Le leggendarie armi norrene che vorremmo impugnare in God of War | Speciale

god of war
Di Andrea "Geo" Peroni
15 febbraio 2018

Con God of War, nuovo capitolo della serie in uscita il 20 aprile in esclusiva PlayStation 4, Santa Monica si gioca molto, forse troppo. Prendere in mano la sua serie di più grande successo e tramutarne lo stile, il gameplay e anche il contesto, spostato dall’Antica Grecia di Sparta, Atene e Rodi al freddo Nord Europa dominato da creature leggendarie che popolano solitamente i libri di favole. Elfi, nani, uomini che vivono all’interno degli alberi, giganti: la mitologia norrena regalerà ai fan di Kratos un nuovo standard per il personaggio, introducendo figure a noi finora sconosciute e chicche che siamo sicuri sapranno colpire le corde giuste negli appassionati della storia di Yggdrasil, Odino e compagnia varia, ma il rischio come dicevamo è elevato. Perché prendere una saga affermata e ribaltarla completamente, lasciando come unica costante un protagonista che pare comunque essere molto cambiato rispetto alla sua ultima apparizione in ordine cronologico (God of War III), significa dover convincere i fan di lunga data della bontà di questa rivoluzione e riuscire a rendere accattivante il prodotto anche per tutti coloro che non sanno neanche chi è Kratos.

Ma ci saranno tempo e luogo per parlare di tutto questo, naturalmente. Dicevamo della particolare condizione di God of War, quella cioè di doversi reinventare cambiando totalmente il setting che si traduce in un addio agli elementi ormai classici che conoscevamo. Le Lame del Caos, la Spada dell’Olimpo, sono tutte armi che non troveremo più nel corso delle nostre scorribande in terra nordica, soppiantate, almeno per quello che abbiamo visto finora, da una possente ascia in grado di congelarsi e che Kratos ama lanciare come se fosse un boomerang, facendole compiere arzigogolate acrobazie che la portano a colpire quanti più nemici possibili entro il suo raggio di spostamento. La War Axe, chiamata Leviathan in lingua originale, non è l’unica arma che abbiamo visto impugnare da Kratos, dotato in alcuni spezzoni dei vari trailer di uno scudo dal nome ignoto, ma dobbiamo considerare anche l’arco e le frecce che Atreus, figlio dell’ex-Dio della Guerra greco, userà per supportarci durante gli scontri. Non paiono armi particolarmente mitiche o leggendarie, certo, ad eccezione forse della sopraccitata War Axe, ma il fatto che nel gioco troveremo anche i Nani, i costruttori di molte delle armi che troviamo nelle storie fantastiche del Nord, saranno parte di God of War ci fa ovviamente volare con la fantasia.

god of war ps4

Una delle possibilità che più ci attrae è quella, nel prossimo titolo dei Santa Monica, di poter costruire armi per Kratos, forse addirittura molto celebri. Insomma, chi di voi non vorrebbe mettersi nei panni di un ex-Dio della Guerra che riesce ad impugnare qualcosa come il martello Mjolnir, o un’altra arma appartenuta a leggendari esponenti della mitologia norrena? Vediamo insieme le armi che ci piacerebbe vedere in God of War, volando come sempre con la fantasia e scoprendo cosa si cela dietro a queste incredibili manufatti degli elfi. Perché ogni arma, così come ogni dio e ogni luogo, ha sempre una sua storia alle spalle, e in molti casi si tratta di splendidi racconti.

GUNGNIR

Gungnir, nella mitologia nordica, è la potente lancia di Odino, padre di tutti gli dei. Forgiata dai nani figli di ĺvaldi, Gungnir è un’arma davvero formidabile, tanto che il significato del suo nome in lingua germanica antica significa “implacabile”. La particolare abilità di questa lancia è quella di riuscire a colpire qualsiasi bersaglio, sempre e comunque, ma stando alle storie narrate Odino decide di non utilizzarla spesso. In particolare, il padre degli dei utilizzò Gungnir solamente in una occasione, e cioè nella prima guerra del mondo. Stando alle storie, inoltre, Odino tornerà a impugnare Gungnir in occasione dell’ultima guerra, quella cioè che coinciderà con il famigerato Ragnarok, l’apocalisse nella mitologia norrena. Il potere della lancia, infatti, sarebbe anche quello di permettere a Odino di comandare gli Einherjar, spiriti di guerrieri morti valorosamente in battaglia che riposano nel Valhalla che durante il Ragnarok dovranno combattere a fianco degli dèi nordici per contrastare le forze di Hel e i giganti ostili.

Dato il potere di Gungnir, quello cioè di non fallire mai il colpo, un’abilità che si presta particolarmente ad un videogioco ricco di combattimenti, non ci stupirebbe vedere Kratos imbracciare la potente lancia, tipologia di armi che abbiamo già visto in altre occasioni nella serie God of War. Inoltre, una curiosa teoria che noi stessi vi abbiamo proposto analizzando lo Story Trailer di gennaio potrebbe alimentare la possibilità di utilizzare in prima persona Gungnir, sempre che i piccoli indizi che gli sviluppatori ci hanno lasciato si dovessero rivelare sensati. Secondo un notevole riferimento alla mitologia nordica, infatti, potremmo già aver capito che Kratos diventerà Odino stesso…

