Lightning Returns: Final Fantasy XIII – Recensione

Di Matteo "bovo88" Bovolenta
16 febbraio 2014

Portare sulle proprie spalle il nome Final Fantasy è un grosso fardello, visto i grandi capolavori che la software house nipponica ha sfornato nel corso delle generazioni. Negli ultimi anni però il franchise è stato modificato, possiamo dire modernizzato, per adattarsi allo stile dei Giochi di Ruolo occidentali. Fatto sta che con la rimozione dei combattimenti a turni, la possibilità di girovagare per i villaggi o di incontrare mostri a random nelle grandi mappe hanno tolto quel tocco di classe che contraddistingueva la serie.

Square Enix già nel “lontano” 2009 decise di dare inizio alla Fabula Nova Crystallis con Final Fantasy XIII a fare da ambasciatore a una nuova storia che si è protratta attraverso Final Fantasy XIII-2 e che è giunta al suo epilogo con Lightning Returns: Final Fantasy XIII, concludendo così la trilogia che racconta le avventure di Lightning. Versione provata PS3.

Salvatrice a tempo

Premesso che, giocare a Lightning Returns senza aver almeno visto o conosciuto i suoi predecessori porterebbe ad un senso di vuoto narrativo, questo perchè molti avvenimenti del gioco sono collegati a qualche vecchio protagonista o a qualche evento importante già visto in passato. Nonostante ciò è comunque possibile giocare il titolo e capirne la trama, ma rimarrebbero comunque alcuni buchi nella logica della storia.

lightning-returns-3Detto questo iniziamo con il raccontare la missione che dovrà compiere la combattente dai capelli rosa, visto che la componente narrativa è sempre stata uno dei punti forti della saga di Final Fantasy. Lightning infatti si risveglierà cinquecento anni dopo i fatti avvenuti in Final Fantasy XIII-2, in un mondo sull’orlo della distruzione, essa però non avrà il compito di salvarlo, ma bensì di liberare quante più anime possibili del popolo di Nova Chrysalia. Questo incarico di “Sacra Salvatrice” le è stato affidato dal dio Bhunivelze, che l’ha scelta come traghettatrice di anime per il suo nuovo mondo di luce, il quale nascerà dalle ceneri di quello attuale ormai corrotto e distrutto dall’avanzata del Caos. Una delle prime prove a favore di questa corruzione è l’impossibilità di invecchiare. Infatti è da 500 anni ormai che nessuno può più invecchiare, sia che si tratti di bambini sia che si tratti di anziani.

Ma la cosa ancora che più influirà sull’avventura della Salvatrice sarà il tempo. Esso infatti sarà una componente molto importante, basilare, per il progredire della storia sotto molteplici aspetti.

La nostra eroina inizialmente avrà a disposizione sette giorni per riuscire a salvare il maggior numero di anime, dove un giorno è uguale a circa due ore in game. Lo scorrere di queste ore però è relativo, infatti il tempo si fermerà durante i dialoghi e nelle battaglie. Inoltre sarà anche possibile bloccare per alcuni minuti il tempo tramite un’abilità di Lightning. Inoltre completando le missioni secondarie otterremo le anime di coloro che avremo aiutato, anime che fungeranno da linfa per l’Albero della Vita il quale ci offrirà giorni aggiuntivi da spendere nella missione di salvatrice, fino ad un massimo di quattordici giorni. Infine, il timer verrà fermato anche quando ci troveremo sull’Arca, il nostro HUB dove si verrà teletrasportati automaticamente alle 6:00 di ogni giornata.

Esplorazione dinamica ma crescita ripetitiva

lightning-returns-5Dovremo quindi fare i conti per tutta la durata dell’avventura con il fattore tempo e con un fastidioso orologio che ticchetterà mettendoci addosso un’abbondante dose di ansia, ma che al contempo darà pepe alle nostre imprese. Dunque tutte le scelte che compiremo dovranno essere mirate a massimizzare la crescita del personaggio ed i suoi parametri fondamentali (in particolar modo punti vita, attacco magico e attacco fisico) oltre alla raccolta delle anime.
Per accumularli dovremo soddisfare i desideri degli abitanti della città e portare a termine quante più missioni possibili sparse in quattro grandi aree che compongono la mappa di gioco: Luxerion, Yusnaan, Confini Selvaggi e Dune Arse. Ognuna di esse avrà una missioni principale composta da quattro o cinque missioni e svariate missioni secondarie.

Queste grandi macroaree saranno esplorabili quasi del tutto liberamente, limitate solamente dalla trama e dal ciclo giorno-notte che varierà l’accesso ai negozi e ai luoghi.

Durante queste fasi di esplorazione avremo a disposizione una serie di controlli più dinamici sulla protagonista, che potrà appendersi ai bordi delle piattaforme, saltare, dondolarsi, scivolare e accovacciarsi dietro a dei ripari, consentendo di interagire con l’ambiente che ci circonda in maniera più coinvolgente rispetto al passato. Per gli spostamenti rapidi potremo utilizzare una monorotaia oppure, avanzando nella storia, il potere del teletrasporto a cui si aggiunge l’utilizzo dei tradizionali animaletti della saga di Final Fantasy: i Chocobo, utili anche per evitare le battaglie.

