Lezioni di Storia: Grand Theft Auto – Parte I

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Di Andrea "Geo" Peroni
3 agosto 2016

Forza, alzate le mani. Chi di voi non ha mai sentito parlare di Grand Theft Auto, comunemente noto anche come GTA? La serie più celebre di Rockstar Games è una vera e propria pietra miliare della storia videoludica, sin dai suoi esordi quando il nostro protagonista si muoveva in un mondo 2D e con visuale dall’alto. Ma forse non tutti, per motivi di età o altro, hanno potuto godersi sin dal principio i vari GTA, il cui reale successo di massa è iniziato con GTA III. Quello che iniziamo oggi sarà una breve Lezione di Storia a caccia dei segreti, dei ricordi e dei lasciti di ognuno dei Grand Theft Auto usciti. Voi li avete provati tutti? Verificatelo proprio con la nostra rubrica.

Esordio sanguinoso

La DMA Design Limited (rinominata poi successivamente Rockstar North) aveva bisogno di qualcosa di diverso, qualcosa che sul mercato potesse fare la differenza. La software house arrivava da Lemmings, celebre puzzle game del 1991 considerato un capostipite del genere alla pari di titoli come Tetris, ma nel suo DNA (o DMA…Ok, scusate la battuta) evidentemente si scorgeva il bisogno di violenza videoludica allo stato puro. È così dunque, o perlomeno è così che ce lo immaginiamo, che inizia il lungo sviluppo di Grand Theft Auto, primo videogioco della serie pubblicato nel 1997 su PC e PlayStation. Il concept di gioco, per quanto di facile comprensione, era veramente straordinario. Il mondo in due dimensioni, completamente esplorabile dal nostro protagonista, metteva a sua disposizione veicoli, armi ed equipaggiamenti per portare a termine sanguinose sparatorie contro le Forze dell’Ordine. Eh sì, perché per la prima volta (o quasi) nella storia dei videogiochi il protagonista non era altro che un farabutto, un poco di buono, un uomo che non si fa scrupoli a passare sopra alle persone (letteralmente!) per permettere ai suoi affari di proseguire senza intoppi. Anche a costo di mettersi in società con loschi figuri della città, come il misterioso El Burro che tra l’altro ritroveremo anche in GTA III molti anni dopo. Il primo gioco non solo stabilisce delle solide fondamenta sulle quali la serie si baserà per tutta la sua storia (rapine, omicidi, ricatti, contrabbando di veicoli e droga all’ordine del giorno), ma ha anche il merito di far debuttare per la prima volta 3 delle città più famose di sempre: San Andreas, Liberty City e Vice City. Location che Rockstar utilizzerà più e più volte nel corso del franchise, ognuna delle quali ha una sua precisa connotazione e una splendida storia da raccontare. Solo in un’occasione la software house si ispirerà ad una città reale per un titolo della sua serie: il successore di GTA, ambientato a Londra.

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Dio salvi la Regina

Nel 1999 si cambia completamente plot. Addio all’America dei vizi, del gioco d’azzardo e della mafia, si passa ad una Londra dominata dai gangster del passato. GTA: London 1969, sempre sviluppato da DMA Design, non aggiunge nulla di nuovo al primo GTA, assolutamente nulla. Ma non per questo non occorre ricordarlo. In questo titolo stand-alone, che viene considerata la prima espansione in assoluto per console PlayStation, il motore grafico non viene rivisto particolarmente, se non con qualche cambio di texture e pulizia generale, ma DMA va a concentrarsi principalmente sulla storia. Il nostro protagonista stavolta è un giovane e inesperto gangster, che non conta praticamente nulla nel panorama della mala londinese. Toccherà a lui rimboccarsi le mani e scalare la gerarchia della sua gang, arrivando naturalmente, nel finale, a scontrarsi con il più pericoloso gangster della città. Per London 1969 venne fatto un grande lavoro sull’ambientazione, e non parliamo solamente della ricostruzione della città, ma anche dei dettagli (bus rossi a due piani, guida a sinistra), del doppiaggio (dialetti e slang inglese all’ordine della missione) e dei tantissimi riferimenti alla cultura anglosassone, un aspetto al quale verrà riservata sempre più importanza col passare degli anni in casa Rockstar. Non possiamo ancora abbandonare Londra, perché DMA ebbe la bella idea di rilasciare una espansione di London 1969 – espansioneception – solo pochi mesi dopo il suo lancio.

