[Loading 2018] Detroit: Become Human e le sue infinite possibilità

Di Andrea "Geo" Peroni
15 dicembre 2017

[PREMESSA] Loading 2018 è una rubrica a cadenza giornaliera che ci accompagnerà per 18 appuntamenti nel mese di dicembre. Il nuovo anno è ormai alle porte, e per certi versi si preannuncia un 2018 che potrebbe risultare addirittura migliore dello scoppiettante 2017 sulla via del tramonto. Con Loading 2018 daremo uno sguardo alle novità attese per il prossimo anno, raccontando i giochi più importanti finora confermati (diciamo quindi addio, ad esempio, a un Death Stranding in questa rubrica) tra esclusive e multipiattaforma.

Quando a giugno dell’anno corrente mi sono diretto a Roma per la PlayStation Night, un evento organizzato da Sony per intrattenere gli ospiti in attesa della diretta streaming della conferenza di Los Angeles dell’E3, non avrei mai pensato che di fronte a me si sarebbe palesata una grossa sorpresa. Oltre a Knack 2, Sony metteva infatti a disposizione una seconda postazione per un’attesissima esclusiva PS4 forgiata dalla mente di David Cage. Fu la prima volta, e finora unica, che riuscii a mettere le mie manacce su Detroit: Become Human (qui il resoconto della prova, per chi se lo fosse perso), un titolo che aveva già catalizzato su di sé tutte le mie attenzioni.

Del resto la natura del progetto, il setting e le menti dietro a questo probabilissimo nuovo capolavoro firmato Quantic Dream parlano da soli. Il gioco sarà una nuova avventura cinematica, che mischierà elementi di investigazione a scelte morali di più o meno importanza nell’economia generale della narrazione, il cui svolgimento dipenderà esclusivamente dalle nostre azioni. Un sistema di gioco già visto più volte in altri famosissimi videogiochi, come Heavy Rain e Beyond: Two Souls. Guardacaso, parliamo di altri due prodotti Quantic Dream. Le cose con Detroit devono però essere sfociate in un turbine di ricerca di perfezione, condito da un copione di oltre 2000 pagine (parole di Guillaume de Fondaumière, game-producer ospite della PSX 2017 di pochi giorni fa) che vuole mettere tutti i puntini sulle i, evitare buchi narrativi e di sceneggiatura, e soprattutto fornire al giocatore un’esperienza potenzialmente illimitata, poiché l’intenzione, come è stato rimarcato più volte nei molti trailer rilasciati negli anni, è quella di dare ad ogni singola scelta un notevole peso.

Come potrebbe essere altrimenti, visti gli innumerevoli finali che ogni situazione ci proporrà. E questo si ripercuoterà anche sull’intera narrazione di fondo, quella di una Detroit futuristica e iper-tecnologica dove gli androidi stanno prendendo sempre più coscenza dei propri diritti e stanno iniziando una ribellione per poter liberarsi dalla dominazione dell’uomo. Un tema già visto in altri ambiti, certo, ma l’importante spesso non è cosa viene raccontato ma COME questo viene raccontato, e di come in Detroit: Become Human ce ne saranno davvero tantissimi. Le storyline che seguiremo saranno principalmente 3, quelle cioè dei tre personaggi che abbiamo già avuto modo di conoscere attraverso i trailer pubblicati negli anni e che hanno suscitato ben più di una polemica per i crudi temi trattati. Ultima in ordine di tempo quella sul trailer della Paris Games Week, dove viene chiaramente fatto riferimento ai temi degli abusi sessuali sui minori.

Con Detroit: Become Human, David Cage e la sua gloriosa combriccola si apprestano a stupire in positivo il pubblico di tutto il mondo, ancora una volta. Si tratta di un gioco che non può non essere tra i più attesi. Quantic Dream, per la natura estremamente ramificata delle sue opere, sforna videogiochi molto lentamente rispetto ai ritmi di altre software house, ma noi non abbiamo alcuna fretta. Se l’attesa significherà trovarci di fronte un nuovo Heavy Rain o un nuovo Beyond, in termini di bellezza, siamo disposti ad attendere.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.