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Fire Emblem: Fortune’s Weave | Le 7 cose a cui prestare attenzione

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Fire Emblem: Fortune’s Weave non ci prende per mano, al massimo ci tiene per il mignolo. Fin dalle prime ore bisogna destreggiarsi tra battaglie tattiche, quattro eroi da seguire, armi che si consumano, le diverse abilità, senza dimenticare i reclutamenti e un calendario che ricorda di continuo quanto manca al prossimo incontro nell’arena. Sembra tanto e in effetti lo è, ma la buona notizia è che quasi tutti gli errori iniziali si possono recuperare e nessuna scelta fatta all’inizio vi condannerà per il resto della partita. Prima di addentrarvi nel continente di Dagda, però, ci sono alcune cose che conviene sapere, quindi mettetevi comodi: se il gioco vi tiene per il mignolo, per le prime ore ci pensiamo noi a prendervi a braccetto.

Scegliete la difficoltà giusta

Chi si avvicina alla serie per la prima volta dovrebbe partire dalla difficoltà Normale abbinata alla Modalità Casual. In Casual i personaggi sconfitti non spariscono per sempre, ma tornano disponibili alla fine della battaglia, mentre la Modalità Classica mantiene la tradizione della serie e rende la morte permanente: chi cade in combattimento non si rialza più, e con lui se ne vanno anche la sua storia e i suoi legami con il resto della squadra. Non c’è nessun premio per chi si impone il permadeath fin dall’inizio, né un finale diverso o un riconoscimento speciale. Se sapete già che alla prima perdita ricarichereste la partita per salvare il vostro personaggio preferito, la Casual vi risparmia solo frustrazione e ore di tentativi, lasciandovi concentrare sulle strategie e sulla storia. Per i veterani in cerca di brividi, invece, la Classica resta il modo più teso e appagante per vivere ogni scontro.

Guardate sempre il raggio nemico

Durante la battaglia, premendo ZL si evidenzia in rosso l’area d’attacco di tutti i nemici sulla mappa, uno strumento da usare prima di ogni singola mossa, soprattutto quando muovete unità fragili come arcieri, guaritori e maghi, che basta un colpo ben assestato per mettere fuori gioco. Non ragionate solo sul nemico che avete davanti, ma su chiunque possa raggiungere quella casella durante la fase nemica successiva, perché un’unità a cavallo o un volante coprono molto più terreno di quanto sembri e un arciere nascosto dietro le prime linee può colpire da una distanza inaspettata, trasformando una posizione apparentemente sicura in una trappola mortale.

Varietà prima di tutto

In Fortune’s Weave non c’è il classico triangolo delle armi, ma ogni tipo ha un vantaggio tutto suo: la magia funziona bene contro le unità corazzate, gli archi contro quelle volanti e le lance contro la cavalleria, mentre le spade infliggono più danno negli attacchi successivi, le asce garantiscono sempre un danno minimo anche contro i nemici più resistenti e i guanti aumentano l’evasione contro tutte le altre armi. Per questo una squadra di sei unità forti ma tutte uguali rende molto meno di un gruppo con portate, tipi di danno e mobilità diverse, capace di adattarsi a ogni mappa e a ogni avversario, e conviene tenere sempre d’occhio anche i contrattacchi, perché colpire dall’interno del raggio nemico significa subire la risposta e, a volte, perdere un’unità per un attacco che sembrava sicuro.

Le abilità hanno un costo

Le abilità aumentano potenza, precisione o probabilità di critico, ma consumano la durabilità dell’arma, quindi conviene usarle per finire un nemico pericoloso, raggiungere un bersaglio fuori portata o sfruttare una debolezza, e non contro ogni avversario che potreste battere con un semplice attacco normale, sprecando equipaggiamento prezioso.

Le mosse ardenti, invece, sono esclusive dei quattro protagonisti e si pagano con i punti vita anziché con la durabilità, e ogni loro utilizzo riempie l’ardore dell’eroe, che concede bonus sempre più forti finché sale. Se però arriva al massimo scatta lo scoppio, i vantaggi accumulati svaniscono e gli HP massimi dell’eroe si dimezzano fino alla fine dello scontro, per cui l’idea è spingere il sistema il più possibile senza mai esagerare, usandole solo quando possono davvero cambiare le sorti di un turno.

La sabbia divina è lì per essere usata

Un attacco mancato o un nemico dimenticato non obbligano a ricominciare la battaglia, grazie alla sabbia divina, che permette di riavvolgere lo scontro fino a un punto precedente e provare un’altra sequenza di mosse; quindi, se un piano ha quasi funzionato, tornate indietro e cambiate una sola mossa invece di buttare tutta la strategia.

Non sottovalutate la Fama

La Fama sembra un semplice numero di contorno, ma in realtà è uno dei sistemi più importanti del gioco, perché sblocca nuove strutture a Dagsion, è un requisito per molti reclutamenti e incide anche sull’accesso alle classi avanzate. Si guadagna avanzando nella storia, completando le missioni secondarie e vincendo gli incontri nell’arena, persino alcune attività legate agli dèi contribuiscono a farla salire. Per questo non conviene giudicare le missioni solo dalla ricompensa immediata: una commissione che sembra pagare poco potrebbe avvicinarvi a una recluta importante o a una struttura che vi tornerà utile per il resto della partita.

Le classi vanno pianificate

Le classi sono divise in tre livelli, principiante, specialista e avanzato, cambiare classe non è un semplice aggiornamento delle statistiche, perché modifica le armi utilizzabili, il movimento, le abilità e il ruolo che un’unità ricopre in battaglia. Per questo non conviene promuovere un personaggio solo perché avete una licenza in tasca o perché la classe successiva sembra la scelta più ovvia, tanto più che le classi avanzate richiedono anche un certo livello di fama e di abilità con le armi. Chiedetevi piuttosto cosa manca davvero alla squadra, che sia mobilità, portata o una risposta efficace contro le unità corazzate e costruite la crescita dei vostri personaggi in quella direzione, così che ogni promozione colmi una lacuna invece di creare un doppione.

Con questi consigli in tasca, le prime ore di Fortune’s Weave dovrebbero fare meno paura: il resto lo imparerete sul campo, battaglia dopo battaglia, tra un errore recuperato con la sabbia divina e una promozione azzeccata. Il gioco continuerà a tenervi per il mignolo, ma ormai saprete come muovervi, quindi possiamo lasciarvi il braccetto e augurarvi buona fortuna nell’arena di Dagsion.

Scritto da
Daniele Madau

Quando avevo 7 anni mio padre mi ha fatto giocare con lui a Metal Gear e da allora con i videogiochi è stato solo amore. RPG, Survival Horror e, ovviamente, Stealth Game sono i miei preferiti.

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