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PSN, nuovi timori per la sicurezza: gli hacking degli account si fanno più frequenti

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All’inizio dell’anno aveva fatto molto rumore il caso di una truffa basata sul social engineering che aveva coinvolto decine e decine di giocatori PlayStation.

La vicenda era finita sotto i riflettori soprattutto dopo la compromissione dell’account dello storico podcaster Colin Moriarty, episodio che aveva alimentato una forte preoccupazione all’interno della community. Il conduttore di Sacred Symbols era poi riuscito a recuperare l’accesso al proprio profilo anche grazie ai suoi contatti, ma a quanto pare la questione è tutt’altro che risolta.

Nelle ultime ore, il noto fan RealRadec – una delle voci più conosciute e positive della community, con oltre 30.000 follower su X – ha rivelato di essere diventato l’ultima vittima dei problemi legati alla sicurezza degli account Sony.

Per chi si fosse perso le precedenti segnalazioni, il punto è particolarmente delicato: secondo quanto emerso, un account potrebbe essere sottratto al legittimo proprietario utilizzando appena pochi dati, alcuni dei quali potenzialmente pubblici:

  • il nome utente PSN;
  • l’indirizzo email associato;
  • l’ID di una transazione oppure la data di un acquisto.

Una parte di queste informazioni può essere reperita con relativa facilità online, mentre altri dati potrebbero essere ricavati o dedotti. Uno scenario decisamente preoccupante. Dopo quanto accaduto a Moriarty, la speranza era che PlayStation avesse rafforzato i propri sistemi e le procedure di verifica per impedire il ripetersi di episodi simili.

Il problema assume un peso ancora maggiore considerando la progressiva transizione verso un mercato completamente digitale. Oggi un account PSN può essere collegato a migliaia di euro di giochi e contenuti acquistati, oltre a custodire anni di ricordi videoludici, progressi e Trofei.

Ai tempi dei primi anni di PS3 una violazione di questo tipo avrebbe probabilmente avuto conseguenze più limitate: i Trofei erano ancora una novità e gli acquisti digitali rappresentavano una porzione decisamente inferiore delle librerie degli utenti. Oggi, invece, mentre PlayStation continua a spingere sempre più verso la distribuzione digitale e la riduzione del peso dei supporti fisici, il rischio assume proporzioni ben diverse.

Dopo il clamore suscitato dal caso Moriarty nei mesi scorsi, era lecito aspettarsi un intervento deciso da parte di PlayStation. Il fatto che episodi di questo genere continuino a colpire anche membri molto conosciuti della community ha inevitabilmente riacceso l’allarme tra gli utenti.

Scritto da
Lorenzo Bologna

Appassionato di tutto ciò che concerne il mondo videoludico, sono un inguaribile amante dei titoli horror e un accumulatore compulsivo di trofei (meglio se di platino). Avvicinato al medium grazie a mamma Nintendo e papà Crash Bandicoot.

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