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One Piece: Grand Gourmet | Recensione

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Nel corso degli anni One Piece ha attraversato quasi ogni genere possibile, dai musou ai picchiaduro fino ai giochi di ruolo, ma mai un gestionale e a colmare il vuoto ci ha pensato Bandai Namco affidando la ciurma di Cappello di Paglia a Kairosoft, lo studio giapponese che da Game Dev Story in poi sforna gestionali in pixel art costruiti tutti sullo stesso scheletro.

One Piece: Grand Gourmet nasce proprio da questo incontro e mette sul piatto premesse ben precise: un gestionale leggero e colorato ambientato a bordo della Baratie Numero Due, oltre quattrocento personaggi dell’universo di Eiichiro Oda che compaiono per la prima volta in pixel art nei panni di staff e clienti, ricette ispirate alla serie e piatti speciali che sfruttano i poteri dei Frutti del Diavolo.

Gli ingredienti per una ricetta di successo sembrano esserci tutti, ma in cucina avere i prodotti migliori non basta se poi manca la mano dello chef, ed è proprio questo che resta da scoprire, ovvero, se il ristorante della ciurma riesca a conquistare anche chi cerca qualcosa in più di una semplice vetrina di personaggi o se finisca per fermarsi all’antipasto.

Versione provata: Nintendo Switch 2

Ai fornelli con Sanji

La “storia” vede Rufy e Sanji, separati dal resto della ciurma, imbattersi in una grossa nave bisognosa di riparazioni e in una banda di sosia dei Cappello di Paglia, gli stessi impostori già visti nel ritorno all’Arcipelago Sabaody, che spacciano un falso Baratie per quello originale facendo affari d’oro in giro per i mari e da qui parte una sfida a colpi di mestolo per superarli negli incassi isola dopo isola, a cominciare dal Mare Orientale, dove ad attendere il giocatore ci sono volti noti come Bagy e Capitan Kuro. È un pretesto narrativo leggero e strampalato, in linea con il tono più scanzonato di alcuni archi del manga, che fa da collante tra un servizio e l’altro senza pretendere di essere nulla di più.

Il giocatore veste i panni di un nuovo membro dello staff della Baratie numero due, che all’inizio non è altro che una piccola imbarcazione da trasformare nel ristorante più rinomato dei mari, e per farlo deve raccogliere ingredienti, ascoltare le idee dei clienti, ideare nuovi piatti insieme a Sanji e combinarli in menu completi arricchiti da qualche tocco personale, per poi partire all’avventura alla ricerca di nuove ricette, mentre in ogni località bisogna completare cinque obiettivi, uno dei quali consiste sempre nel superare gli incassi del falso Baratie.

Tra una portata e l’altra c’è spazio anche per la personalizzazione del locale, con oltre duecento elementi d’arredo tra tavoli, decorazioni e negozi che oltre a dare un’identità al ristorante servono ad attirare una clientela sempre più numerosa, e i personaggi che apprezzano particolarmente le creazioni del giocatore possono persino diventare clienti abituali, mentre alcuni utilizzatori dei Frutti del Diavolo mettono a disposizione i propri poteri per dare vita a piatti speciali che non sfigurerebbero tra le pagine del manga.

Chi ha già messo le mani su un titolo Kairosoft sa esattamente cosa aspettarsi, perché la struttura è sempre quella, con un ciclo di gioco semplice da comprendere e piacevole nelle prime battute che però non prova mai a uscire dalla formula collaudata dello studio, ed è proprio qui che Grand Gourmet mostra il fianco. Il gameplay è carino e si lascia giocare senza intoppi, anche perché il gioco non è punitivo e permette sempre di recuperare ciò che non si è riusciti a fare sul momento, ma una volta capito il meccanismo tutto si riduce a ripetere le stesse azioni per far crescere il ristorante, con una gestione che a tratti sembra quasi andare avanti da sola e senza quella scintilla capace di tenere incollati allo schermo, tanto che dopo un po’ la voglia di tornare a servire ai tavoli tende a calare sensibilmente.

