Le 7 cose che dovete sapere su Wolfestein: The Old Blood

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
17 Aprile 2015

Wolfestein: The Old Blood è un prequel del noto Wolfenstein: The New Order, che sarà pubblicato da Bethesda il 5 maggio 2015 in formato digitale per PlayStation 4, Xbox One e PC. Essendo un gioco indipendente non sarà richiesto avere The New Order, ed il suo costo sarà di 19,99 €. La versione fisica su disco del titolo arriverà il 15 maggio 2015.

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All’interno vi saranno due storie connesse tra di loro: “Rudi Jäger e la tana dei lupi” e “Gli oscuri segreti di Helga Von Schabbs”. L’avventura si dispiegherà in otto capitoli, pieni di armi, granate e nuovi nemici nazisti. Il tutto è sviluppato da MachineGames, lo stesso team che l’anno scorso ha riportato il Capitano Blazkowicz sulle nostre console con The New Order. Di seguito vi elenchiamo le 7 cose che dovete sapere su The Old Blood, spiegate da diversi membri di MachineGames.

1. Indietro nel tempo

Perché un prequel? Perché, invece, non andare dopo il finale con suspense di The New Order? O perché non raccontare una storia secondaria, dal punto di vista di un altro personaggio? La risposta è doppia. Primo, il 1940 è il periodo ideale per l’atmosfera che caratterizza e distingue questo DLC dal gioco principale. “È ottimo per l’ambientazione pulp da film di serie B a cui miriamo”, sostiene il produttore esecutivo Jerk Gustafsson.

Inoltre, tornare indietro nel tempo offre l’opportunità di colmare alcuni buchi della storia e di presentare nuove meccaniche di gioco. In merito il il produttore senior John Jennings dice: “Abbiamo potuto esplorare cose che in The New Order sono state soltanto accennate. Potrete scoprire cosa tramavano i nazisti e capire almeno in parte come hanno ottenuto l’avanzata tecnologia che gli ha permesso di vincere la seconda guerra mondiale”.

Poiché questa tecnologia è ancora in fase di sviluppo, B.J. affronterà versioni precedenti dei nemici ormai noti, come, ad esempio, gli imponenti Supersoldaten (super soldati), che, in questo periodo, sono vincolati a una fonte d’energia, creando nuove possibilità di gioco.

2. Il vecchio diventa attuale

The Old Blood vi porterà in un nostalgico viaggio nel tempo, ma questo non significa che le meccaniche di gioco e le risorse saranno riciclate. “In termini di funzionalità e contenuti, è quasi tutto nuovo: ambienti, armi e nemici”, spiega Gustafsson.

Inizialmente, il team intendeva creare il DLC usando The New Order come base. “L’idea era di riutilizzare praticamente tutto, ma alla fine è stato in qualche modo ritoccato tutto”, spiega il direttore artistico Axel Torvenius.

3. L’importanza del tubo

Tutti sussultano quando vedono le uccisioni del trailerÈ una buona reazione!”.
L’idea era trovare qualcosa di nuovo, di diverso dal coltello”, spiega Gustafsson. B.J. ora potrà collegare e dividere più tubi, creando armi da mischia a una o due mani e potrà usarli per scalare, sfondare pareti indebolite e persino raggiungere aperture sul soffitto. “È tanto un’arma quanto uno strumento per progredire”. Le uccisioni variano a seconda che si usino tubi con una o con due mani, ma una cosa resta costante: i tubi sono vuoti, quindi colpendo qualcuno, vedrete uscire fiumi di sangue.

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4. L’alba dei morti viventi

The Old Blood ha parecchi richiami al classico del 2001, Return to Castle Wolfenstein. Non si tratta soltanto dell’ambientazione. I giocatori potranno incontrare, alcune facce familiari, tra cui quella dell’Agente Uno e di Kessler. Le armi e gli oggetti collezionabili, sebbene completamente nuovi, sono un richiamo al classico sparatutto.“Naturalmente, tutto è molto, molto diverso, ma parte della storia è ancora presente”, spiega Gustafsson.

E poi ci sono i non morti. Non aspettatevi che questi zombi nazisti siano come li ricordate nel classico del 2001. “Questo tipo di nemici può essere difficile, poiché solitamente non utilizza armi a distanza. Ma in The Old Blood, alcuni non morti utilizzano un fucile e hanno temibili attacchi in mischia!” conclude il produttore svedese.

5. Grande avventura

Aspettatevi molti momenti adrenalinici, tonnellate di azione e uno spensierato senso d’avventura, dall’inizio alla fine. “Volevamo che The Old Blood fosse più improntato sul gameplay. È qualcosa a cui poter giocare divertendosi fin dall’inizio” spiega Gustafsson.

6. In qualsiasi ordine

The Old Blood non anticiperà nulla della storia di The New Order. “È un prequel in tutto e per tuttoCronologicamente, l’ultima scena di The Old Blood è ambientata un paio d’ore prima di The New Order, quindi prepara perfettamente il campo”, dichiara Jennings.

In The Old Blood ci saranno alcuni elementi che colmano i buchi nella storia di The New Order. Come ad esempio, nuove informazioni sulla tecnologia degli Da’at Yichud, anche se non avrà necessariamente questo nome. Nascosti in tutto il gioco, vi saranno indizi e accenni a The New Order e giocando in ordine diverso, si sperimenteranno esperienze uniche, ma entrambe molto godibili.

7. Prost!

Durante la seconda parte del gioco, B.J. dovrà infiltrarsi in una taverna piena di nazisti inebriati. Sebbene il motion capturing sia stato eseguito con una squadra di attori addestrati, quando si è trattato di registrare i soavi canti da ubriaconi, gli sviluppatori si sono sacrificati per la causa.

“È stata una richiesta del nostro direttore audio. “Le voci registrate sono le nostre. Abbiamo memorizzato i testi un paio di giorni prima, imparando anche il tedesco. Qualche ora prima della sessione, abbiamo acquistato diverse casse di birra per assicurarci che le corde vocali fossero sufficientemente lubrificate. Il risultato è stato pessimo. Tutti si coprivano a vicenda e sbagliavano il tempismo. Il più delle volte, non si sentiva metà delle parole!” spiega Jennings sorridendo.

Quindi, come si è risolta la cosa? “Abbiamo chiesto a un madrelingua tedesco, e lui ha detto che andava bene. Chiaramente, la birra è stata fondamentale. È stato molto divertente.” conclude il produttore.



Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.