[Loading 2018] God of War e la furia di Kratos

god of war
Di Andrea "Geo" Peroni
12 dicembre 2017

[PREMESSA] Loading 2018 è una rubrica a cadenza giornaliera che ci accompagnerà per un numero attualmente imprecisato di appuntamenti nel mese di dicembre. Il nuovo anno è ormai alle porte, e per certi versi si preannuncia un 2018 che potrebbe risultare addirittura migliore dello scoppiettante 2017 sulla via del tramonto. Con Loading 2018 daremo uno sguardo alle novità attese per il prossimo anno, raccontando i giochi più importanti finora confermati (diciamo quindi addio, ad esempio, a un Death Stranding in questa rubrica) tra esclusive e multipiattaforma.

Sembrava impossibile avere nuovamente a che fare con Kratos. Il Fantasma di Sparta poi Dio della Guerra e infine sterminatore di dèi, ha sulle sue spalle un curriculum di tutto rispetto. Una saga principale di tre episodi costruiti a cavallo tra PS2 e PS3, conditi poi con altrettanti spin-off più (Ghost of Sparta) o meno (Ascension) riusciti. Sembrava impossibile proprio perché ormai tutto quello che poteva essere toccato della mitologia greca, dagli dèi alle altre figure leggendarie, era esaurito. Già God of War: Ascension, prequel del primo episodio, mostrava segni di incertezza nella trama e inconsistenza dei villain, poiché quelli già interessanti erano già stati sfruttati a dovere. Ma se c’è una cosa che Santa Monica Studio ci ha insegnato è che una via esiste sempre. Ed ecco dunque God of War. Il nuovo God of War.

Dalla lussureggiante Grecia della serie che tutti conosciamo, Kratos ha deciso di passare al freddo e gelido Nord dell’Europa, una terra ancora parzialmente inesplorata, abitata da barbari di ogni genere e soprattutto dominata da creature mitologiche con le quali l’ex-Dio della Guerra non ha mai avuto a che fare. Un percorso alla ricerca di sè stesso, a fuggire da quella sete di vendetta che lo ha tenuto prigioniero per molto tempo e che lo ha costretto a cose indicibili, ma Kratos alla fine sembra aver trovato nuovamente la propria dimensione. Lo spartano è infatti questa volta in compagnia di una persona molto speciale per lui, un ragazzino col quale condivide un profondo legame di sangue: Atreus, suo figlio. Come abbiamo visto, il ragazzo trascorrerà molto del tempo dell’avventura insieme al padre, se non addirittura l’intera esperienza, forse anche per promuovere quello che potrebbe essere un inaspettato passaggio di consegne nel momento in cui l’ineluttabile destino andrà incontro anche al un Kratos più stanco, barbuto e dilianiato dalla vita che abbiamo mai visto prima.

Santa Monica Studio ha percorso non solo la pericolosa strada di un gioco che si vuole distaccare notevolmente dal suo passato, ma anche quella del rinnovamento totale del gameplay. Tutti coloro che sono abituati agli scontri dei classici God of War, con la telecamera fissa in un punto e Kratos ripreso a malmenare, dovranno fare i conti con sistema di gioco completamente nuovo per la serie: telecamera costantemente dietro al protagonista ma che può essere ruotata, e un combat system totalmente rivisitato senza però abbandonare le sue sanguinose e brutali radici che lo contraddistinguono. L’arma preferita del vecchio Fantasma di Sparta non saranno più le sue mitiche Lame del Caos, ma un’ascia portentosa che sembra dotata di proprietà magiche, ma questo non impedirà a Kratos di scatenare la sua furia anche a mani nude, scazzottando a destra e a manca anche e soprattutto per proteggere Atreus dai pericoli.

Ci sarebbe tanto da dire di questo God of War, annunciato nel favoloso E3 del 2016 di Sony, ma sicuramente ci saranno altre occasioni per scoprirlo insieme. Proprio pochi giorni fa, gli sviluppatori hanno affermato che puntano ad un’esperienza che riesca a garantire almeno 25 ore di gioco, comprensive di una vasta esplorazione degli splendidi ambienti costruiti dai ragazzi di Santa Monica che meriteranno di essere visti in ogni loro dettaglio. Peccato solo che la data di uscita resti ancora ignota.



Entra a contatto con uno strano oggetto chiamato "videogioco" alla tenera età di 5 anni, e da lì in poi la sua mente sarà focalizzata per sempre sul mondo videoludico. Fan sfegatato della serie Kingdom Hearts e della Marvel Comics, che mi divertono fin da bambino. Cacciatore di Trofei DOP.