle software house per creare storie post-apocalittiche. Vi presentiamo quindi le epidemie nei videogiochi: 5 titoli in cui il virus è letale.

ATTENZIONE: Con questo articolo non vogliamo in alcun modo creare allarmismo né sminuire la situazione reale paragonandola a quella dei videogiochi. I videogiochi rimangono tali e, pertanto, restano frutto della fantasia.

TOM CLANCY’S THE DIVISION

Tom Clancy’s The Division è l’action RPG ispirato ai libri di Tom Clancy e sviluppato da Ubisoft. Il gioco, rilasciato nel marzo 2016, è ambientato in una New York ormai devastata a causa di un virus simile al vaiolo, ma molto più resistente. L’assenza di acqua, cibo, medicine e rifornimenti vari ha portato i superstiti a lottare per la sopravvivenza. Oltre al virus quindi, i conflitti tra le persone causano altrettante morti. In questo scenario il Presidente degli Stati Uniti ha emanato la Direttiva 51, una strategia per cercare di combattere la pandemia. Inutile dire che questo piano si è rivelato ben presto un insuccesso. Tuttavia nulla è ancora perduto: nella metropoli è presente la Divisione, una squadra speciale (Strategic Homeland Division) che ha il compito di assistere i sopravvissuti e soprattutto, di scoprire cosa si trova dietro alla diffusione del virus. Ovviamente anche noi, o per meglio dire, il nostro alter-ego, è un militante della Divisione. L’epidemia continua con Tom Clancy’s The Division 2, ambientato sette mesi dopo a Washington DC, raggiunta dal virus, come gran parte del mondo. Tra le altre cose, la squadra speciale scoprirà anche la causa dell’epidemi, che evitiamo di spoilerarvi qualora vogliate recuperare i due titoli. In ogni caso, la pandemia raccontata da The Division sembra forse la più verosimile. Nel mondo videoludico, tuttavia, i virus sono capaci di molto altro. Un chiaro esempio è il gioco descritto nella pagina successiva…

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Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.