Ritornando al sistema di crescita, in Lightning Returns è stato rimosso il sistema di livellaggio classico. Infatti uccidendo i mostri non ci verranno più assegnati punti esperienza, ma solo oggetti e/o magie. Quindi l’unico nostro obbiettivo sarà quello di completare le varie missioni, le quali a volte potranno risultare ripetitive. Lightning avrà a disposizione una serie di abiti che le daranno caratteristiche ed abilità diverse, oltre che a modificarne l’aspetto. Ogni abito è dotato di una barra ATB personale che sarà differente dalle altre per colore, lunghezza e velocità di ricarica. Questa barra ATB si ridurrà ad ogni azione e si ricaricherà solo col tempo (quando ci si trova in battaglia) o al termine delle lotte. Se consumeremo la barra, dovremo passare allo stile successivo. I completi che potremo utilizzare in battaglia sono tre, ma se ne possono accumulare molti altri di riserva con l’avanzare del gioco. Lo scopo è quello di sfruttare i completi giusti al momento giusto, visto che ogni boss avrà delle proprie debolezze e dei propri punti di forza.

Sistema di combattimento rinnovato e profondo

Continuando il discorso legato alla battaglie parliamo del punto forte di questo nuovo titolo, ossia il sistema di combattimento. Come già si è potuto vedere, il combat system degli ultimi Final Fantasy è sempre più orientato allo stile dei Giochi Di Ruolo occidentali. L’azione di gioco si svolge in tempo reale, con un solo personaggio giocabile, e richiederà un buon tempismo in fase di attacco, parata e schivata.

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Potremo muovere Lightning con la levetta analogica sinistra mentre gli attacchi, magie e parate saranno eseguibili con i pulsanti della parte frontale del joypad. La varietà di mosse sarà legata anche all’abito che indosseremo.Saranno disponibili inoltre delle Tecniche Speciali, premendo il tasto dorsale sinistro, utilizzabili attraverso i Punti Energia. Questi punti potremo guadagnarli vincendo le battaglie e,progredendo all’interno della storia, le abilità della guerriera diventeranno sempre più potenti, anche se dovremo utilizzarli con parsimonia visto che sprecare i nostri Punti Energia sarà un gioco da ragazzi. Le Tecniche Speciali saranno infatti molto utili per disfarci delle bestie più ostiche, teletrasportarci, fermare il tempo per qualche minuto, curarci… Parlando di bestiario, ogni specie avrà un certo numero di esemplari e sconfiggendoli tutti ne verrà sancita l’estinzione. L’ultimo esemplare di ogni specie ancora vivo verrà definito come “superstite”, diventerà di colore viola e soprattutto sarà più forte rispetto ai suoi simili.

Grafica, sonoro e online

lightning-returns-4Parlando del comparto grafico possiamo dire che la differenza tra i dettagli delle texture di Lightning con alcuni elementi della mappa o di alcuni mostri è molto diversa, questo perchè gli sviluppatori per permettere lo svolgersi del gioco in una struttura open world hanno abbassato il livello qualitativo dell’engine. Una scelta discutibile in quanto la resa grafica delle città non esprime appieno la cura posta nella fusione di diversi stili architettonici. Inoltre la vastità della mappa di gioco risulta bene articolata, laddove ai centri urbani si intervallano dungeon e ampi spazi verdi o desertici, tipici delle avventure fantasy.

Il comparto audio presenta un doppiaggio in lingua in inglese con sottotitoli in italiano ed una piacevole colonna sonora curata da Masashi Hamauzu che ha sempre caratterizzato le avventure fantastiche di Square Enix.

Segnaliamo anche una componente online, altra grande novità di questo capitolo. Infatti restando connessi ad internet potremo condividere su Facebook o Twitter il punto dell’avventura in cui saremo arrivati o, più semplicemente, i pensieri di Lightining.

Inoltre avremo la possibilità di interagire con altri giocatori connessi alla rete in un ambiente denominato empireo, usando dei personaggi speciali chiamati Messaggeri. Questi ultimi appariranno in maniera casuale e potranno portarci un messaggio, una foto o un oggetto dell’utente che l’ha inserito.

Conclusione

lightning-returns-2Lightning Returns: Final Fantasy XIII termina la trilogia non nel migliore dei modi. Infatti sembra quasi essere di qualche passo indietro rispetto al predecessore, nonostante una struttura di gioco molto più ampia su base open world.

Il punto di forza di questo gioco è l’ottimo combat system che risulta molto coinvolgente, combinando i vari costumi di Lightning con i suoi movimenti di parata, attacco e schivata ed il dosaggio della barra ATB. Il sistema di crescita del personaggio è piacevole ma con il protarsi dell’avventura può risultare ripetitivo, soprattutto ai veterani degli RPG classici. Altra trovata molto interessante è lo scandire del tempo che coinvolge il giocatore per tutta la durata dell’avventura.

Concludendo possiamo dire che Lightning Returns non incarna l’anima del classico Final Fantasy, ma rimane pur sempre un buon gioco che ha inserito degli elementi accattivanti. Il punto è che non è riuscito a sfruttarli a pieno, un’occasione sprecata per un titolo che aveva indubbiamente un grosso potenziale, forse anche per via della volontà degli sviluppatori di creare un gioco con richiamo ai Giochi di Ruolo occidentali. In ogni caso se avete amato i due precedenti capitoli Lightning Returns dovrà entrare nella vostra collezione, in quanto mostra l’epilogo delle avventure di Lightning e offre un buon numero di ore di divertimento.

Recensione in collaborazione con Cloudark

Voto 7.75

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Appassionato di videogiochi e console di ogni tipo, tecnologia ed informatica. Amante dei manga ed anime giapponesi, e della cultura nipponica in generale. Ha iniziato a videogiocare molto giovane prima con SNES e Game Boy, per poi passare a PlayStation. Da allora ogni genere di gioco lo ha sempre affascinato. Gli piace informarsi e tenere informati su questo fantastico mondo virtuale.