Un tavolo per quattrocento

Se sul fronte del gameplay il titolo non brilla, ma è sul fan service che Grand Gourmet gioca le sue carte migliori, ed era prevedibile visto che l’intero progetto è costruito attorno a questo aspetto. Oltre quattrocento personaggi di One Piece, tra membri della ciurma, alleati e nemici storici, si alternano come staff e come clienti e vedere pirati e marine seduti allo stesso tavolo in attesa della propria ordinazione regala situazioni curiose e interazioni inedite che nell’anime e nel manga non si sono mai viste, mentre arredi e ricette sono pieni di richiami a luoghi e momenti precisi della serie.

Per chi segue le avventure di Rufy da anni, riconoscere volti noti tra la folla di clienti e scoprire chi si presenterà al prossimo servizio è senza dubbio la principale motivazione per andare avanti, anche quando la parte gestionale comincia a girare a vuoto, ma il rovescio della medaglia è che chi non conosce l’opera di Oda difficilmente coglierà buona parte di questi riferimenti e, senza il fattore nostalgia, si ritroverà tra le mani un gestionale piuttosto basilare.

KairoSoft all’ennesima potenza

Sul piano visivo Grand Gourmet sfoggia la classica pixel art di Kairosoft, pulita, coerente e colorata, che riesce a rendere riconoscibili i personaggi nonostante le dimensioni ridotte degli sprite e si sposa alla perfezione con il tono scanzonato dell’opera di Od e su Switch 2 il gioco gira senza problemi. Il problema è un altro, ovvero la sensazione costante di trovarsi davanti a un gioco pensato per gli smartphone più che per una console e non solo per l’uscita in contemporanea su iOS e Android, ma per la struttura, il ritmo e la presentazione generale, con alcuni menu nati chiaramente per il touch che con il controller risultano meno comodi da navigare.

Servizio riuscito?

One Piece: Grand Gourmet è esattamente ciò che sembra, ovvero un gestionale Kairosoft rivestito con i colori dell’anime e studiato a tavolino per intercettare i fan dell’opera di Oda, con un fan service sincero e curato che però non basta a nascondere una formula prevedibile e un’anima da smartphone che su console si fa sentire e proprio per questo è difficile parlarne male quanto lo è entusiasmarsi, perché fa il suo lavoro senza sbavature ma anche senza guizzi.

Grand Gourmet arriverà il 23 ottobre su Nintendo Switch, Switch 2, PC tramite Steam e dispositivi mobile, e chi ama la serie troverà nella folla di personaggi un buon motivo per dargli una possibilità, magari a piccole dosi, così come chi ha apprezzato i precedenti lavori di Kairosoft si sentirà subito a casa, mentre chi cerca un gestionale profondo o non conosce ONE PIECE farà bene a guardare altrove, o quantomeno ad aspettare un calo di prezzo.

Il codice per la recensione è stato fornito dal publisher

7
Review Overview
Riassunto

One Piece: Grand Gourmet porta la ciurma di Cappello di Paglia ai fornelli con un fan service sincero e oltre quattrocento personaggi da accogliere a tavola, ma sul piano del gameplay si limita a riproporre senza rischi la formula di Kairosoft e con un'anima così marcatamente mobile fatica a giustificare il prezzo su console, confermandosi un passatempo piacevole pensato soprattutto per i fan.

Pro
Immediato e ideale per sessioni brevi... Pixel art pulita e piena di citazioni Grande personalizzazione
Contro
...ma alla lunga ripetitivo Più gioco da smartphone che da console
  • Giudizio Complessivo7
Scritto da
Daniele Madau

Quando avevo 7 anni mio padre mi ha fatto giocare con lui a Metal Gear e da allora con i videogiochi è stato solo amore. RPG, Survival Horror e, ovviamente, Stealth Game sono i miei preferiti.

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