Tra un incontro nell’arena e l’altro, Fortune’s Weave vi lascia del tempo libero per esplorare Dagda, reclutare compagni, allenare la squadra e completare missioni secondarie, ma gestirlo bene non è affatto scontato. A prima vista l’orologio in basso a sinistra sembra decidere ogni vostra mossa, come se ogni secondo passato nei menu fosse tempo perso, ma in realtà conta quasi niente: la risorsa vera sono i turni che restano prima della prossima battaglia obbligatoria e capire questo cambia completamente il modo di affrontare il tempo libero, una volta presa la mano diventa una delle parti più appaganti dell’intera esperienza, a patto di sapere come spendere ogni turno nel modo giusto.
I turni
Ogni giornata è divisa in quattro blocchi da sei ore, cioè notte, mattina, pomeriggio e sera e ognuno corrisponde a un turno, ma il tempo non scorre davvero in tempo reale: finché non compite un’azione che costa un turno, l’orologio si ferma da solo alla fine del blocco, quindi potete girare per i menu e per le strade di Dagsion con calma, senza paura di sprecare tempo. Molte azioni in città, come nutrire il Corvo Bianco al trespolo, pregare nei santuari, allenarsi in arena o mangiare alla locanda, non consumano turni, mentre altre, come riposare alla locanda o viaggiare sulla mappa del mondo, ne richiedono uno o più e l’interfaccia segnala sempre quando un’azione ha un costo. Anche il ciclo tra giorno e notte non è solo estetico, perché alcune missioni secondarie richiedono di trovarsi in un luogo in un momento preciso, ad esempio per fermare un mostro che si aggira di notte nel quartiere dei negozi, per cui conviene leggere bene le descrizioni delle missioni prima di partire e organizzare gli spostamenti di conseguenza.
Il tempo libero
Appena tornati a Dagsion conviene passare dal Corvo Bianco, perché la sua preveggenza anticipa informazioni sulla prossima battaglia principale e vi permette di prepararvi a una minaccia precisa invece di allenare un esercito generico, mentre la Guida all’avventura nel menu suggerisce cosa fare con i turni rimasti, con le attività in città a sinistra e quelle sulla mappa a destra: i compiti con tre stelle hanno la priorità massima, quelli con una o due stelle vanno chiusi prima del prossimo scontro importante.
Nella stessa schermata c’è anche un calendario con le giornate speciali, come le feste degli dèi, le visite alla veggente o gli incontri d’esibizione nell’arena, su cui potete fissare fino a tre promemoria, meglio se qualche giorno prima dell’evento, così da avere il tempo di rientrare in città. Occhio poi alle battaglie opzionali che offrono storia, oggetti, oro e fama: ce ne sono nove in tutto, compaiono solo nella Parte I, cambiano in base all’eroe che state guidando e sono accessibili solo in certi giorni del calendario, quindi prima di una lunga spedizione controllate data di inizio, scadenza e quanti Turni servono per raggiungerli. Non è invece necessario trovarsi nel luogo della missione principale quando arriva la scadenza, perché basta averlo visitato almeno una volta e il gioco vi porterà lì automaticamente anche se siete dall’altra parte di Dagda, come conferma il segno di spunta verde accanto alla destinazione.
I viaggi sulla mappa del mondo consumano comunque turni preziosi, per cui conviene pianificare il percorso invece di rimbalzare tra estremità opposte, visitare presto le stazioni di posta, che una volta scoperte permettono di spostarsi in carrozza in un attimo, e sfruttare i teletrasporti dei templi che si sbloccano più avanti a Dagsion e portano direttamente ai templi minori degli dèi nelle zone più lontane. In città, infine, il tasto ZR apre il viaggio rapido verso negozi, arena, templi e personaggi reclutabili già incontrati, e se la gestione vi pesa troppo la locanda permette di assegnare le unità ad attività automatiche che fanno guadagnare oro ed esperienza.

Le attività settimanali
Ogni settimana Dagsion offre una serie di attività che si possono fare una sola volta e che, nella maggior parte dei casi, non costano turni: saltarle ogni tanto non è un dramma, ma ignorarle del tutto significa rinunciare a progressi gratuiti, anche perché si azzerano tutte la domenica, per cui la strategia più efficace è esplorare Dagda durante il tempo libero ma rientrare in città almeno una volta a settimana, completare le attività settimanali, controllare la preveggenza e le scadenze e solo dopo decidere dove andare. La più utile è probabilmente l’allenamento in arena, che fa salire l’esperienza con le armi e permette di sbloccare prima abilità e classi, ma non sono da meno i pasti alla locanda, il modo migliore per alzare il supporto tra i personaggi e per ripristinare in parte la loro motivazione, indicata dalle fiamme accanto al nome, tanto più che il numero di pasti dipende dai piatti disponibili e la domenica costano la metà.
Pulire o pregare nei santuari fa salire il livello di benedizione con la divinità, che sblocca bonus via via più utili e regala anche un po’ di fama e visto che i livelli di benedizione valgono per tutti e quattro gli eroi dello stesso salvataggio, il lavoro fatto con uno non va ripetuto con gli altri. Ogni settimana potete poi fare un regalo a ciascun personaggio che volete reclutare e il primo serve soprattutto ad avviare il rapporto, perché da quel momento il personaggio potrà comparire tra gli invitati ai pasti, che fanno salire il Supporto più in fretta e costano meno dei regali, mentre dare da mangiare al Corvo Bianco aumenta il supporto dei personaggi con il protagonista, un investimento a lungo termine i cui effetti si vedono soprattutto nella parte III e nel solo percorso di Cai si sblocca anche la possibilità di nutrire gli animali alla stalla.
Infine, anche i negozi di Dagsion rinnovano la merce ogni settimana, quindi se vi mancano regali o armi per i nuovi arrivati basta aspettare pochi giorni, ricordando però che le città vicine hanno spesso prezzi migliori: a Regia, ad esempio, si trovano regali economici e Licenze a prezzo ridotto.
Una volta presa la mano con tutto il contorno, Fortune’s Weave smette di essere una corsa contro l’orologio e diventa il momento in cui si costruisce davvero la propria squadra, un pasto, un allenamento e un viaggio alla volta. Non serve fare tutto ogni settimana né spremere ogni singolo turno: basta un po’ di pianificazione per arrivare a ogni incontro nell’arena con l’esercito giusto e qualche asso nella manica in più.
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