Call of Duty: Zombies #2 – La recensione del fumetto

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Di Andrea "Geo" Peroni
20 gennaio 2017

Con notevole ritardo sulla tabella di marcia prevista inizialmente da Treyarch e Activision, questa settimana è finalmente divenuto disponibile il secondo numero del fumetto Call of Duty: Zombies, scritto ancora una volta da Justin Jordan e disegnato da Jonathan Wayshack. Successore diretto del primo numero, del quale vi abbiamo parlato a ottobre, il #2 prosegue le vicende di Misty, Marlton, Stuhlinger e Russman, personaggi che la storyline di Black Ops III Zombies aveva del tutto abbandonato ma che a quanto pare hanno ancora parecchio da dare a questa storia.

Call of Duty: Zombies #1 – La recensione del fumetto

Nota: Naturalmente non potremo postare immagini del fumetto, ma ci saranno spoiler sugli avvenimenti della storia. Se vi interessa, in fondo all’articolo trovate il link per iTunes dove potrete acquistarlo e leggerlo.

Usciti dal portale apertosi di fronte agli occhi di Stuhlinger, il gruppo si ritrova in una struttura abbandonata ma particolarmente familiare a Russman: Broken Arrow. Il misterioso laboratorio, nominato nel corso di Black Ops II Zombies e anche del #1 del fumetto, fa finalmente la sua comparsa, ma le prime pagine non regalano risposte a chi di noi le cercava. Russman sembra smarrito e confuso, nonostante abbia in qualche modo alcuni ricordi del posto. Lo si vede poco dopo l’arrivo di alcuni zombie dalla stessa fenditura che ha portato i personaggi a Broken Arrow: per fuggire dalla stanza in cui si trovavano, Russman preme un tastierino numerico con una combinazione, che spiana ai protagonisti la strada. Ma l’uomo è più confuso che mai.

russman broken arrow

Nel frattempo che Russman cerca di ricordare il più possibile di Broken Arrow, abbiamo una nuova conferma del continuo contatto mentale tra Stuhlinger e Richtofen, che sembrava essersi smarrito da tempo. Find the element, questo è l’enigmatico messaggio del tedesco a Stuhlinger, il tutto mentre il misterioso zombie in uniforme tedesca, un non-morto che sembra comandare tutti gli altri a giudicare dai loro vacui sguardi rivolti verso di lui, riesce a giungere al laboratorio. Scosso dagli avvenimenti e da una discussione con Stuhlinger, che non riesce a comprendere il messaggio dalla voce nella sua testa, Russman inizia finalmente a ricordare: il #2 ci regala parti di quello che si prospetta come un importantissimo flashback, anche se le vignette dedicate sono centellinate in attesa del prossimo numero.

Vediamo infatti una versione più giovane di Russman, un agente probabilmente della security assegnato al laboratorio di Broken Arrow. Uno scienziato per il momento sconosciuto stava conducendo diversi esperimenti su animali, esperimenti condotti grazie ad alcune ricerche che la struttura era riuscita a rubare ai giapponesi della Divisione 9 (già vista in Zetsubou No Shima). Un modo per riuscire a vincere la Guerra Fredda, questo è quello che lo scienziato confida a Russman. Come potrete immaginare, però, qualcosa va male: gli animali vengono tramutati in orride creature (probabilmente abbiamo intravisto anche l’origine dei Denizen di TranZit, anche se non ne abbiamo la certezza).

Tranzit

Come se ci trovassimo di fronte ad un nuovo film della Asylum, le creature modificate, risvegliate all’arrivo a Broken Arrow, e gli zombi guidati da Richtofen (?) iniziano a combattere, mentre Russman svela come questi mostri siano praticamente immortali a causa dell’influenza dell’elemento 115. La fine, se così possiamo chiamarla, del fumetto è un’altra domanda apertissima sul futuro. Russman e gli altri riescono a recuperare il misterioso elemento responsabile della mutazione e che Richtofen aveva chiesto a Stuhlinger, ma a cosa servirà?

Numero abbastanza debole, questo secondo capitolo di Call of Duty: Zombies. Più una storia di transizione che una vera e propria narrazione completa, ma del resto era lecito aspettarselo vista la serialità che Treyarch sta cercando di dare alla miniserie. Nel prossimo numero, potenzialmente, potremo vederne delle belle. La pagina finale del #2 si completa infatti di importanti riferimenti sul futuro della storia: il Dr. Monty che sta disegnando qualcosa (forse il foglio che troviamo a The Giant raccogliendo i pezzi e che si riferisce al multiverso), le Gobblegum scrutate da una misteriosa figura femminile, la sagoma di un Keeper e alcuni razzi pronti al decollo, probabilmente quelli di Der Eisendrache visti i riferimenti ai draghi.

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Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.