Ubisoft prosegue il suo processo di ristrutturazione con nuovi tagli al personale nei suoi studi svedesi.
La compagnia ha annunciato la soppressione di 55 posti di lavoro complessivi tra Massive Entertainment e Ubisoft Stockholm, segnando un’ulteriore tappa di una strategia di ridimensionamento avviata ormai da tempo.
La decisione arriva dopo il programma di incentivi alle dimissioni lanciato nel 2025, che secondo l’azienda avrebbe raccolto un’ampia adesione, e dopo la scelta di affidare alcuni dei franchise più redditizi del gruppo a una nuova entità esterna sostenuta finanziariamente dal colosso cinese Tencent. Un percorso che conferma la volontà di Ubisoft di snellire la struttura interna e riorientare gli investimenti.
Nonostante i licenziamenti, Massive Entertainment continuerà a rappresentare un pilastro per Ubisoft. Lo studio svedese proseguirà lo sviluppo del franchise di The Division, incluse le espansioni dei capitoli esistenti, mentre i lavori su The Division 3 sono ufficialmente in corso.
Massive continuerà inoltre a occuparsi dello sviluppo del motore grafico Snowdrop, tecnologia proprietaria utilizzata anche in altri progetti chiave di Ubisoft come Star Wars Outlaws, Avatar: Frontiers of Pandora e il nuovo Splinter Cell, attualmente in lavorazione presso Ubisoft Toronto, studio che aveva già affrontato una tornata di licenziamenti nel 2024.
I licenziamenti in Svezia si inseriscono in una sequenza di riduzioni del personale che ha interessato Ubisoft negli ultimi mesi. La scorsa settimana la società ha chiuso Ubisoft Halifax, studio mobile responsabile di Assassin’s Creed Rebellion, con la perdita di 71 posti di lavoro. Si trattava, inoltre, dell’unico team sindacalizzato dell’azienda, almeno negli Stati Uniti.
Già nell’ottobre dello scorso anno, Ubisoft aveva annunciato l’eliminazione di 60 posizioni presso RedLynx, studio europeo noto per la serie Trials. Un quadro che restituisce l’immagine di un gruppo ancora impegnato in una profonda riorganizzazione, nel tentativo di contenere i costi e ridefinire le proprie priorità produttive in un mercato sempre più competitivo.
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