No, YouTube non cancellerà gli account che non generano guadagni

Di Federico "Blue" Marchetti
13 Novembre 2019

Youtube ha rilasciato nel corso del mese di Novembre 2019 un aggiornamento ai propri termini di utilizzo. Nulla di nuovo direte voi, ma c’è stata una frase che ha creato scompiglio in rete nelle ultime ore.

La frase incriminata è la seguente:

“YouTube may terminate your access, or your Google account’s access to all or part of the Service if YouTube believes, in its sole discretion, that provision of the Service to you is no longer commercially viable.”

Come mai tanto caos? Premesso che il concetto in questione poteva essere scritto in maniera più semplice e comprensibile, alcuni utenti hanno frainteso il senso dei nuovi termini di Youtube. Infatti una traduzione frettolosa potrebbe indurre a pensare che ora YouTube potrebbe chiudere un account che non sia più economicamente valido da sostenere. In altre parole, Youtube potrebbe cancellare gli account che non generano abbastanza guadagni.

Questa interpretazione è stata diffusa online da alcuni siti web ma anche attraverso i social media da molte persone, alcune delle quali sono partner di YouTube e hanno lanciato l’allarme ai propri fan.

Oltre a questa interpretazione, ce n’è un’altra che sta circolando in rete e che sta allarmando gli utenti. Secondo alcuni siti web, non sarebbero a rischio chiusura i canali che non generano abbastanza ricavi ma YouTube vorrebbe chiudere gli account di tutte quelle persone che usano Adblock per eludere la pubblicità. Atteggiamento che non porterebbe alcun guadagno nelle casse di Google e quindi andrebbe punito con il ban.

In entrambi i casi ci troviamo di fronte a mala informazione (o mala traduzione). Non è vero che YouTube cancellerà i canali che non generano abbastanza guadagni e non è vero che YouTube eliminerà gli account di chi sfrutta Adblock. Per capire meglio il significato dei nuovi termini di utilizzo possiamo consultare questa nota chiarificatrice ufficiale postata su Twitter:

YouTube chiarisce che le parole “commercially viable” si riferiscono alla possibilità di poter “interrompere determinate funzionalità o parti del servizio perché obsolete o di scarso utilizzo”. Inoltre, ad essere ancora più precisi, questo aggiornamento ai termini di servizi è stato applicato solo alla versione Statunitense (consultabile qui) e non vi è traccia, per ora, nella versione Europea e Italiana. Quindi non sarebbe comunque stata applicabile al bel paese.

In definitiva, tanto rumore per nulla.



Press play on tape: cresciuto a suon di C64 e Coin-op, mi diverto a seguire l'evoluzione videoludica next-gen. Co-Founder dell'universo Uagna, ho lavorato a fondo per far nascere una community videoludica di successo ma differente dalle altre esistenti. "Sono sempre pronto ad imparare, non sempre a lasciare che mi insegnino".