[Recensione] Call of Cthulhu – Sconfinare nella follia

recensione call of cthulhu
Di Marco "Bounty" Di Prospero
30 Ottobre 2018

INDIZI, ENIGMI…

Call of Cthulhu basa il suo gameplay sulla risoluzione di enigmi e sul ritrovamento di indizi. Edward possiede infatti diverse abilità da poter potenziare fino ad un livello massimo di 5. Investigazione, Fiuto, Forza, Eloquenza, Psicologia, Occultismo e Medicina; questi i potenziamenti a disposizione del detective. Mentre le ultime due abilità aumentano di livello trovando libri e oggetti vari, le altre aumenteranno solo tramite degli appositi “punti esperienza”. Come avrete notato, non troviamo alcun abilità atta a migliorare le doti combattive di Edward, eccezion fatta per la forza, di cui in realtà non avrete molto bisogno. Al contrario, ogni potenziamento servirà a facilitare il ritrovamento di indizi, la risoluzione di enigmi o il dialogo con le persone. Tutto molto interessante se non fosse che la meccanica di investigazione, su cui il titolo si basa, sia fin troppo semplicistica. Il tutto si basa semplicemente sul ritrovamento di oggetti. Una volta averli trovati tutti, l’investigazione terminerà permettendovi di procedere. A tal riguardo è stato inserito anche lo “scenario di ricostruzione” attivabile con L2+R2 grazie al quale poter ricostruire l’accaduto.  Anche in questo caso basterà raccogliere gli oggetti presenti nella stanza per ricostruire automaticamente la situazione. Anche gli stessi enigmi risultano banali e di facile risoluzione. Tra l’altro la Sanità Mentale, fulcro del gioco da tavolo, non incide minimamente sul gameplay e sulla mente di Edward ma sarà utile esclusivamente per determinare il finale del gioco. Sarebbe stato bello avere a che fare con una barra della Sanità Mentale che aumentasse sulla base dell’esposizione ad eventi e creature occulte. In questo modo saremmo stati costretti a nasconderci per mantenere il senno ed evitare di impazzire.

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…E FASI STEALTH

Tralasciando le fasi investigative, Call of Cthulhu offre anche diverse sezioni in cui dover adottare un approccio stealth. In queste fasi, Edward potrà accovacciarsi, sporgersi dalle pareti o nascondersi negli armadi. In realtà, passare inosservati risulterà abbastanza semplice a causa dell’intelligenza artificiale dei nemici, decisamente sotto tono. I nemici non reagiscono ai rumori del nostro personaggio e si limitano a seguire all’infinito il percorso designato. Anche nel caso in cui fossimo perfettamente visibili, il nemico prima si allerterà (segnalino bianco sulla testa) e, solo in un secondo momento, si accorgerà di voi (segnalino rosso) iniziando ad inseguirvi. Avremmo gradito qualche meccanica in più, come la possibilità di stordire i nemici o di distrarli. In realtà distrarre gli avversari è possibile ma solo se previsto dagli sviluppatori per poter proseguire con la missione. Facendo un esempio, in una missione, per poter procedere alla stanza successiva, dovrete creare un diversivo che, di fatto, vi viene imposto. Anche in questo caso quindi, la sensazione è quella di essere di fronte ad un titolo troppo guidato e con poche possibilità di scelta a livello di gameplay.

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TECNICAMENTE “FOLLE”

Purtroppo, il comparto tecnico di Call of Cthulhu non è dei migliori, così come lo stesso comparto grafico, realizzato tramite l’Unreal Engine. Cerchiamo di spiegarci meglio. Lo stile grafico è cartoonesco e piacevole da vedere e, per alcuni versi, ci ha ricordato quello di Dishonored (e non a caso considerando che anche quest’ultimo si serviva dell’Unreal Engine). Anche atmosfere, colori ed ambientazioni in generale risultano ben ispirate e totalemente adatte ai temi lovecraftiani. Purtroppo texture a bassa risoluzione e animazioni facciali e movimenti decisamente legnosi contribuiscono ad abbassare il livello tecnico-grafico. Tra l’altro, abbiamo notato caricamenti troppo lunghi, anche per il caricamento di mappe non così vaste e piene di dettagli. Sembrerebbe quindi che Call of Cthulhu non sia stato ottimizzato a dovere e che, forse, ci sarebe voluto più tempo di sviluppo. Buono invece il doppiaggio, realizzato in lingua inglese con la presenza di sottotitoli in italiano.

PUNTI DI FORZA

  • Fedele ai temi di Lovecraft;
  • Scelte influiscono sul finale;
  • Componente RPG intrigante…

PUNTI DI DEBOLEZZA

  • Tecnicamente non eccelso;
  • Indagini ed enigmi troppo banali;
  • Caricamenti troppo lunghi;
  • …ma poco incisiva ai fini del gameplay.

Con Call of Cthulhu i ragazzi di Cyanide e Focus Home Interactive hanno voluto creare un gioco per rendere onore ad H. P. Lovecraft, probabilmente il miglior autore horror mai esistito. Il titolo vi permetterà di giocare in prima persona le macabre avventure di Edward Pierce, cogliendo i continui rimandi ai temi lovecraftiani. Se la storyline vi intrigherà e vi condurrà alla “follia”, lo stesso non si può dire del gameplay. Quest’ultimo mostra infatti fasi investigative e stealth sotto tono e decisamente arretrate. Anche sul piano grafico-tecnico il gioco non brilla e ciò è un vero peccato se consideriamo le atmosfere tetre e cupe che gli sviluppatori sono riusciti a riprodurre.  Ci troviamo di fronte ad un gioco con ottime idee ma con una realizzazione non altrettanto ottima. La sensazione è quella che con tempi di sviluppo più lunghi si sarebbe potuto creare un gioco degno di nota. Call of Cthulhu rimane comunque un titolo da provare, soprattutto da coloro che amano il mondo creato da Lovecraft.

Ringraziamo Halifax per il codice review fornitoci.

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Durante il giorno dipendente presso una società finanziaria. La sera nerd e videogiocatore. Per me l'intrattenimento videoludico è una forma d'arte grazie alla quale poter fantasticare e staccare la spina dallo stress giornaliero. Cresciuto a suon di Mortal Kombat, Metal Gear Solid e Resident Evil.