GRAMR

Conosciuta con vari nome a seconda dell’opera nella quale è apparsa, Gramr è la spada che utilizzò Sigfrido per uccidere il drago Fafnir nel corso della Saga dei Völsungar. Come detto, non si tratta dell’unica apparizione di Gramr, poiché nei secoli successivi la spada e l’intera storia di Sigfrido vennero rielaborate e riscritte in più modi, come nel poema La Canzone dei Nibelunghi del XIII secolo (dove la spada era chiamata Balmung) e L’anello del Nibelungo di Richard Wagner, una tetralogia di composizioni musicali tra le più importanti e maestose nella storia della musica. Wagner, che rinominò Gramr come Nothung, scrisse questa composizione basandosi sulle leggende norrene, sui personaggi della saga dei Völsungar come Sigfrido e Brünnhilde e su famosi elementi come l’apocalittico Ragnarok. Tornando a Gramr, la spada ha una storia per certi versi simili a quella di Excalibur, la famosa spada nella roccia delle leggende Arturiane della Gran Bretagna. Sigmund, padre di Sigfrido, estrasse infatti Gramr da un ceppo di legno nel quale la spada era stata conficcata da Odino, e decise di distruggerla e riforgiarla. Nella sua nuova forma, che sarà anche quella che utilizzerà il figlio per eliminare il drago Fafnir (un nano trasformato da una maledizione, a causa della sua avidità, in questo grosso bestione della mitologia che faceva la guardia ad un inestimabile tesoro), la spada era in grado di compiere attacchi molto potenti, come spezzare in due parti un’incudine. Della “storia” di Gramr fa parte anche altri oggetti di grande interesse come Andvaranautr, un anello creato dai nani e in grado di trasformare in oro tutto quello che chi lo possiede desidera, e Hrotti, altra miracolosa spada che faceva parte del tesoro di Fafnir e che Sigfrido recuperò dopo averlo ucciso.

TYRFING

La spada Tyrfing, forgiata da Dvalinn e Durinn (gli stessi dietro alla creazione di Gungnir e di altri preziosi oggetti degli dèi), è un oggetto magico ricorrente e molto importante nelle epopee norrene. Tyrfing compare infatti in vari poemi quali la saga di Oddr l’arciere, l’Hervararkviða e la Saga di Hervör (che compongono appunto il cosiddetto Ciclo di Tyrfing), ed è protagonista di storie molto tormentate a causa della propria natura. Forgiata dai due nani in questione su ordine di Svafrlami, nipote di Odino bramoso di potere e che rapì Dvalinn e Durinn per creare la sua nuova arma, Tyrfing è una spada in grado di non mancare mai il bersaglio e di penetrare qualcosa cosa, anche la roccia, senza alcuna difficoltà. I nani però, per vendicarsi della brutalità di Svafrlami, lanciarono una potente maledizione sulla spada, che avrebbe ucciso un uomo ogni qualvolta qualcuno avesse impugnato Tyrfing. Portatrice di mali, la spada sarà la causa della morte non solo di Svafrlami ma anche di altre figure dell’epopea nordica come Arngrim, Angantyr ed Heidrek. Il mito di Tyrfing ruoterà intorno, durante tutta la sua esistenza all’interno dei racconti, proprio alla maledizione e ai tre mali che i figli di ĺvaldi avevano promesso di scatenare con la spada, nata dalla prigionia e dalla violenza del nipote di Odino nei confronti dei due abili fabbricatori di armi.

MJOLLNIR

Impossibile non conoscere Mjollnir, il mitico martello di Thor, ma forse non conoscete alcuni aspetti dimenticati della sua storia. Originariamente Mjolnir non era infatti un martello, bensì un’ascia forgiata dai nani dietro ad un inganno di Loki. Il dio spinse infatti i nani Brokkr ed Eitri a creare questa maestosa arma dopo averli sfidati, in quanto affermava che i nani figli di ĺvaldi, gli stessi creatori di Gungnir, erano molto più abili. Il risultato di questo abile inganno fu proprio Mjollnir, una portentosa arma a forma di ascia che aveva una vasta gamma di poteri: era in grado di colpire i nemici senza sbagliare bersaglio, era in grado di tornare tra le mani del suo padrone a prescindere dalla distanza alla quale questo si trovasse, si poteva inoltre rimpicciolire per essere nascosto ed aveva inoltre lo straordinario potere di resuscitare i morti. Ma tanto potere poteva essere sopportato solamente da una grande personalità, tanto che Loki non riuscì a recuperare l’arma: Mjollnir finì quindi nelle mani dell’unico dio capace di sollevarlo, Thor, che poi lo passerà ai figli Móði e Magni anch’essi in grado di utilizzare la mitologica ascia. Non è chiaro quando la mitologia ha deciso di trasformare Mjolnir dalla sua forma originaria ad un martello, quel che è certo però è che la popolarità che possiedono oggi Thor e la sua arma (derivante ad esempio dai film e fumetti Marvel) fa sì che la convinzione più diffusa sia ritenere Mjollnir un martello. L’incomprensione, secondo alcuni studiosi, potrebbe derivare dal fatto che l’ascia Mjollnir sia stata raffigurata da alcune civiltà, come quelle scandinave, come una croce, a sua volta poi tramutata dalla tradizione in un più possente martello.

DAINSLEIF

Högne, re dei Geati secondo la mitologia nordica, era il possessore della portentosa spada Dainsleif. Capace di uccidere qualsiasi essere vivente, la spada era anche stregata in maniera tale che fosse impossibile guarire le ferite del nemico colpito, condannandolo quindi ad una morte certa. I suoi incredibili poteri derivavano dalle peripezie di Dainsleif, arma che trascorse gran parte del tempo nel regno dei morti essendo legata al suo proprietario precedente defunto. Immaginate di dotare Kratos di una spada come Dainsleif, capace di infliggere colpi letali ogni volta che viene utilizzata. Certo, forse ne scaturirebbe un gameplay fin troppo semplificato, ma consegnerebbe quella sensazione di onnipotenza che poche armi sanno dare.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.