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GTA: London 1961 non è altro che un semplice prequel del titolo ambientato nel 1969, e ad oggi si tratta dell’ambientazione più “vecchia” dell’intera serie. Scaricabile anche oggi, gratuitamente, dal sito di Rockstar Games, London 1961 aggiungeva diverse missioni al suo predecessore/sequel, con una nuova mappa e nuove storie da raccontare, tutte immerse perfettamente nella mitologia del gioco. Dopo l'”esperimento” a Londra, DMA (o Rockstar) non è più tornata ad esplorare città reali, anche se chiaramente ha preso spunto dalle più grandi metropoli americane per i suoi titoli. La questione non è mai stata chiara: conflitto di interessi? Problemi con le varie città? Non lo sappiamo, fatto sta che dopo i due GTA: London si torna in America, trionfali, alla fine del 1999. GTA 2 è nei negozi.

Gang Theft Auto

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La macchina da guerra DMA Design, che solo 6 mesi prima aveva rilasciato l’espansione del primo GTA, lancia sul mercato nell’ottobre del 1999 Grand Theft Auto 2 (abbreviato come GTA 2), su PlayStation, PC e succesivamente DreamCast e GameBoy Color. Cosa offre di più questo GTA 2, rispetto al suo primo capitolo? La risposta è: quasi nulla. GTA 2 riporta l’azione adrenalinica della serie nell’America delle gang armate, ad Anywhere City (una Liberty City fittizia, quindi in pratica una fittizia New York City fittizia…che confusione) e nel futuro, precisamente nel 2013. In città faremo la conoscenza di varie gang che si stanno spartendo il controllo e la supremazia di Anywhere: i Loony, la Yakuza, i Redneck, gli Scienziati, per poi arrivare alla potentissima Zaibatsu, l’oscura organizzazione dietro alla quale si nasconde tutta la decadenza di Anywhere City. Se la storia sa regalare emozioni, la stessa cosa non si può dire del gioco nel suo insieme, ricco di ottimi spunti come avevamo visto nel primo GTA (arriva un indicatore di salute, armi futuristiche) ma anche di tante scelte sconsiderate. Per citarne una, il salvataggio: non potrete scegliere di salvare in qualunque momento, ma dovrete recarvi presso una Chiesa e sborsare la bellezza di 50.000 $ per poter mantenere i progressi di gioco, una scelta davvero scellerata. Fortunatamente, come abbiamo detto, la storia regala grandi emozioni, e nel suo piccolo rappresenta una rarità nella serie GTA. Nel titolo potrete infatti svolgere missioni per conto di tante delle gang di Anywhere City, e ognuna di queste missioni vi farà guadagnare o perdere rispetto nei confronti delle suddette gang. In qualche modo, dunque, potrete scegliere un percorso da seguire, decidendo ad esempio di inimicarvi una gang e di affiliarvi ad un’altra, e così via. Il gioco si mantiene in una formula comunque salda nonostante i difetti, con un sensibile miglioramento a livello visivo e una spiccata formula arcade che contraddistinse il primo gioco e che ritroveremo abbozzata nei successori videogiochi, proceduralmente improntati verso un realismo più accentuato. E come dare torto a DMA: PlayStation e PC erano stati una splendida rampa di lancio per una serie che più di così non poteva dare con gli hardware dell’epoca. Ma il futuro era ancor più roseo per gli sviluppatori.

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Abbiamo riscoperto, in sintesi, solamente le origini del mito Grand Theft Auto, quando ancora Rockstar (all’epoca DMA) si dilettava nell’esplorazione di mondi in due dimensioni, pur con uno stile ed un gameplay perfetti e senza tempo. Non un esordio facile, comunque, condito anche da diversi errori dovuto all’inesperienza e ad hardware molto poco performanti per quello che gli sviluppatori avevano in mente. L’era del 3D è però alle porte, con le nuove generazioni di console: GTA in un mondo tridimensionale non è più un sogno, è pronto a divenire realtà. Appuntamento alla Parte II.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.